Il tour africano di papa Francesco sta entrando nel suo cuore e il pontefice sta visitando in questi giorni lo Stato della Repubblica Centroafricana. Nel Bangui, il papa ha quindi fatto visita alla moschea locale, incontrando la comunità musulmana che qui è molto numerosa e ribadendo il messaggio di pace che sta diffondendo in tutto il suo viaggio pastorale.
Il pontefice è stato accolto dall’Imam locale e ha quindi fatto un discorso appellandosi alla fratellanza fra musulmani e cattolici. Secondo il papa, non può esserci religione senza pace e senza fratellanza, quindi tutto il mondo deve unirsi per combattere la guerra e il terrorismo. Il pontefice ha quindi chiesto, al momento della sua entrata nella moschea, di essere accompagnato nel mihrab, che rappresenta il punto di maggiore devozione per i fedeli musulmani. Papa Francesco si è quindi raccolto in solenne preghiera per alcuni minuti.
Il papa ha successivamente raggiunto lo stadio Barthelemy Boganda di Bangui, dove davanti a 20mila cristiani ha festeggiato la festa di Sant’Andrea Apostolo e celebrato una messa solenne. Il suo pensiero è andato alla scoperta dell’uomo nuovo che c’è dentro ognuno di noi e che deve saper uscire allo scoperto, ancora una volta in nome di una pace e di un’armonia che hanno caratteri universali.
La visita in Africa viene ogni giorno commentata da un tweet da parte della Santa Sede e, nell’occasione di ieri, il pontefice ha twittato una frase raccolta dalla sua omelia, che si propone ancora una volta di gettare il germe della pace fra chi segue i canali social e non solo. ‘Tra cristiani e musulmani siamo fratelli e dobbiamo comportarci come tali’ sono state infatti le parole usate, brevi ma significative.



















Sta ottenendo l’effetto sperato la campagna contro la violenza sulle donne lanciata circa un mese fa in Egitto. Si tratta di una campagna molto speciale, che ha scelto di affollare la stazione dei treni di El Cairo con tanti cartelloni e installazioni a fumetti. I viaggiatori si stanno infatti fermando, divertendosi e rattristandosi nella lettura delle strip che raccontano un problema sentito nel paese, ma mai affrontato dalle autorità con il giusto grado di severità.
Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha disposto l’immediata espulsione dell’imam della moschea di San Donà di Piave (Venezia), il marocchino Abd Al-Barr Al-Rawdhi, per “grave turbamento dell’ordine pubblico e pericolo per la sicurezza nazionale e discriminazione per motivi religiosi”.
Il mondo della moda si unisce contro la violenza sulle donne, 50 brand, associazioni Onlus, artisti, scrittrici, tutti insieme nella costruzione di Wall of Dolls, un muro che diventa un’installazione ad alto impatto emotivo, un’emozione che si traduce in azione concreta.
Salerno – Un uomo di 55 anni è stato arrestato dai Carabinieri perché costringeva i suoi tre figli a subire abusi sessuali, abusi che venivano filmati per poi essere venduti nel mercato della pedopornografia. Insieme all’uomo di 55 anni, sono stati arrestati, a Salerno, anche due suoi amici di 51 e 57 anni. Le indagini hanno preso il via il marzo scorso, dopo di che per mesi sono state portate avanti le verifiche con intercettazioni telefoniche.
Napoli – C’è una svolta nel caso della donna albanese, Toska Xhuli di 24 anni, che ieri sera è stata picchiata con violenza e chiuso in un sacco dei rifiuti in una casa di via dei Tribunali a Napoli. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli hanno infatti rintracciano un uomo, a Benevento, che potrebbe essere coinvolto nel pestaggio. L’uomo è ora in Questura.
Maltrattamenti su minori – Ancora una vicenda di violenza scuote l’Italia. Questa volta però i maltrattamenti e le violenze sono stati a carico di bambini. Schiaffi, spinte e calci: sono queste le violenze perpetrate da un’insegnate d’asilo ai bambini che le erano stati affidati. E’ questo quanto viene accusato a Ines Romano, insegnante di un asilo situato a San Costantino Calabro, nel vibonese. La donna è stata arrestata dai carabinieri ed è stata successivamente posta agli arresti domiciliari.


















