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Rovigo – Domenica mattina aveva un appuntamento in parrocchia, così le due figlie sono andate a svegliarlo ma l’hanno trovato morto, probabilmente colpito da un infarto mentre dormiva. E’ morto nel sonno Paolo Tesi, 45enne ingegnere di Rovigo che dal 2000 lavorava alla FemiCz, oltre che essere una persona molto impegnata nella parrocchia del Duomo e un tifoso sfegatato della Rugby Rovigo. Paolo Tesi era un ingegnere elettronico, lascia due figlie di 17 e 12 anni.

Paolo Tesi – ingegnere con la passione per il Rugby e la parrocchia

Sono tutti sconvolti in paese, soprattutto il parroco della parrocchia del Duomo, che la sera prima aveva parlato al telefono con Paolo: “C’eravamo sentiti al telefono verso le 10 di sabato sera affinchè tutto fosse pronto per l’incontro spirituale del mattino al Centro Mariano con le suore. Non ci posso credere. Una persona meravigliosa, mite e disponibile, che bisognava fermare tanto era generosa. Avevamo un legame eccezionale”.

Battipaglia – Tragedia ieri notte a Battipaglia, in provincia di Salerno, precisamente lungo via del Centenario. Due ragazzi sono stati protagonisti, loro malgrado, di un incidente stradale gravissimo. Nell’incidente sono rimasti coinvolti un ragazzo di 23 anni e una ragazza di 18 anni, entrambi di Pattipaglia. I due si sono schiantati contro un albero mentre procedevano a forte velocità su un Piaggio Beverly 500.

Battipaglia – deceduto il ragazzo di 23 anni

Purtroppo, questa mattina il 23enne è deceduto dopo essere stato portato all’ospedale di Nocera Inferiore, mentre la ragazza di 18 anni è attualmente ricoverata all’ospedale di Salerno e versa in condizioni disperate. Secondo quanto raccolto sul luogo dell’incidente, lo scooter dei due ragazzi avrebbe prima colpito lo spigolo che separa le carreggiate, per poi strisciare per più di 20 metri urtando un’auto e terminando la sua corsa contro un albero. Sono ancora in corso le indagini per capire meglio cosa sia accaduto. Intanto Battipaglia è nello sgomento.

Far west a Roma nel pomeriggio. Un ragazzo di 18 anni è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco alla nuca. Un’altra persona risulta ferita.

La dinamica è stata ricostruita dalla Squadra Mobile accorsa all’accaduto. Pare che il fattaccio sia accaduto a causa di problemi di viabilità tra il 18enne e un vigilantes 53enne che si trovava in auto con il figlio 25enne, in zona San Basilio. Tra i due conducenti è scattata una lite, il figlio del vigilantes è sceso dall’auto avvicinandosi al 18enne. Tra i due la lite è degenerata fin quando il 18enne lo ha accoltellato al volto. A questa vista il vigilantes ha afferrato la pistola di ordinanza ed ha sparato alla nuca il ragazzo che è morto sul colpo.

Una grande folla si è avvicinata alla zona. All’arrivo dell’ambulanza, i soccorritori sono stati presi a sassate e picchiati, il conducente dell’autolettiga ha subito la rottura della spalla. La loro colpa è di aver deciso di soccorrere prima il vigilantes.

Per il 18enne, trasportato all’ospedale Pertini, non c’è stato nulla da fare. Mentre padre e figlio sono già stati fermati ed in questo momento sono soggetti ad interrogatorio.

Giancarlo Nicotra – E’ morto oggi a Roma, Giancarlo Nicotra, regista, attore e doppiatore. Aveva 69 anni e una lunga malattia ne aveva segnato gli ultimi anni di vita. A darne notizia è la moglie, Adriana Tavone. I funerali di Nicotra verranno celebrati venerdì alle 14 nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo a Roma. Molti di voi sicuramente lo ricorderanno nel programma ‘La Sberla’ da lui ideato nel 1978 per la RAI.

Nicotra – tra successo e malattia

Il successo di quel programma fu incredibile, tanto da conquistare quasi 20 milioni di telespettatori e da guadagnare un Oscar Tv come miglior regista. Qualche anno più tardi, nel 1983, Nicotra passò a Fininvest con il programma ‘Drive In’. Tanti, tantissimi i suoi impegni cinematografici: indimenticabile la sua recita a 9 anni al fianco di Totò e Orson Welles nel film ‘L’uomo, la bestia e la virtù’, diretto da Steno.

Suicidio Caserta – Nel pomeriggio di domenica la tragedia. Un uomo di 53 anni, da tempo separato dalla moglie che lo aveva lasciato, ha tentato di togliersi la vita dandosi fuoco all’esterno della casa della donna, residente nella frazione San Clemente di Caserta. L’uomo, che non accettava la separazione, si è presentato sotto casa della donna con una tanica di benzina e un accendino.

San Clemente di Caserta – due giorni di estrema agonia

Poco dopo, ha suonato il citofono e si è dato fuoco. Nella tarda serata di ieri, il 53enne, che era stato ricoverato nel reparto Grandi Ustionati dell’ospedale Cardarelli di Napoli, è morto dopo quasi due giorni di agonia. Non riusciva in nessun modo a farsene una ragione, non accettava la separazione e ha pensato ad un gesto folle, che gli è costato sì la vita, ma prima di morire ha dovuto patire un’estrema agonia.

Afghanistan – E’ di tre feriti ed un morto il bilancio dopo l’attacco contro i militari italiani in Afghanistan. A perdere la vita è Giuseppe La Rosa, capitano di 31 anni facente parte dei Bersaglieri. La vittima è originario della Sicilia ed effettivo al terzo reggimento Bersaglieri della Brigata Aosta. I fatti sono avvenuti nella zona di Farah, un’area molto a rischio dell’Afghanistan, area affidata proprio agli italiani.

Giuseppe La Rosa – il cordoglio dello Stato

Secondo le prime ricostruzioni, un Lince dei militari italiani sarebbe stato preso d’assalto dopo aver svolto un’attività congiunta con militari afghani, mentre faceva ritorno verso la base di Farah. Si stanno ancora delineando le dinamiche dei fatti, avvenuti alle ore 7 italiane. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e le altre cariche dello stato apprendono con grande e profonda commozione la tragica notizia ed esprimono tutto il loro cordoglio per la morte di Giuseppe La Rosa.

Piacenza sotto choc, Luca Albanese, bello e vivace bimbo di 2 anni, è stato trovato morto in auto dal padre, dopo che quest’ultimo l’aveva dimenticato per 8 ore, sotto un sole impietoso.

Una giornata come tante quella di ieri per la famiglia Albanese. Come tutte le mattine il papà Andrea, aveva il compito di accompagnare il piccolo Luca all’asilo nido, che si trovava nello stesso stabile dove lui lavora, l’azienda Copra che si occupa di catering e pulizia. Non si può spiegare cosa sia accaduto nella sua testa, come è possibile che quella lampadina della mente si sia spenta, ma Andrea, dimentica che il suo bimbo è seduto dietro di lui nel seggiolino, chiude l’auto e lo dimentica per 8 interminabili ore. A dare l’allarme è il nonno, andato a riprendere il bimbo all’asilo, non trovandolo. Chiama prima la mamma, ma lei non sa nulla, allora, sempre più allarmato, chiama il papà. Qui scatta la tragedia. Corre in auto, sono ormai già le 4 di sera, ma per Luca non c’è più nulla da fare, invano l’intervento del 118, il bimbo era già morto da ore. Morto per asfissia e per il caldo.

Sia la mamma che il papà sono ricoverati in ospedale. Il padre alla vista del suo bimbo senza vita ha perso i sensi, in questo momento è ricoverato, intubato, in ospedale. Così la mamma e la nonna del bimbo, in forte stato di choc.

Due vite segnate per sempre. In quell’auto non è morto solamente il piccolo Luca, ma anche il suo papà e la sua mamma. Gli psicologi cercano di spiegare questa “distrazione”. La definiscono “spaltung”, dissociazione della coscienza, come se inconsciamente scattasse un qualcosa, un conflitto irrisolto, che porta a queste tragiche conseguenze.

Nella giornata di oggi dovrebbe essere eseguita l’autopsia sul bimbo, per comprendere, se è possibile, la causa della morte. Intanto le persone che conoscevano questa famigliola, la definivano felice, spensierata, genitori molto attenti a quell’unico bimbo. Insomma nulla faceva presagire  questa immane tragedia.

Calogero Ciulo – La polizia di Agrigento ha trovato morto Calogero Ciulo, uomo di 43 anni che era scomparso di casa lunedì scorso. Il suo corpo è stato trovato carbonizzato nella sua auto. A scoprirlo sono stati gli stessi investigatori che, intervenuti sul posto per un’auto bruciata, hanno scoperto in un secondo momento i resti inceneriti di Calogero Ciulo di Canicattì. L’auto dell’uomo e il suo corpo carbonizzato sono stati trovati in contrada Cardaci tra Campobello di Licata e Delia.

Calogero Ciulo – ucciso e bruciato nella sua auto

Calogero Ciulo era scomparso lunedì scorso. A dare l’allarme la moglie, che non lo ha visto rincasare e venerdì ha deciso di denunciare il fatto alla polizia. L’ultima volta era stato visto in paese sulla sua Fiat Bravo, all’interno della quale sarebbe stato ucciso e bruciato. Si indaga sui motivi del gesto e su chi abbia potuto compierlo.