Anche l’America sta analizzando il problema degli immigrati in arrivo in Europa, sebbene per il momento il fatto non la tocchi per via diretta. Stando a quanto riferito da Martin Dempsey, generale capo degli stati maggiori riuniti, la crisi ha una portata globale e ogni giorno viene discussa dalle alte sfere statunitensi per trovare un rimedio comune ed efficace. Nel frattempo l’Europa non controlla gli immigrati e vuole alzare il numero delle persone che dovranno essere accolte da ogni singolo Stato. Chi non lo farà dovrà scontare delle sanzioni, perché per una volta vale la regola che l’unione fa la forza e nessuno deve tirarsi indietro dall’ospitare la giusta quota di migranti in base agli accordi e alla legislatura europea vigente.
Secondo Dempsey la crisi durerà almeno per 20 anni e questa previsione sembra tenere conto di molti fattori, come la mancata conclusione delle guerre che insanguinano i territori arabi, ma anche la difficile ripresa economica che potrebbe seguire al cessato fuoco, che darà probabilmente più problemi ai più profughi che la stessa guerra.
Deciso come sempre, il leader russo Vladimir Putin, che ha affermato che l’Europa doveva attendersi questo infinito flusso migratorio, in quanto i segnali erano chiari e la causa di questa situazione è la mancata presa di coscienza di ciò che potrebbe essere accaduto in questi Stati martoriati. Il leader ha parlato dall’Eastern Economic Forum di Vladivostok, sottolineando l’approccio sbagliato alla politica siriana e ribadendo che i profughi non scappano dalla guerra bensì dall’Is, una situazione da lui più volte annunciata. Secondo Putin il primo passo per combattere i flussi migranti è quello di ‘sistemare‘ le cose nel loro paese di origine, ovvero combattere il fronte comune degli jihadisti per ripulire queste terre dalla guerra civile e quindi dare vita ad un recupero del territorio massivo, che permetta agli abitanti di queste terre di credere nella pace e in un futuro possibile.



















I mercati si aspettavano molto da Mario Draghi, soprattutto numeri e proposte concrete per attuare finalmente i provvedimenti promessi (come l’acquisto degli ABS bancari) e rilanciare finalmente la disastrata economia europea. Mario Draghi però non ha soddisfatto per nulla queste aspettative, anzi. Il suo discorso odierno a Napoli, estremamente fumoso e privo di riferimenti numerici, ha indispettito non poco gli operatori. Si inizia a sospettare, infatti, che il piano di acquisto di ABS (cartolarizzazione) che avrebbe dovuto aiutare a rimettere in piedi l’asfittico mercato del credito europeo, sia poco più di un annuncio.
La disoccupazione giovanile tocca la cifra record del 44,2%, superando ogni precedente record. Lo rende noto l’ISTAT, che segnala anche come sia il valore massimo sin da quando si fanno queste rilevazioni, sia a livelo trimestrale che annuale. Le cause della disoccupazione sono ormai note: il sistema produttivo è allo stremo, spezzato da una pressione fiscale e contributiva senza eguali nel mondo e sottoposto anhe ad un attacco concentrico da parte dell’Agenzia delle Entrate e Equitalia. Gli imprenditori che hanno ancora aziende in salute scappano velocemente dall’Italia, gli altri chiudono e qualche volta sono costretti al suicidio dalla stretta operata da Equitalia. Più di 500 imprenditori si sarebbero tolti la vita nel corso del 2014 perché sottoposti a procedure da parte di Equitalia.
La crisi non da tregua e gli italiani sono sempre più insoddisfatti.
Successo travolgente alla prima tappa del tour “On the Run”, Beyonce e Jay Z , una coppia che, nonostante i rumors di corridoio e dei media di settore, non è in crisi e dimostra ancora una volta, oltre all’armonia familiare, anche una straordinaria capacità di duettare sul palco.
Anche il formaggio Parmigiano Reggiano si scontra con la crisi di mercato che da inizio anno investe il comparto, le quotazioni sono scese di oltre 1 euro/Kg, e del conseguente rischio di difficoltà crescenti per allevatori e caseifici, l’Ente di tutela il Consorzio del Parmigiano Reggiano fara’ scattare a giorni il ritiro di 90.000 forme di produzione 2013, che rappresentano il 2,75% della produzione dello scorso anno.
E’ iniziato il” Mondovisione tour Stadi 2014″ di Luciano Ligabue, dopo 4 anni il cantautore di Correggio torna negli stadi con uno show pensato per essere goduto al buio.


















