Gag e battute esilaranti, condite come sempre da un pizzico di invito alla riflessione. Questo è stato lo spettacolo che Roberto Benigni ha regalato a chi ha partecipato alla presentazione dell’ultimo libro di Papa Francesco ‘Il Nome di Dio è Misericordia’, che si è tenuto ieri nelle stanze del Vaticano.
Il comico toscano ha letteralmente imbonito la sala con i suoi riferimenti alla gioventù, perché quando tutti gli chiedevano cosa volesse fare da grande lui rispondeva che voleva diventare papa. Notando che con questa riposta suscitava l’ilarità di tutti, decise di fare il comico, una carriera che sta portando avanti da anni con felicità di tutto il mondo.
Benigni ha quindi presentato il volume, affermando che solo un papa lungimirante di idee e aperto al dialogo poteva chiamare per presentare il suo volume un vescovo veneto, il cardinale Parolin, un prelato cinese e un comico toscano. Un trittico alternativo ma efficace, che ha presentato il primo libro del pontefice in modo leggero, ma sottolineando la vocazione rivoluzionaria di papa Francesco, facendo riferimento anche alla presenza di Eugenio Scalfari in platea, definito ‘rivoluzionario fra i rivoluzionari’.
Benigni ha quindi proseguito il suo discorso raccontando che appena ricevuta la telefonata che chiedeva di partecipare all’evento ha detto subito di sì, senza neanche sapere quale era la richiesta, perché per questo papa farebbe di tutto, la guardia svizzera o anche guidare la sua automobile. Invece il comico toscano è stato scritturato per partecipare ad una presentazione molto sui generis, ma che sicuramente ha contribuito a dipingere con semplicità e leggerezza l’uscita del volume del pontefice, prima delle opere dedicata alla riflessione del nostro presente sotto il punto di vista della chiesa cattolica.



















Il tour africano di papa Francesco sta entrando nel suo cuore e il pontefice sta visitando in questi giorni lo Stato della Repubblica Centroafricana. Nel Bangui, il papa ha quindi fatto visita alla moschea locale, incontrando la comunità musulmana che qui è molto numerosa e ribadendo il messaggio di pace che sta diffondendo in tutto il suo viaggio pastorale.
Durante la sua visita negli Stati Uniti Papa Francesco si era appellato alla sospensione della pena di morte, definendola ingiusta e disumana. Le sue parole non sembrano però avere sortito effetti fra gli alti vertici della polizia penitenziale della Georgia, che ieri ha condannato a morte Kelly Renee Gissendaner per l’omicidio del marito. La vicenda era apparsa fin da subito controversa, in quanto la donna non sembrerebbe essere stata l’esecutrice materiale del delitto, molto probabilmente commesso dall’allora amante Gregory Owen. I due si erano infatti accordati per uccidere il marito di lei e dopo tanti anni di prigione la donna era stata condannata alla pena capitale dalla giuria dello Stato. Fa discutere il fatto che Owen è stato condannato all’ergastolo per avere testimoniato contro la donna, ma se seguirà una buona condotta potrebbe ottenere la libertà vigilata nel 2022.
Papa Francesco ci ha abituato ormai con le sue dichiarazioni, non sempre apprezzate per la verità. L’ultima è quella di oggi. In un’intervista ha dichiarato che probabilmente il suo pontificato sarà breve e che durerà solo pochi anni. Non si capisce bene, in effetti, se ha intenzione di dimettersi oppure se teme la morte (e alla sua età non è un’eventualità così difficile).
Papa Francesco sposa 20 coppie nella Basilica di San Pietro e durante la messa dice: “Il matrimonio è simbolo della vita, della vita reale, non è una fiction!” “E’ la reciprocità delle differenze – ha aggiunto -. Non è un cammino liscio, senza conflitti, no, non sarebbe umano. E’ un viaggio impegnativo, a volte difficile a volte anche conflittuale, ma questa è la vita!”.
Il cardinale Fernando Filoni ha reso noto che Papa Francesco ha fatto arrivare ai rifugiati iracheni in Kurdistan un milione di dollari come contributo personale.Il contributo del Papa “è stato distribuito per il 75% alle comunità cattoliche e per il 25% alla minoranza yazida”, dice ancora Filoni.
Città del Vaticano – Papa Francesco ha telefonato stamane alle 10 al presidente di Israele Shimon Peres e alle 11.30 al presidente di Palestina Mahmoud Abbas (Abu Mazen) “condividendo le sue gravissime preoccupazioni nell’attuale situazione di conflitto che coinvolge in modo particolare la Striscia di Gaza”. Lo rende noto il Vaticano in un comunicato.
La prima visita all’estero dei nuovi sovrani spagnoli dopo l’incoronazione è in Vaticano, da Papa Francesco.


















