“Resurrection” è l’ultimo album di Anastacia, la cantante americana ne parla ricordando i momenti difficili che recentemente ha dovuto e saputo superare.
“Quando stavo preparando questo album sentivo che rappresentava la mia resurrezione – ha detto -. Sono contenta di essere tornata”.Sono passati oramai sei anni dall’ultimo album, ma l’amore dei suoi fan è rimasto immenso.”Vi guardo negli occhi e lo ripeto oggi come dieci anni fa – afferma -. Siete la mia famiglia, vi sono molto grata per come mi avete accettata”.
“Resurrection” ha molti significati, due dei quali sono intrecciati a filo doppio con il privato di Anastacia. “Intanto tempo fa mi è stato detto che nella mitologia greca il mio nome significava ‘resurrezione’ – spiega -. Inoltre venivo da un periodo durissimo, difficoltà personali e poi l’anno scorso, quando stavo lavorando all’album, il cancro. Quindi non sapevo cosa mi avrebbe aspettato ma sentivo che questo sarebbe stato il lavoro della mia rinascita”.
“Sono forte ma i momenti difficili arrivano anche per me – dice -. Non è sempre facile. Quando sono stata male ho voluto che non si sapesse tutto quello che avevo passato e non girassero foto di me in ospedale per non turbare chi mi segue e mi vuole bene. Ma ora è importante parlarne perché voglio dire che si può lottare e vincere”.
Il 1 Giugno all’Arena di Verona, Anastacia sarà protagonista di una serata evento organizzata per festeggiare i “100 anni d’Opera + 1”. Per Anastacia è la prima esibizione nello storico anfiteatro, sarà accompagnata dall’orchestra e coro dell’Arena.
Dopo il calvario con la recidiva del tumore al seno che l’aveva colpita anni fa, la cantante è stata sottoposta a una doppia mastectomia. Adesso è guarita ed è rinata, lei utlizza la sua storia per dare coraggio agli altri. “Il mese della consapevolezza del cancro al seno offre a tutti quelli che stanno affrontando questo male un possibilità di ottenere forza e supportarsi l’un con l’altro – ha detto in un messaggio -. La diagnosi precoce mi ha salvato la vita due volte. Continuerò la battaglia e a diffondere la mia voce in ogni modo che potrò”.
E’ una donna veramente grande, grande, grande.




















Anna Oxa – Si rimangia la parola Anna Oxa. Il motivo? Molto semplice: il palco su cui si sarebbe dovuta esibire il 30 giugno al Gay Pride Village di Padova si trova vicino ad un cimitero, e così la cantante ha avvisato gli organizzatori che non si sarebbe presentata. Una figura barbina, ma gli organizzatori dell’evento hanno comunque mantenuto la serata, ripiegando su Ivana Spagna, evidentemente molto meno scaramantica di Anna Oxa.


















