Da rumors dell’ultima ora, la decisione di non permettere ai bambini non vaccinati di frequentare le scuole pubbliche sta diventando un’opzione sempre più reale, che coinvolge tutte le regioni del nostro paese. Le regioni si sono infatti riunite per stabilire il piano vaccini e per trovare i fondi necessari per attuare la manovra, che richiede nel complesso un esborso di circa 300 milioni di euro.
Due sono le novità che maggiormente interessano il piano biennale, che si propone di coprire gli anni dal 2016 al 2018. Il primo interessa la possibilità di non ammettere alla scuola pubblica i bambini che sono privi dei vaccini, mentre il secondo implica sanzioni per i medici che sconsigliano i pazienti di effettuare la profilassi dei vaccini obbligatoria per legge.
La manovra si propone quindi dura e restrittiva e alla base si propone di contrastare l’abbassamento imponente del numero dei bambini vaccinati nel nostro paese. Dopo casi di malattie rare tornate alla ribalta e di episodi di contagio fra bambini e familiari, lo Stato ha deciso di intervenire su questa spinosa questione, ponendo un veto molto forte, che da una parte interessa le famiglie e dall’altro riguarda attivamente le strutture sanitarie.
La scelta è ancora al vaglio delle commissioni, ma il piano economico ha già previsto un fondo per attuare queste manovre, che richiederanno controlli specifici e quindi lo stanziamento di denaro per effettuare il monitoraggio dei bambini che non sono stati vaccinati e dei medici che non consigliano la profilassi. Il piano è quindi nel pieno della sua attività e la commissione sta lavorando per trovare una formula che sia unica per tutte le regioni e che possa essere intesa come benefica per tutta la comunità.



















Nella giornata di ieri si sono riuniti gli Assessori alla Sanità delle regioni italiane, per discutere del nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale. Si tratta di un programma che prevede di non ammettere a scuola i bambini che per scelta dei genitori non sono stati sottoposti ai rituali vaccini e che quindi non sono in regola con il libretto delle vaccinazioni. Controversa, ma approvata all’unanimità, la scelta fa seguito all’allarme diramato dall’Istituto Superiore di Sanità sull’aumento del numero di famiglie che scelgono spontaneamente di non far vaccinare i propri figli.
Contrariamente a quanto si credeva fino a qualche giorno fa, non sarà pronto un vaccino contro l’Ebola, il terribile virus che sta terrorizzando anche l’Europa, almeno fino al 2016. Durante tutto l’anno prossimo, il 2015, resteremo dunque ‘scoperti’. Il vaccino in questione sarà messo a punto dalla casa farmaceutica GSK (GlaxoSmithKline), che sta operando anche a Pomezia, in provincia di Roma. Si era annunciato precedentemente che ben 10mila dosi del vaccino, atteso dall’OMS, fossero pronte per l’inizio del 2015.
Dopo l’arrivo dell’ebola in America, in Canada e forse anche in Europa, si fa sempre più pressante la necessità di un vaccino che possa frenare il virus e che protegga milioni di persone da questa minaccia mortale. Ed è notizia di oggi che circa 10 mila dosi del vaccino contro l’Ebola creato proprio in Italia, che al momento sembra l’unico disponibile, saranno consegnate entro dicembre all’Organizzazione mondiale per la sanità (OMS).



















