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Roma

Ignazio-Marino-nuovo-sindaco-di-romaMancano undici giorni all’irrevocabilità dell’ormai ex sindaco di Roma Ignazio Marino, dopo lo scandalo per le spese pazze che lo ha coinvolto in queste ultime settimane. Ma Marino sembra tutt’altro che preoccupato dal conto alla rovescia, perché è convinto che Roma e i cittadini romani sono dalla sua parte, lo appoggiano e gli vogliono un gran bene.

Intervistato dal quotidiano la Repubblica, Marino ha puntato il dito su chi lo sta accusando ingiustamente e ha affermato di essere entrato al palazzo di giustizia come persona informata sui fatti e di esserne uscito come tale, ovvero senza essere indagato. Al contempo, l’ex sindaco ha rincarato la dose sulle azioni che da tempo sta promuovendo per portare soldi nelle casse del Campidoglio, come la vendita del Rocchetto di Nylon che ha fruttato in questi giorni 38 milioni di euro alla capitale. Secondo Marino di tratta di soldi che potranno essere investiti per acquistare autobus, per migliorare i mezzi di trasporto e anche per riparare le linee della metropolitana capitolina, che in questi giorni sembrano essersi messe d’accordo per fare i capricci.

Marino ha dichiarato di essersi dimesso perché ha la coscienza a posto e desidera affrontare ogni inchiesta senza protezioni formali. Ai giudici, l’ex sindaco ha raccontato ogni dettaglio relativo alle spese, e soprattutto ha marcato il fatto di essere sempre stato all’oscuro dell’esistenza dei giustificativi di spesa che hanno fatto scoppiare la bomba ‘spese pazze’ a Roma e in tutto il paese. Marino ha quindi ribadito di non avere mai impiegato soldi pubblici per cene, pranzi o eventi privati e alla richiesta di conferma delle dimissioni ha risposto in tono fermo, affermando che alla conclusione dei venti giorni sarà in grado di valutare se la sua esperienza al Campidoglio è davvero finita.

Uno spiraglio resta sempre aperto, perché anche in caso di dimissioni Marino ha deciso di candidarsi alle primarie, forte dell’affetto dei cittadini romani che secondo lui credono nelle sue capacità e nella sua integrità morale.

Ignazio-Marino-nuovo-sindaco-di-romaGiornata storica per la capitale ieri, giovedì 8 ottobre, quando in serata è arrivata la decisione del sindaco Ignazio Marino di dimettersi dalla poltrona di primo cittadino della capitale. Rumors avevano anticipato la notizia già verso il tardo pomeriggio, ma la conferma è arrivata solo alle 19.30: Marino non è più il sindaco di Roma.

La decisione è stata presa in seguito allo scandalo degli scontrini, ovvero dopo l’interrogazione del Movimento 5 Stelle e di Fratelli d’Italia, che avevano chiesto un chiarimento sulle spese pazze del primo cittadino, pagate con la carta di credito del comune e molto spesso effettuate per scopi personali. Da una cena organizzata in favore di una nota comunità italiana, costata più di 3.000 euro e scoosciuta alla comunità stessa, fino alla lauta cena di pesce che l’ex sindaco aveva consumato nel ristorante sotto casa. Poca rappresentanza in questo caso, perché gli invitati erano lui e la moglie.

Mentre il governo taglia e cuce, il sindaco non ha quindi fatto un buon uso delle risorse romane e il Pd ha deciso di dissociarsi. Nessuna richiesta ufficiale è arrivata dai vertici del partito, ma molto probabilmente la richiesta era nell’aria e prima di sentirselo dire Marino ha deciso di dimettersi. Nelle ore precedenti alla notizia, già tre dei suoi avevano lasciato la barca che stava affondando, fra i quali il vicesindaco della capitale, affermando che non c’erano più i presupposti per continuare con l’attività amministrativa a Roma.

Dallo scandalo dei Casamonica fino all’ultimo episodio del viaggio a Philadelphia, dalle cene ai banchetti organizzati in tutta Italia molte sono state le spese e le vicende contestate in quest’ultimo anno di mandato. A detta di Marino, le spese sono servite per rilanciare la capitale e per attuare operazioni di rappresentanza che stavano già dando i loro frutti, come la costosissima kermesse organizzata per il mecenate Usmanov. L’ex sindaco ha quindi dichiarato che tutto è stato fatto per ‘il bene’ della capitale, e si è riservato 20 giorni per cambiare idea. La sua carriera potrebbe però fermarsi in questo caldo autunno romano, perché Renzi sembra già avere pronto il nome di un sostituto per la poltrona più ambita e forse più importante di tutto il paese.

Ignazio-Marino-nuovo-sindaco-di-romaScandali, ruberie e malaffare sono all’ordine del giorno a Roma in queste giornate bollenti, dopo la scoperta che il sindaco Marino ha usato la carta di credito comunale come se fosse un pozzo senza fondo. Si tratta di un episodio che ha ulteriormente scosso la Capitale, già colma di problemi e con il giubileo che si propone alle porte.

Il sindaco Marino è stato accusato di avere impiegato soldi comunali per cene ed eventi, senza badare tanto all’importo dei conti e impiegando le risorse per gli affari propri. Le prove ci sono eccome, ma Marino ha scelto di andare avanti a testa alta, affermando che nei due anni del suo mandato ha speso circa 20mila euro per spese di rappresentanza ‘utili per la città’, ma dopo avere considerato che ciò non è stato accettato, ha deciso di mettere di tasca propria questi soldi, rinunciando alla carta di credito, ma non certo alla poltrona di primo cittadino.

Secondo Marino, si tratta di spese che sono servite per migliorare le condizioni della città, come la cena con il mecenate Usmanov, costata ben 3.540 euro, che secondo il primo cittadino ha permesso di restaurare la fontana del Quirinale e di beneficiare di circa due milioni di euro che sono finiti dritti nelle casse del Campidoglio. Marino è quindi pronto a fare i conti e ha incaricato la ragioneria del comune di conteggiare al centesimo le sue spese, per staccare un assegno personale che le coprirà interamente.

Se lo scandalo non fosse venuto alla luce, queste spese sarebbero però gravate sulle casse del paese, quindi cosa c’è di vero e cosa c’è di montato in questa vicenda? Sicuramente gli scontrini dei locali non mentono, così non come non mente il rappresentante della comunità di Sant’Egidio che afferma di non aver mai partecipato o beneficiato di cene organizzate dal sindaco. La ‘mazzata’ è arrivata dal ristoratore sotto casa, che ha affermato di avere assistito ad una bella cena fra Marino e la moglie a base di pesce, costata 150 euro e pagata con la carta di credito del comune di Roma.

Ad aprire lo scandalo è stata l’interrogazione parlamentare di Fratelli d’Italia e del Movimento 5 Stelle, i primi che hanno alzato il polverone sulle spese pazze del sindaco, che ammonterebbero a ben 175mila euro annuali, circa 12.500 euro al mese, una cifra ben lontana dai 20mila euro totali dichiarati dal primo cittadino della capitale.

“Basta, non posso dare questa casa ai ladri, la faccio esplodere” sono le pesanti e probabili ultime parole dell’inquilina che, a Roma, ha deciso di farsi esplodere con l’ausilio d’una bombola a gas. Scritto su un foglio ritrovato sul luogo: “Questa casa non ve la godrete, Ladri!”

E’ solo il culmine d’una lunga serie d’eventi strazianti per la nazione italiana. Abbiamo assistito anche con tanto silenzio ed impotenza, lo sfratto di parecchia gente che tutt’ora dormono in macchina o in luoghi d’accoglienza. Di chi sia veramente la colpa, è difficile da dire se non finendo in un piccolo siparietto dove si puntano le dita contro l’uno e l’altro. Forse bisogna abbassare i prezzi degli affitti, forse bisogna aumentare i controlli. Nessuno è certo.

Ma per ora il bilancio di queste conseguenze è di un morto e 14 feriti, e questo solo per oggi. Bisogna ancora capire però se in effetti la nota che è stata trovata e che rivendica la colpa sia effettivamente di chi ha fatto saltare in aria tutto l’appartamento. Il biglietto è stato trovato su una smart vicino al luogo dell’esplosione, un messaggio d’odio puro che però ha causato anche tante vittime innocenti.

Ma ci sono comunque altri indizi da non trascurare. La signora alla quale era stata data l’ingiunzione ha più volte minacciato di far saltare in aria la casa, ma evidentemente il proprietario ha deciso d’ignorare le minacce e procedere con lo sfratto. Sfratto che, purtroppo, è finito nel peggiore delle conseguenze. Diversi feriti fra le fiamme ed il fumo, un 50enne di Napoli ha perso la vita per aver respirato troppo fumo.

Ed è quindi che così termina l’ennesima tragedia d’oggi con un’altra domanda: siamo ancora al sicuro nelle nostre case, con questi sfratti che stanno mordendo via la pazienza degli italiani?

Tintinnano di nuovo le manette per gli esponenti dell’ndrangheta. I carabinieri del ROS hanno di nuovo coronato la giornata con due arresti ed un nuovo indagato che dà il via ad ulteriori indagini contro una mafia in forma tutta romana.

Un’ordinanza cautelare è costata la libertà al momento a Rocco Rotolo e Salvatore Ruggiero per associazione di stampo mafioso. Molte voci confidano, infatti, che facevano parte di questo strano mondo di mezzo, dove gli appalti venivano decisi da tutta la cosca.

E così finisce indagato anche l’imprenditore Giovanni Campennì, il quale aveva assicurato con l’arresto dei due un collegamento che lega le cooperative di Salvatore Buzzi al controllo di Massimo Carminati, e quindi tutta la cosca di Mancuso di Limbadi. Una vera rete nel quale l’ndrangheta del vibonese ha lavorato nel tenerla il più nascosta possibile.

Tutti questi interventi sono stati fatti nelle province di Vibo Valentia, Latina e Roma. Una combinazione di interessi che ha portato a galla molte faccende, come quella del Luglio 2014 dove Buzzi, tramite l’assenso di un ex terrorista Nar, ha affidato la gestione di un appalto per la pulizia di un’importante zona di Roma. Parte di quest’operazione ha coinvolto la creazione di un’Onlus chiamata Cooperativa Santo Stefano.

Un’altra collaborazione documentata arriva dal 2009. Ruggiero e Rotolo si sono recati in Calabria durante quell’anno sotto ordine di Buzzi per avvicinarsi alla cosca Mancuso tramite poi il clan Piromalli. Il tutto per ricollocare degli immigrati del Campo di Crotone, che erano in esubero.

L’intera rete di collegamenti si estende e si infittisce in centinaia di affari loschi che hanno coinvolto la penisola italiana per anni, ma almeno adesso un paio di faccende sono venute a galla.

Matteo Renzi commenta nel suo account di Twitter: “Su 50mila carcerati, solo 257 per corruzione. Non è serio. Non basta lo sdegno: regole più dure domani in consiglio ministri”.

marino multe roma

Sul multa-gate Marino ha detto la sua, dicendo che ha dovuto pagare 1000 euro di tasca sua, ma che non ha nessuna intenzione di dimettersi. «Non dovevo pagare ma ho voluto farlo». Ignazio Marino è intervenuto così in apertura del consiglio comunale sul caso multe e dichiara di aver saldato il conto per i presunti ingressi senza permesso nella Ztl: sono stati ben 1.021,52 gli euro pagati con bollettini postali.

«Chiedo scusa a romane e romani – ha affermato il sindaco Marino – e mi assumo le mie responsabilità. Ma per ironia della sorte non ho ricevuto nessuna multa per quella sosta vietata, purtroppo non sono passati i vigili a controllare». Ma di dimissioni neanche a parlarne: «Ho letto di mie dimissioni e vi dico la verità: ho sorriso. Chi ne parla non vuole comprendere le dimensioni della nostra sfida».

«Anche pallotta mi ha chiamato preoccupato per le mie possibili dimissioni per paura che possa naufragare il progetto dello stadio. Ma l’ho rasicurato: non mi dimetto», ha continuato Marino. «Per quanto mi riguarda non ci sono dimissioni né elezioni in vista. Andiamo avanti, in modo convinto e deciso. Spero che si smetta di chiedere le mie dimissioni: sarebbe l’unico caso al mondo in cui si chiede di dimettersi a un sindaco che ha pagato multe che non doveva pagare» ha aggiunto. Marino chiede invece al consiglio di concentrarsi sui problemi da risolvere e sulle cose da fare, che sono molto più urgenti e importanti di qualche multa non pagata.

Nell’Aula, comunque, c’era molta tensione durante il discorso di Marino. Da un lato i “mariniani” che fanno il tifo il per il sindaco, mentre dall’altra parte ci sono gli insulti degli esponenti di Ncd, tutti con il naso rosso da clown, per dire ‘buffone’ al sindaco Marino. Tra loro il deputato Vincenzo Piso che a un certo punto ha interrotto la relazione del sindaco in un modo poco carino. Marino è stato più volte interrotto dai consiglieri Ncd che gli chiedevano le dimissioni.

tor sapienza immigrati

Per ora, hanno vinto i residenti e le proteste contro gli immigrati. Infatti, in queste ore, il centro di accoglienza per richiedenti asilo di Tor Sapienza si sta pian piano svuotando. Dopo le ennesime tensioni nel quartiere, anche di notte, con proteste, urla e lanci di bottiglie, si è deciso per il trasferimento dei minori non accompagnati in un altre strutture della Capitale, principalmente per la loro sicurezza.

A dare la notizia è una operatrice della cooperativa ‘Un sorriso’, che gestisce il centro. Notizia confermata poi anche dall’assessorato comunale alle Politiche sociali: “Si tratta di un trasferimento e non di uno sgombero pianificato per evitare il generarsi di altri incidenti e per far tornare rapidamente la calma. Il centro di accoglienza presente da anni è stato gravemente danneggiato e al momento in molti suoi spazi è inagibile, si sta dunque procedendo alle perizie necessarie per rilevarne i danni“.

Nel centro di Tor Sapienza ci sono in tutto 72 persone, i ragazzi trasferiti sono 43, di cui 36 non accompagnati più altri 9 in “semi-autonomia”, tra cui anche alcuni italiani disagiati. Secondo i residenti, la scintilla delle nuove proteste sarebbe stata “l’aggressione a una ragazza spintonata stamani da uno straniero”.

Intanto, gli adulti richiedenti asilo del Centro vivono ore di disagio: “Non si può vivere così segregati, senza nemmeno la possibilità di uscire a fumarsi una sigaretta. Ora si stanno trasferendo i minori, poi si cercherà di provvedere anche con gli adulti” afferma Gabriella Errico, presidente della cooperativa “Un Sorriso”. “Trasferiremo anche gli adulti così il centro di accoglienza chiude e alla fine saranno tutti contenti. Il quartiere ha vinto, Tor Sapienza sarà contenta, e sicuramente saranno risolti tutti i problemi legati a spacciatori, stupratori e travestiti pure”. La nota, decisamente polemica, vuole sottolineare come non tutta la criminalità della zona provenga dagli ospiti del centro, che in gran parte sono ragazzi anche minorenni.

Allerta-meteo-roma-lazioIl prefetto ha disposto per domani la chiusura a Roma di tutte le scuole, appartenenti ad ogni ordine e grado. La causa è il maltempo previsto per le prossime 24/36 ore. La protezione civile ha dato l’allarme identificato con il codice rosso, quindi massima allerta per le precipitazioni che potranno verificarsi nelle prossime ore, di carattere intenso, le quali potrebbero causare numerosi allagamenti e disagi alla popolazione.

La chiusura delle scuole è prevista nella capitale e in tutta la provincia di Roma. Anche il sindaco di Fiumicino ha disposto la chiusura delle scuole nel suo Comune e avvisato i cittadini affinché evitino il più possibile gli spostamenti. Il maltempo sta colpendo la Toscana, in maniera rovinosa soprattutto la provincia di Massa Carrara. A Carrara l’esondazione del corso Carrione ha provocato allagamenti, strade invase dal fango, auto divelte e negozi distrutti. Molte famiglie sono state evacuate in via precauzionale.

La bassa pressione proviene dall’Atlantico ed interesserà l’Italia da nord a sud per i prossimi giorni.