‘È un giorno bellissimo per tutto il paese’: con queste parole il ministro per le riforme Boschi ha commentato il passaggio di legge alla Camera tanto discusso nelle ultime settimane, quello relativo al Senato e alla sua costituzione. La Camera è stata scossa da tante liti, mascherate e dibattiti che hanno infuocato le ore di votazioni, in un contesto che ha visto approvare il disegno di legge Boschi che riforma completamente il Senato e il titolo V, con 179 voti favorevoli, 16 votazioni contrarie e 7 astenuti.
Si tratta di un’indubbia vittoria politica del premier Renzi, sia sulla minoranza del Pd che in questi ultimi giorni lo aveva decisamente contrastato, siabsulla minoranza esterna al suo partito. Si tratta solamente del primo round e la partita è lunga, perché prima di diventare effettivo il disegno di legge, le due Camere dovranno rivotare, si dovrà quindi passare al referendum popolare e in seconda battuta la Consulta dovrà pronunciarsi in merito. Si parla come minimo di un iter che arriverà come tempistiche al 2017, ma che secondo i vertici politici del paese deve andare avanti, perché il Senato possa essere riformato e l’intero iter burocratico e legislativo del paese possa finalmente snellirsi.
Il disegno di legge è stato approvato dai soli partiti di maggioranza, mentre le opposizioni quali Movimento 5 Stelle, Lega, Forza Italia e Sel non hanno partecipato al voto. Si tratta di uno scenario eterogeneo, perché alcuni esponenti di Forza Italia hanno votato a favore della legge dissociandosi dal partito, quali Bernabò Bocca e Riccardo Villari, mentre alcuni esponenti del Pd hanno votato contro, come Walter Tocci, Corradino Mineo e Felice Casson. I senatori di Tosi si sono astenuti e anche la senatrice Elena Cattaneo non ha partecipato al voto. Dalla maggioranza il monito arriva forte e chiaro, in quanto i portavoce hanno fatto sapere che questi voti non sono sicuramente determinanti per la buona riuscita del disegno di legge, perché il governo può contare su una maggioranza compatta come non mai su questo progetto di riforma costituzionale.



















In una riunione durata appena 45 minuti che è stata in realtà un monologo del leader Berlusconi che ha iniziato dicendo “Vi chiedo di non aprire il dibattito, la decisione è presa, dobbiamo mantenere i patti”.
Eutanasia minorile – Dopo l’Olanda, il Belgio è stato il secondo Paese europeo a munirsi della legge per legittimare l’eutanasia. Era l’anno 2002 e qualche mese prima l’Olanda aveva già ottenuto tutti i permessi del caso. Ora però, il Belgio vuole estendere l’eutanasia anche ai minori di 18 anni. Manca solamente il sì del Senato e poi sarà possibile anche per i minori ricorrere all’eutanasia.
Pietro Grasso – Nella giornata di ieri la discussione sull’abolizione in tre anni del finanziamento ai Partiti ha trovato d’accordo anche il presidente del Senato, Pietro Grasso che, durante un incontro di ItaliaCamp ad Ascoli Piceno, ha così parlato della decisione presa: “Il disegno di legge che mira a togliere il finanziamento ai partiti è un passo assolutamente importante”.
La diffamazione attraverso la stampa è stato uno degli argomenti affrontato in Senato, l’emendamento proposto è stato ribattezzato immediatamente “norma anti Gabanelli”, conduttrice della trasmissione Report. Secondo la proposta del Pdl, ci sarebbe una responsabilità civile per i giornalisti che si assumono l’onere del danno per la responsabilità civile.


















