“Francesco Schettino abbandonò la Costa Concordia e lasciò i passeggeri in balia di sé stessi”, questa la sentenza, durissima, scritta dai giudici nella sentenza di condanna a 16 anni per la tragedia della Costa Concordia. Nella sentenza si legge anche che il comandante Schettino, quando saltava sulla scialuppa per abbandonare la nave, era perfettamente conscio della pendenza della concordia, accettando così il rischio di abbandonare le persone in balia di sé stesse, e di causare delle morti, così come poi è avvenuto.
L’ex comandante, secondo i giudici, è responsabile del caos generatosi quando è stata data l’emergenza generale; si parla di “un’estrema confusione e assenza di univoche indicazioni, con conseguente caos diffusosi tra equipaggio e passeggeri”. E Schettino, una volta sceso dalla nave, non ha mai avuto intenzione di risalire.
La nave, viceversa, al momento della partenza era pienamente conforme, sotto il profilo del funzionamento e dell’efficienza dei sistemi di sicurezza per le fasi dell’emergenza, alle prescrizioni, così come la manutenzione, che era stata effettuata secondo regolamento. La tragedia del naufragio non è perciò imputabile a cause tecniche o esterne all’errore umano.
La manovra del cosiddetto “inchino” è stata effettuata perché Schettino sopravvalutava le sue abilità marinaresche, nonostante fosse a conoscenza della presenza degli scogli vicino all’isola. La situazione di pericolo, in definitiva, secondo i giudici di Grosseto è stata causata unicamente dall’imperizia e dall’incoscienza di Francesco Schettino. La pena per l’ex comandante, ora, è di 16 anni e un mese. I 32 decessi delle persone a bordo della Concordia – si legge nella sentenza – non si sarebbero verificati se il comandante Schettino avesse gestito l’emergenza con perizia e diligenza attenendosi alla normativa prevista per una situazione del genere.




















Schettino in aula – Nella mattinata di oggi, il comandante Francesco Schettino si è presentato in aula per l’udienza preliminare sui fatti della Costa Concordia. Per la prima volta da quando è cominciato il processo, Schettino ha deciso di dribblare i giornalisti accedendo al teatro Moderno dalla porta principale, e non da quella sul retro dove lo attendevano giornalisti e fotografi.
La Procura di Grosseto sta indagando sulla scomparsa di oggetti di valore a bordo della Costa Crociera, naufragata lo scorso 13 gennaio al largo dell’isola del Giglio. Si tratta di un’azione di vero e proprio sciacallaggio da parte di persone che si sono introdotte nello scafodella nave, e si sono impossessati di oggetti di valore, come orologi e quadri, che erano posizionati alle pareti della nave. Il primo oggetto a scomparire è stata la campana, del peso di alcune decine di chili, trafugata da oltre otto metri di profondità. E mentre i subacquei della polizia, mettevano in sicurezza le zone perlustrate, con fili di colore diversi, gli sciacalli si introducevano, di notte per rubare.
È diritto di tutti i lavoratori potersi opporre al licenziamento, soprattutto se non sono state accertate le responsabilità, che hanno causato la rescissione del contratto di lavoro.
Il gip di Grosseto ha disposto solo l’obbligo di dimora per il capitan Schettino, e revoca gli arresti domiciliari. Insomma è quasi libero il capitano della Costa Concordia, obbligo di dimora a Meta di Sorrento, dove ha casa. L’avvocato Bruno Leporatti dichiara che è una misura meno afflittiva. Intanto consegna alla difesa il memoriale dove scrive, una mano divina si è sicuramente posata sulla mia testa. Sarebbe stata un’ecatombe. Francesco Schettino così costruisce le fasi della tragedia. Questa sera nella trasmissione di Canale 5 “Quinta colonna” sarà mostrato il documento in esclusiva.
La scatola nera della Costa Concordia non funzionava da quattro giorni. Lo rivelano le mail che si sono scambiati i tecnici per richiedere supporto reciproco. Da gennaio scorso, la Procura di Grosseto indaga sul naufragio presso l’Isola del Giglio della nave da crociera che ha provocato la morte di 32 persone.
Il capitano della nave Costa Concordia, Francesco Schettino ha ricevuto un permesso di tre ore, per trascorrere il pranzo di Pasqua in famiglia.


















