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Roma

115949200-9782acc2-bc42-428d-af2a-529a5d494b7bNessuno striscione, pochi cori e tanto rammarico per la sorte del ricercatore italiano Giulio Regeni. Il classico ‘concertone ‘ del 1 maggio è stato interamente dedicato alla memoria di Giulio, un gesto che ha saputo scavalcare ogni barriera politica e ha dimostrato un festival meno ‘caldo’ rispetto al passato.

Gli stessi artisti, intervistati alla fine della kermesse, hanno dichiarato che il concerto del 1° maggio di Roma ha perso la sua vocazione politica, prova ne è stata la mancanza di slogan e di cartelloni che un tempo coloravano piazza San Giovanni fin dalle prime ore dell’alba.

Il festival del giorno d’oggi è più popolare, meno schierato, ma sicuramente un evento irrinunciabile per molti giovani. Alcune persone hanno spiegato che la ragione di questo può essere ricercata nella concomitanza con il festival organizzato a Taranto, forse più politico nelle intenzioni, ma il primo maggio è apparso più ‘cauto’ rispetto a qualche anno fa, meno sentito, anche in termini di pubblico. Gli organizzatori hanno infatti stimato la presenza di 200mila persone fisse e di 800mila persone che hanno raggiunto la piazza nel corso della giornata.

Numeri interessanti, distanti però dai bagni di folla che si registravano nelle edizioni passate. Il concertone è stato in ogni caso dichiaratamente dedicato alla memoria di Giulio Regeni e tanti sono stati gli appelli alla ricerca di verità condotti dagli artisti e dalla gente accorsa per lo spettacolo. Il festival ha quindi reso omaggio anche a due artisti scomparsi troppo presto, l’italiano GianMaria Testa che è stato omaggiato da Raiz degli Almamegretta, dagli Avion Travel e Paolo Rossi e Prince, che è stato celebrato dal conduttore Luca Barbarossa e dagli artisti accorsi per partecipare a un evento storico e immancabile, ma che forse ha perso un po’ del suo smalto originale.

FI: Berlusconi arrivato a No Tax Day a MilanoSe nella serata di ieri le carte sembravano scoperte, con il ritiro di Bertolaso dalla corsa di Roma e l’appoggio di Forza Italia a Giorgia Meloni, in mattinata le cose sono decisamente cambiate. Bertolaso ha infatti deciso di non mollare la sua corsa, rischiando di mettere nei guai Berlusconi così come tutto il partito.

L’ex capo della protezione civile era stato ‘condannato’ dai sondaggi nei giorni scorsi e il partito non aveva più dubbi: mollare una nave che sta naufragando per sostenere la Meloni e il suo consenso popolare. Cosa faranno ora Forza Italia e il suo leader Berlusconi?

Se da un lato il realismo chiede di abbandonare un Bertolaso che ha poche speranze di farcela, dall’altra l’ex cavaliere è perfettamente consapevole che il ritiro dell’ex capo della Protezione Civile significherebbe la vittoria dichiarata dell’asse Meloni-Salvini e la conseguente consegna di Roma nelle mani dell’attuale governo.

A rendere più spinosa la questione si è aggiunta la resistenza di Bertolaso, che non ci sta a farsi mettere da parte e ha convocato una conferenza stampa a Montecitorio. Bertolaso ha affermato di ‘avere una storia’ e di non accettare di essere scaricato in questo modo per ché non merita di essere trattato in questo modo.

Forza Italia ha quindi deciso di rimandare in mattinata la scelta, convocando un incontro, in attesa che la notte porti consiglio. Se una cosa è certa è il caos che si sta vivendo fra le fila di Forza Italia, partito ormai allo sbando e diviso anche sulle questioni più semplici da gestire.

Le stesse parole di Salvini e della Meloni lo sottolineano, perché il partito di Berlusconi non ha saputo ancora una volta schierarsi, lasciando la candidata sindaco e la sua forza di appoggio ad attendere una notizia che doveva già arrivare nei giorni scorsi.

1458207376-giorgia-meloni-ospiteUna folla di giornalisti e di simpatizzanti ha accolto Giorgia Meloni alla Rotonda del Pantheon a Roma, dove mercoledì ha annunciato la sua candidatura a sindaco di Roma. La Meloni ha dichiarato di avere ponderato per bene la sua candidatura e che quello che sta facendo è prima di tutto un gesto d’amore per la sua città, per combattere attivamente il governo Renzi e dare dignità alla capitale.

Durante il suo annuncio, la Meloni è tornata sul tema della gravidanza, a pochi giorni dall’annuncio fatto da Bertolaso, che aveva dichiarato che una donna ‘ o fa il sindaco o fa la mamma’. Parole sessiste e anche un po’ retrograde, che in ogni altra parte del mondo verrebbero riprese come antiquate e forse offensive.

La Meloni ha quindi dichiarato che ogni donna deve essere libera di vivere la sua gravidanza e Bertolaso non può certo dirle cosa deve fare. La novella candidata ha quindi fatto un appello alle forze di centro destra, invitando Berlusconi e Salvini a sostenerla. Senza il loro aiuto la sinistra o il movimento 5 stelle potrebbero prendersi la capitale e questo, alla Meloni non va proprio giù. La richiesta è quindi di correre uniti e di chiedere agli elettori di appoggiarono, perché la sua vittoria possa essere più probabile.
Ai cronisti presenti la Meloni ha quindi riposto con pacatezza alle domande riguardo al giunta Alemanno. La novella candidata ha dichiarato che non ci sarà nessuna continuità col passato, con una giunta che è stata legata al malaffare e che poco ha fatto per la capitale e per i cittadini romani. A Bertolaso, infine, è arrivato l’invito ad appoggiarla e a non correre da solo, perché spaccare il centrodestra potrebbe significare consegnare la città in mano alla sinistra.

165515703-a336bea3-a6e2-4ca7-8acc-6f5c8530c002L’attesa era molta e ora che le spoglie di Padre Pio hanno raggiunto la Capitale, l’entusiasmo della folla si è rivelato incontenibile. Il veicolo che conteneva la teca con le spoglie del santo ha percorso ben 500 chilometri per arrivare nella Città santa, partendo dal paese di origine di San Giovanni Rotondo per arrivare a Roma sotto specifica richiesta di papa Francesco, che lo ha voluto come simbolo del Giubileo della misericordia.

La partenza dalla terra di Puglia è quindi avvenuta verso le 9.30 di ieri mattina e il viaggio di trasporto per raggiungere la basilica di San Lorenzo al Verano avrebbe dovuto durare circa 4 ore e mezzo secondo programma. I tempi si sono invece allungati a dismisura, non per ragioni di sicurezza, visto che la teca era stata appoggiata in speciali materassi di sicurezza per evitare i sussulti, ma a causa delle tante persone che sono accorse all’evento.

Già dai primi momenti della partenza, una folla importante si è infatti accalcata nei pressi del mezzo di trasporto e per l’occasione lo Stato ha istituto una speciale no fly zone, con grandi misure di sicurezza che hanno interessato la città di Foggia. A tutto questo si è aggiunta l’operazione coordinata dal questore di Roma Nicolò D’Angelo assieme al Prefetto di Roma Franco Gabrielli, il quale ha previsto lo schieramento di oltre 1.000 forze del l’ordine.

La reliquia ha quindi sorpassato un’incredibile bagno di folla nella località di San Marco in Lamis, per poi fare una seconda tappa a San Severo. Migliaia sono state le persone presenti nei raccordi autostradali, mentre alle finestre venivano esposti drappi e rose lungo tutto il percorso, che si è snodato dalla Puglia lungo le strade del Molise, dell’Abruzzo e quindi del Lazio.

La teca con le spoglie di Padre Pio ha quindi raggiunto Roma verso le ore 16.30, con un’ora e mezza di ritardo secondo i piani stabiliti. Ora il giubileo può quindi aggiungere un tassello importante al suo significato perché, in occasione del mercoledì delle ceneri, Papa Francesco conferirà nel nome di Padre Pio e di Leopoldo Mantic il mandato a più di mille missionari chiamati ad operare nel mondo in nome della misericordia che le sante figure rappresentano.

quentin-tarantinoBagno di folla nella capitale per dare il benvenuto ad uno dei registi più irriverenti della storia del cinema. Quentin Tarantino è infatti sbarcato nella Capitale per presentare la sua ultima pellicola cinematografica, un western che durante le riprese ha assunto i toni dell’horror e che, a detta del maestro Ennio Morricone che ne ha curato le musiche, ha molto del film di avventura.

La pellicola narra la storia di 8 cattivi e incredibilmente diversi fra di loro personaggi, costretti ad alloggiare in una baita a causa di una tempesta di neve. Nessuno si fida dell’altro, e questa è la spinta motrice per la sceneggiatura di una pellicola che si rivela essere attesissima in ogni parte del mondo.

Alla presentazione romana soono intervenuti il regista Quentin Tarantino, fiero di abbracciare l’idolo Ennio Morricone, la iena Michael Madsen e Kurt Russel, protagonista della pellicola. Fra abbracci, risate e qualche anticipazione della pellicola, i protagonisti si preparano quindi ad accogliere i primi 888 fortunati spettatori che potranno assistere alla proiezione presso lo storico Studio 5 di Fellini.

Si tratta di una proiezione fortemente voluta da Tarantino, che prevede una versione da 188 minuti da 70mm, di cui tre minuti di prologo saranno dedicati all’ouverture del maestro Morricone. Una pausa di 12 minuti, come ai bei vecchi tempi, dividerà la pellicola, in un’esperienza che si propone davvero unica per chi avrà la fortuna di parteciparvi. Due saranno gli altri cinema che in contemporanea potranno trasmettere l’anteprima di Hateful Eight nel paese, il complesso a Melzo in provincia di Milano e la cineteca di Bologna.

Tarantino si prepara quindi a presentare la sua ultima creatura, in modo ironico come sempre e facendo leva sulle ispirazioni, fra tutte La Cosa di John Carpenter. Ma può un western assumere i tratti di un horror? Dovremo aspettare fino al 4 febbraio per scoprirlo, data in cui The Hateful Eight sarà disponibile nelle sale per il grande pubblico.

roma1Verso le ore 19.00 di lunedì 25 gennaio si è scatenata la paura nella stazione Termini di Roma. Lo snodo ferroviario è stato infatti evacuato in pochi minuti e i passeggeri allontanati in seguito all’individuazione di un uomo che si aggirava nel territorio armato di un fucile. I giornali hanno subito dato la notizia, affermando che si trattava di un alto rischio terrorismo. Alcuni minuti dopo l’allarme è però rientrato, i passeggeri sono stati fatti partire per le loro destinazioni e la stazione è stata riaperta al pubblico. Ma come si sono svolti i fatti?

Le telecamere di sicurezza avevano ripreso un uomo con giubbino azzurro e capellino aggirarsi per la stazione brandendo un fucile. Diverse segnalazioni erano quindi arrivate dai frequentatori della stazione. A questo punto le autorità avevano dato il via alle normali procedure antiterrorismo, basate sull’evacuazione degli spazi e anche sul controllo delle vie attigue alla stazione Termini.

L’uomo era quindi salito tranquillamente sul treno e, bloccato da un carabiniere, si è rivelato stupito, perché in mano non stava brandendo un fucile vero, ma un giocattolo destinato al figlio. La circolazione ha quindi potuto ripartire e quella che si temeva potesse diventare una strage si è invece conclusa con un sospiro di sollievo.

Gli inquirenti vogliono però vederci chiaro e hanno trattenuto l’uomo nella locale centrale di polizia di Anagni, il quale è ora ricercato dalle forze dell’ordine perché potrebbe essere passibile di una denuncia per procurato allarme. Dove sta il filo della ragione su questa vicenda? Difficile a dirsi, perché dopo gli attentati che hanno scosso il mondo intero, l’allarme terrorismo è molto alto, soprattutto nei nodi di trasporto più cruciali del paese come la stazione Termini di Roma. Agli inquirenti spetterà quindi valutare la gravità del gesto e la portata delle sue conseguenze su scala logistica.

roma1Una grande paura ha scosso ieri notte gli abitanti del quartiere romano Flaminio, che hanno assistito impotenti al crollo di una palazzina dislocata all’incrocio con Piazza Gentile da Fabriano. Si tratta di un crollo dai caratteri monumentali, che ha interessato un palazzo storico di tre piani, molto probabilmente a causa dei lavori che stanno per essere completati nello stabile che lo affianca.

Verso la mezzanotte, i vigili del fuoco sono stati allertati da un’inquilina residente all’ultimo piano del palazzo, la quale aveva sentito dei rumori strani e pensava che dei ladri si fossero introdotti nella sua abitazione. Niente ladri, ma rumori di assestamento che precedevano invece il crollo disarmante del palazzo. I pompieri hanno quindi individuato delle crepe molto intense nella facciata dell’edificio e hanno immediatamente dato l’ordine a tutti gli inquilini di sgomberare l’immobile più in fretta possibile. Così è stato fatto e, verso le ore 3 del mattino, il palazzo è crollato fra lo sgomento di tutti.

A detta dei soccorritori poteva essere una strage dalla portata immane, ma grazie ad un appello le persone hanno potuto salvarsi, anche se ora non hanno più un tetto sotto il quale abitare. Solamente lo sgombero immediato ha infatti permesso che non vi fossero morti o feriti e nel frattempo un’importante porzione della struttura è rimasta pericolante.

Gli inquilini sono sconvolti dell’accaduto e ringraziano sia la donna che ha dato l’allerta, che la celerità e la lungimiranza dei soccorritori. I pompieri non possono quindi escludere nuovi crolli e, nel frattempo, i danni che hanno interessato l’area si sono rivelati di portata davvero intensa. Oltre al crollo dell’edificio storico e di quasi tutte le sue porzioni, l’edificio ha distrutto nella sua discesa anche tante macchine che erano in sosta e apportato seri danni al manto stradale e all’urbanistica dell’immediata vicinanza della palazzina.

roma1Rumors avevano parlato di un possibile annullamento del concertone di fine anno, che per tradizione accompagna l’arrivo del nuovo anno nella capitale. Tante le varianti che sarebbero entrate in gioco, dal Giubileo alla minaccia di terrorismo, e non da ultima la totale mancanza di fondi da destinare all’evento. Ma Roma e i romani non possono restare senza concerto di fine anno, quindi un accordo è stato trovato e l’evento si farà.

Le parole di Vincenzo Spera, presidente di Assomusica, sono state eloquenti in merito, in quanto il rappresentante ha ringraziato chi si è impegnato perché il concerto possa avere luogo, dal Commissario prefettizio Francesco Paolo Tronca al Ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini, fino all’onorevole Michele Ansaldi.

Da vent’anni il concertone di Capodanno è una tappa obbligata per tutti i cittadini romani e anche un punto di riferimento per i turisti che scelgono la capitale per le feste di Natale. L’organizzazione è in fase di trattativa con un paio di gruppi che dovrebbero allietare la serata. Il nome di spicco è quello dei Negramaro, adorati dalla folla, ma per gli amanti del rock puro potrebbe spuntare la novità Litfiba, storica band del panorama nazionale. In entrambi i casi non è ancora stata confermata la presenza.

Il concertone di Capodanno non si propone solo come un importante punto di aggregazione, ma come una possibilità per commercianti e ristoratori di contare su un evento che porterebbe benessere alle attività in questo periodo dell’anno. La richiesta di aiuto ha fatto seguito ad una ‘raccolta fondi’ che ha totalizzato la cifra di 150mila euro, che potrà essere quindi investita nella creazione dell’evento.

Non solo centro per festeggiare l’arrivo del nuovo anno, perché gli organizzatori hanno deciso di valutare la città anche nelle sue zone più periferiche. La notizia è stata confermata dal prefetto Paolo Tronca e mostra la decisione di coinvolgere i quattro capolinea della metropolitana – Battistini e Anagnina, Rebibbia e Laurentina – nei festeggiamenti di fine anno.

L’evento si chiamerà “Notte di San Silvestro in Periferia” e molte domande sono state inviate da parte di associazioni che intendono parteciparvi. Le richieste saranno quindi valutate in questi giorni, per creare degli spazi di festa anche in zone spesso dimenticate, che meritano di essere rivalutate nella notte dell’ultimo dell’anno per diventare un bel crocevia di aggregazione per i cittadini e i turisti nella capitale.