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Monthly Archives: Maggio 2012

L'attaccante del Valdagno Massimo Tataranni

Dopo l’amara eliminazione dei padroni di casa dell’Amatori Sporting Lodi contro un Reus Deportivo ampiamente alla portata dei lombardi, nella seconda serata dei quarti di finale della Final Eight dell’Eurolega di hockey su pista, in corso si svolgimento al “PalaCastellotti” di Lodi, l’Italia vive una serata di gloria grazie al Recalac Valdagno, designato troppo in anticipo quale scontata vittima sacrificale di un Benfica grande e ambizioso. La squadra veneta umilia la squadra portoghese per 11-5 (primo tempo 4-0).

Il Valdagno è sceso in pista in senza gli infortunati capitan Dario Rigo e Mattia Cocco e con un Carlos Nicolia in non perfette condizioni fisiche; il Benfica, invece, è al gran completo, con a disposizione le stelle Carlos Lopez, Sergio Silva, Cacau, Abalos, Viana e il temibile Joao Rodrigues.

L’inizio di partita è nettamente favorevole al Benfica, che parte in quarta e mette sotto pressione Oviedo che para tutto quello che può e si fa aiutare dai pali e dalle traverse. E’ uno stillicidio che sembra il preludio a una grandinata. Che arriverà sì, ma più avanti e a parti invertite.

Il Valdagno resiste: Oviedo, Diego Nicoletti, Nicolia, Tataranni e De Oro superano la fase più critica e alla prima vera occasione affondano il colpo con Tataranni lanciato da Nicolia. E’ il 13’22”; per il Benfica è una mazzata micidiale dalla quale la squadra di Senica non si riprenderà più.

Il primo a perdere il bandolo della matassa è proprio il tecnico lusitano che inizia una interminabile girandola di cambi per dare punti di riferimento al Valdagno; a perdere solidità è, invece, il Benfica che in difesa è semplicemente imbarazzante (portiere compreso).

A questo punto il Valdagno dimostra di essere una squadra vincente. Annusa le difficoltà dei lusitani e in tre minuti indirizza la partita verso un finale imprevedibile alla vigilia: una doppietta di De Oro lancia in orbita il Valdagno e un gol del fenomenale Nicolia chiude il primo tempo su un 4-0 che sa di definitivo.

Merita una menzione particolare la straordinaria prestazione di Oviedo, che chiude la saracinesca e compie interventi spettacolari e miracolosi. Il portiere del Valdagno viene bersagliato dai tifosi lodigiani, che cercano di indebolirlo in vista di martedì prossimo, in cui è in programma gara due di semifinale scudetto proprio tra i veneti e il Lodi, che si disputerà proprio sulla pista del “PalaCastellotti”.

Nella ripresa il Benfica parte lanciato in resta per cercare di riaprire la partita. Oviedo fa il muro, il contafalli sale, per colpa anche di due arbitri in difficoltà dal primo all’ultimo minuto. L’allenatore portoghese Senica mischia a tal punto le carte da confondere anche lui stesso; il collega veneto Vanzo sorprende tutti mettendo in pista (a partita tutt’altro che chiusa) il giovane Francesco Rossi, scuola Roller Bassano e classe 1993.

De Oro manda in visibilio i suoi segnando il 5-0 su azione seguente a rigore parato a Nicolia e da Nicolia stesso reinventato sotto forma di assist perfetto. Il Valdagno, però, subisce un blu (destinatario De Oro): Oviedo para con il casco la bomba a filo traversa di Silva. Con il Benfica in superiorità numerica, Rossi si invola da solo in contropiede e davanti a Ricardo Silva ci mette tutta la presunzione tipica dei ragazzi della sua età: alza la pallina a mezza altezza e appoggia in gol.

Il Benfica non si arrende e accorcia le distanze con una deviazione in area di Joao Rodrigues (6-1). Al 36’38” c’è il 10° fallo di squadra dei portoghesi: Nicolia si fa parare la punizione, poi spedisce la ribattuta sulla traversa.

Il Benfica accorcia ulteriormente le distanze con un gol di rapina di Lopez. Al 39’08” arriva il settimo gol del Valdagno con un’azione insistita di Tataranni. Al 39’39” c’è il 15° fallo di squadra del Valdagno: Lopez cerca di disorientare Oviedo con qualche finta, ma il portiere respinge la punizione.

Al 40’52” De Oro segna l’8-2 su assist di Nicolia; poco dopo l’argentino esce per riposo. Dopo tre minuti ancora De Oro va a segno per il 9-2. Al 44’34” viene assegnato un tiro di rigore per un fallo di pattino in area valdagnese; Oviedo respinge la conclusione di Abalos.

Con una deviazione da centro area di Viana il Benfica segna il terzo gol; passa un minuto e Tataranni finalizza un contropiede da manuale (10-3). Al 47’19” l’unico errore della partita di Oviedo permette a Viana di segnare il quarto gol del Benfica.

Il Valdagno sostituisce il portiere: fuori Oviedo, dentro Gnata, che dopo pochi secondi subisce il gol di Cacau (10-5). Al 48’56” Abalos viene espulso per fallo su Tataranni, che segna la punizione diretta (11-5).

Al 49’15” Nicoletti commette fallo su Viana e riceve un cartellino blu; Gnata respinge la punizione di Silva. E’ l’ultima emozione di una partita dominata dal Valdagno, che per la prima volta nella sua storia si qualifica alle semifinali della più importante competizione europea per club.

In semifinale la squadra veneta affronterà la squadra campione in carica, il Liceo La Coruna, che ha battuto per 4-2 un’altra squadra portoghese, il Candelaria.

I primi 25′ sono un dominio spagnolo: la formazione galiziana concede pochissimo al Candelaria, che riesce a giocare in velocità solamente in rare occasioni. Bargallò è il faro, l’anima e il metronomo dei galiziani, assolutamente perfetti ed incisivi. Gli spagnoli hanno anche fondamenta resistenti, con un portiere come Xavier Malian che, per sicurezza e incisività, non dimostra affatto di avere 23 anni.

Il Candelaria si attaccato all’inventiva di un Montivero, rimasto imbrigliato nella ragnatela difensiva galiziana, mentre il gioiello Jorge Silva non è mai pericoloso. I detentori del trofeo spingono fin da subito e al 5′ passano in vantaggio con Ricardo Barreiros, che al volo da sinistra buca un Joao Miguel fuori posizione.

L’allenatore spagnolo Gil ruota molto i suoi uomini, dando un minutaggio equo ai suoi esterni, eccetto Bargallò che non abbandona mai la pista. Dopo l’unico brivido corso da Malian che chiude in extremis sul primo palo un assist da dietro porta non sfruttato da Jorge Silva, il Liceo raddoppia: al 18′ Pascual trasforma un assist di Miras, bravissimo a trovare il compagno con un movimento in mezzo all’area. Al 19’55” arriva anche il 3-0, grazie ad un rigore trasformato da Bargallò e accordato senza protesta alcuna per un fallo di Tiago Resende su Miras.

L’inizio della ripresa provoca l’ilarità dei pochi spettatori presenti: le due squadre, dopo aver giocato entrambe con maglie verdi la prima frazione (un pò più scura quella liceista, leggermente fluorescente quella del Candelaria), si ripresentano in pista con la formazione portoghese, che indossa un completo a righe orizzontali biancoverde con il risultato che il livello di cromia non differisce di nulla. Il Candelaria torna, così, a rivestire la divisa che indossava nel primo tempo. L’episodio non ha bisogno di ulteriori commenti, considerando anche nella rifinitura mattutina le due formazioni presentavano una un completo rosso acceso, l’altra una tenuta gialla fluorescente.

Tornando all’hockey giocato, Montivero impegna Malian con una girata poi abbandona la pista, in luogo di Pedro Alfonso che l’allenatore dei portoghesi Dantas schiera con Tiago Resende, Tiago Rafael e Jorge Silva, che al 6′ impegna il portiere spagnolo con un diagonale ravvicinato.

Il Liceo cerca soluzioni con molta calma, provando a gestire al meglio i 45″ e la cosa riesce bene fino al 13’22”, quando Pedro Afonso trova alla perfezione Mauro Fernandez che sul secondo palo spedisce in rete al volo il 3-1.

Il Liceo potrebbe anche allungare, grazie ad un contropiede esuguito ottimamanete da Perez e Lamas, che sbilancia Joao Miguel, ma conclude sulla traversa da non più di tre metri. Poco dopo un tiro potente viene deviato dal portiere portoghese sul volto di Tiago Resende, che riporta un taglio sul sopracciglio e rientrerà solo a 5′ dalla fine.

Al 17′ Mauro Fernandez aggancia Miras e rimedia un blu dall’arbitro italiano Corponi: sul tiro di prima Lamas fallisce l’alza e schiaccia. Ma alle spalle del galiziano arriva Jorge Silva che di rincorsa schiaccia con violenza Lamas contro la porta di Joao Miguel. Il galiziano ha una reazione, così l’altro arbitro italiano Bisacco non fa sconti ed estrae il blu per entrambi i giocatori.

Il Candelaria ci prova con il tiro da fuori, facendo solo il buon gioco per Malian. Al 20’35” il Liceo chiude la contesa segnando il 4-1; il gol porta la firma di Bargallò con uno splendido alza e schiaccia nel cuore dell’area. La classe di Jordi Bargallò, da sola, vale il prezzo del biglietto.

A 2′ dalla fine il Candelaria accorcia sul 4-2: sulla destra si scontrano Lamas e Barreiros, che cadono a terra liberando Tiago Resende il quale pennella un assist a mezz’altezza che Jorge Silva insacca al volo.

Passano 20″ e la formazione delle Azzorre potrebbe accorciare ulteriormente, ma la punizione per il decimo fallo di squadra viene neutralizzata da Malian, che intercetta il gancio di Montivero. E’ l’ultima emozione di una partita meritatamente vinta dal Liceo, che può così continuare la difesa del titolo.

Le semifinali sono in programma oggi: la sfida Recalac Valdagno-Liceo La Coruna sarà preceduta da Barcellona-Oliveirense.

Bioshock-infinite-2013All’evento video ludico E3 di Los Angeles saranno presentati importanti titoli di videogames, slitta invece al 2013, BioShock Infinite.

Il videogioco ci propone una città volante dai colori accesi, è Columbia e non più Rapture,la città sottomarina, come nel precedente BioShock. Il giocatore, un ex agente della Pinkerton, Booker DeWitt dovrà salvare Elizabeth, imprigionata nella città sin dalla sua infanzia. Il game uscirà il 26 febbraio del 2013. Lo sparatutto della Irrational Games era previsto per il mese di ottobre, la sua uscita è stata posticipata per diventare ancora più straordinario, queste le parole di Kevin Levin, mente creativa del game.

BioShock non sarà quindi all’E3 di Los Angeles o alla Gamescon di Columbia, per poter realizzare il prodotto che davvero noi vogliamo distribuire. In autunno avremo altri titoli come Halo 4, Medal of Honor:Warfighter, Borderlans 2, Assassin Creed III ed altri.

siria-strage-di-bambiniI bambini uccisi a Hula da parte dell’esercito sono 25, le vittime sono 100. È l’osservatorio siriano per i diritti umani a dare fonti ufficiali, con un numero diverso ma sono 90. Il Consiglio nazionale siriano parla di 110 morti. Secondo i Comitati locali di coordinamento dell’opposizione, sono state 5 le vittime nella giornata di oggi. Si sono svolte alcune manifestazioni di protesta per il massacro di ieri a Hula, nella provincia di Homs, si sono svolte a Damasco, Aleppo e Idlib. I civili morti oggi sono due persone uccise a Qusair, due ad Hariha ed una ad Erbin.

Nel massacro di Hula, 110 i civili, e sul numero dei bambini ci sono notizie diverse, 25 secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, alcune vittime morte per i bombardamenti di artiglieria, altre vittime, come famiglie intere, sono state massacrate, come afferma Bassma Kosmani, responsabile delle relazioni esterne del Cns.

Restano le  immagini amatoriali su Youtube che mostrano bambini insanguinati in un appartamento, tra cui uno decapitato.

manifestazione io non ho paura brindisiStanno arrivando stamattina a Brindisi decine e decine di pullman, provenienti da tutta l’Italia, con a bordo centinai di studenti per dimostrare che loro non hanno paura dopo quello che è successo fuori dall’istituto superiore “Falcone Morvillo” e con gli studenti brindisi  anche gli studenti italiani scendono in piazza per manifestare contro la violenza e a favore della legalità.

Il corteo degli studenti, ai quali si sono associati diverse associazioni tra le quali Libera, Cgil, Arci, partirà oggi alle 14.00 da Via Togliatti a Brindisi, nei pressi della scuola dove sabato scorso Melissa Bassi una giovane studentessa di soli sedici anni ha perso la vita, in una violenta esplosione.

Gli amici di Melissa, ma tutta l’ Italia pretendono di sapere al più presto la verità e chiedono che la Giustizia faccia il suo corso in maniera esemplare e nel più breve tempo possibile. Per sensibilizzare quest’iniziativa, in tutta Brindisi e in altri comuni pugliesi, sono stati esposti dalle finestre delle scuole ma anche della case e da altri edifici pubblici, degli striscioni con la scritta “IO NON HO PAURA”.

arrestato maggiordomo del papaE’ stato arrestato il maggiordomo privato del Papa. In suo possesso sono stati trovati numerosi documenti riservati sottratti negli uffici vaticani con fini speculativi.  Paolo Gabriele, questo il nome dell’uomo, ora rischia trent’anni di carcere, è accusato dalla magistratura vaticana di aver sottratto della corrispondenza a un Capo di Stato.

Un reato molto grave, che equivale ad un attentato ad un Capo di Stato. Dopo mesi di indagine, la magistratura vaticana ha stabilito che era lui il “corvo”, che da diversi mesi divulgava notizie su quello che accadeva presso la Santa Sede e che in parte sono state pubblicate poi in un libro. Ancora non è chiaro se abbia la cittadinanza italiana o no, lavorava presso la santa sede dal 2006 e seguiva il Papa anche nelle sue uscite pubbliche.

Gli inquirenti stanno indagando se Gabriele abbia agito da solo o abbia avuto dei complici e chi sono i suoi mandanti.  Il Pontefice appresa la notizia si è dichiarato molto rammaricato per l’episodio.

omeopatia-per-un-italiano-su-seiOmeopatia,non è ancora conosciuta da tutti. Per alcune persone è soltanto una conoscenza a livello superficiale, magari avuta attraverso la descrizione da parte di parenti e amici, ma la omeopatia per un italiano su sei è un’ottima forma di cura.

Certo l’utilizzo della medicina omeopatica, secondo il rapporto di un’indagine di DoxaPharma, presentato dall’associazione Omeoimprese , riguarda principalmente le

piccole affezioni, ma  oltre il sedici per cento ne ha fatto uso nell’ultimo anno.

Va anche detto che una grossa fascia del campione, che ha partecipato all’indagine,  accetterebbe la prescrizione di un farmaco omeopatico dal proprio medico, senza troppe spiegazioni, in piena sicurezza.

Tuttavia, al momento, la cura omeopatica  non è ancora considerata una medicina con basi scientifiche benché il mercato, in Europa e in Italia, ha un continuo e crescente numero di estimatori.

microscopio-e-biopsieBasta bisturi e tecniche invasive. Finalmente diventerà possibile abbandonare le tecniche diagnostiche aggressive come la biopsia. Un passo decisivo in questa direzione è stato compiuto dal Dipartimento di Nanofisica dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova, dove è stato messo a punto un nuovo tipo di microscopio.

Lo strumendo – lo  SW-2PE-STED –  nei prossimi anni, consentirà di analizzare tessuti biologici direttamente e con un’altissima risoluzione, senza bisogno di ricorrere al bisturi e agli interventi che richiedono l’anestesia.

Lo SW-2PE-STED utilizza un fascio di luce laser scisso in due. Il primo fascio lavora sul fenomeno dell’eccitazione multi fotonica, mentre il secondo strizza per così dire l’informazione per ottenere un’immagine ad altissima risoluzione, simile a quella di un microscopio elettronico.

Secondo il professor Alberto Diaspro, direttore del Dipartimento, i campi di applicazione potranno variare dalle neuroscienze alla comprensione delle malattie oncologiche.

mafia-impone-il-caffè-a-palermoL’operazione portata avanti dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo, aveva nome Coffee Break, perché riguarda il sequestro di due società che operano nel settore del commercio all’ingrosso di caffè. Due bar, cinque società ed una palestra sono stati sequestrati, perché riconducibili al pluri pregiudicato, ritenuto uomo di fiducia di Totò Riina. L’uomo è stato condannato per associazione mafiosa.

L’uomo ha attribuito a diversi prestanome, la titolarità delle attività sequestrate, le indagini sono state svolte dal Procuratore Aggiunto Antonio Ingroia e da PM Dario Scaletta. Il reato denunciato è il trasferimento fraudolento di valori e per estorsione aggravata. La gestione dell’attività in realtà continuava ad essere svolta direttamente dal pluri pregiudicato palermitano.

Denunciate anche altre 11 persone, appartenenti anche al nucleo familiare, che si facevano assumere come dipendenti. I nomi dei soci venivano cambiati spesso e chiuse alcune società, se ne aprivano altre sempre operanti nello stesso settore economico. Accertati anche episodi di estorsione attribuibili ad un imprenditore, che insieme ad un altro esponente della criminalità organizzata, in carcere con la condanna da scontare, 416-bis, avevano imposto ad un bar di Palermo, l’acquisto di quella marca di caffè venduto da una società tra quelle sequestrate.

Alcuni collaboratori di giustizia hanno indicato, che l’imprenditore nel settore del caffè, ambiva a diventare il leader nella fornitura del caffè presso i bar di Palermo.

Durante le indagini era stato riscontrato un elevato tenore di vita, condotto sia da parte del titolare delle società sequestrate, che da parte dei suoi familiari, anche se le dichiarazioni al Fisco erano davvero minime. La scarcerazione dell’uomo era avvenuta nel 2006 ed i suoi clienti erano aumentati del 300% e si era estesa l’attività del caffè.