Si tratta di un vero e proprio massacro, di un evento che purtroppo ha scosso l’Arabia Saudita e tutto il mondo arabo in quanto legato ad un pellegrinaggio compiuto ogni anno da milioni di persone, quello verso la Mecca in occasione del Eid al-Adha, la Festa del Sacrificio. Il bilancio dei morti sale ora dopo ora e per il momento si assesta sui 717 pellegrini, ma si contano più di 800 feriti a causa della calca che si è formata nella giornata di ieri per raggiungere il luogo fulcro della preghiera musulmana.
Da alcuni giorni, milioni di fedeli sono infatti in Arabia Saudita per il classico Hajj, il pellegrinaggio alla Mecca che viene considerato il più vasto raduno di pellegrini di tutto il mondo. Durante la giornata si é verificato un incidente catastrofico, che ha fatto muovere le folle in modo inconsulto provocando il soffocamento di centinaia di fedeli che stavano assistendo ai rituali.
Le cause della calca non sono ancora state appurate, ma il tutto avrebbe avuto luogo mentre i fedeli si stavano recando alla simbolica cerimonia della lapidazione di satana, che segna il culmine dello stesso pellegrinaggio. Si tratta di una simbolica lapidazione che avviene su un muro e che probabilmente ha visto muoversi centinaia di pellegrini in modo poco ordinato e portare alla nascita della calca, che ha provocato la morte dei musulmani che si trovavano in quell’area specifica.
Le strutture costruite per facilitare il pellegrinaggio erano imponenti, ma forse non sono bastate per evitare che l’incidente avesse luogo. Alcuni testimoni parlano infatti di una ‘fuga‘ di pellegrini che ha fatto confluire molte persone in un’area che non era stata stabilita. Le parole del ministro saudita per la salute, Khaled al-Faleh, sembrano confermare questa tesi, in quanto l’uomo ha affermato che la tragedia è avvenuta perché molti pellegrini si sono mossi senza rispettare le indicazioni degli organizzatori dei riti, creando un cumulo di persone insostenibile per la struttura predisposta.





















In un incidente stradale in Argentina, nella provincia di Cordoba, a circa 550 chilometri a nord di Buenos Aires sono morti tre parenti di Papa Francesco, due pronipoti e la loro madre.
Treviso- Una tragedia causata dal maltempo, nell’area d’erba di fronte al Molinetto della Croda era in corso “la festa degli uomini” della Pro loco locale con un centinaio di partecipanti.
E’ guerra a Tripoli. Quasi 100 morti e 400 feriti è il nuovo bilancio di due settimane di scontri nella sola capitale, dove le diverse milizie si contendono il controllo dell’aeroporto internazionale, in una prova di forza che non è solo territoriale e che si dimostra sempre più violenta.
Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Oms da gennaio la malattia ha colpito 759 persone provocando la morte di 467 persone nei tre paesi. Un vertice di emergenza è stato organizzato dall’Oms per stabilire un protocollo comune in tutta l’area. L’Organizzazione mondiale della sanità ha deciso di aprire un centro di coordinamento in Guinea per gestire l’emergenza e ha mandato nella regione circa 150 operatori sanitari per contenere la malattia. Ma, secondo l’organizzazione, è necessario un impegno forte da parte delle istituzioni locali.
Le poste austriache hanno emesso oggi due francobolli per ricordare l’attentato di Sarajevo, I due francobolli (da 70 e 62 centesimi di euro) sono raccolti in un foglietto e mostrano i ritratti dell’arciduca Francesco Ferdinando e della moglie Sofia; sulla sfondo, un disegno che raffigura l’attentato da un giornale dell’epoca.


















