Sono tanti gli italiani, di solito appartenenti a centri sociali e frange estremistiche, che si spostano in Giudea e Samaria o a Gaza per esprimere il loro sostegno alla violenza palestinese. Questi pacifinti a senso unico di solito si tengono a distanza dagli scontri visto che il coraggio non è la loro virtù principale. Ma qualche volta capita che tocca anche a loro prendersi le responsabilità delle loro azioni. E quindi un italiano è stato ferito (bisognerebbe vedere da chi e in che circostanze) durante gli scontri organizzati da estremisti palestinesi.
L’italiano è stato curato e premiato degnamente con la cittadinanza palestinese: a questo punto speriamo che decida di trasferirsi a Gaza, visto che ama così tanto il sistema di governo palestinese. Meglio per lui che non sia omosessuale (visto che gli omosessuali vengono condannati a morte), che non abbia per caso una SIM israeliana (che è più economica) perché anche per questo reato c’è la condanna a morte e magari che si converta direttamente all’ISLAM.
Se è questo il mondo che vogliono i pacifinti si accomodino pure a Gaza, dovrebbe essere la loro terra promessa, a Gaza non ci sono più soldati nè residenti isrealiani da quando il grandissimo e compianto Ariel Sharon decise il ritiro unilaterale. E a Gaza arrivano così tanti aiuti internazionali che tutti dovrebbero essere ricchi. Peccato che gli aiuti internazionali siano utilizzati più che altro per comprare missili che servono a colpire obiettivi civili in Israele.



















Il prefetto di Perugia Antonio Reppucci è nei guai dopo le frasi dai contenuti inaccettabili: “Se una madre non si accorge che il figlio si droga per me è una madre che ha fallito, si deve solo suicidare”.”Le forze dell’ordine non possono fare da badanti e tutori alle famiglie – ha proseguito il funzionario – se io avessi un figlio e lo vedessi per strada con la bottiglia in mano lo prenderei a schiaffi, spero che i padri taglino le teste ai figli che assumono stupefacenti.”


















