Cina – Sono 112 gli operai morti un incendio che si è verificato in un allevamento di polli in Cina, precisamente nella città di Dehui. In mattinata il bilancio dei morti si aggirava intorno alla cinquantina, ma sono state le stesse autorità cinesi ad annunciare che i morti sono saliti. Le cause dell’incendio sono ancora da chiarire: all’interno dell’azienda erano presenti 300 operai, molti dei quali potrebbero essere ancora intrappolati. Fortunatamente, dopo sei re di lavoro, i vigili del fuoco hanno spento le fiamme.
Incendio – panico dopo l’esplosione
Stando alle prime ricostruzione, l’incendio divampato nella Jilin Baoyuafeng Poultry Company sarebbe dovuto ad un esplosione. Al momento dello scoppio, gli operai si sono lasciati prendere dal panico per la mancanza della corrente ma soprattutto per la rapida velocità con cui le fiamme si sono propagate in tutto l’edificio. Gli operai hanno tentato in molti modi di uscire, ma hanno trovato davanti a loro il cancello chiuso a chiave. I soccorritori sono al lavoro per cercare i dispersi e, purtroppo, il numero dei morti nell’incendio è destinato ad aumentare.



















Apple – Da sempre Apple si è rivolta a Foxconn per l’assemblaggio dei componenti legati ad iPhone e iPad, ma le cose potrebbero cambiare radicalmente nel giro di pochi mesi. Sì, perché Pegatron, altra azienda fornitrice di Apple, sta guadagnando sempre più terreno sulla rivale Foxconn, tanto da convincere Apple a trasferire parte della produzione in Cina.
iPhone 5S – Continuano ad arrivare notizie sul nuovo smartphone di Apple, ovvero l’iPhone 5S. Dopo avervi parlato del periodo d’uscita, previsto per giugno, al massimo la prima settimana di luglio, oggi parliamo della produzione del nuovo melafonino. Sì, perché ci sono novità molto interessanti che riguardano la collaborazione con Foxconn.


C’è fermento e contestazione, tra gli utenti di internet di Pechino, per le immagini presenti online di un feto abortito che una mamma, costretta a terminare la gravidanza a 7 mesi di gestazione, per la politica imposta dal regime cinese. La donna, Feng Jianmei, è stata costretta ha dovuto interrompere la gravidanza perché non era in possesso dei 40mila yuan, cioè 4.800 euro richiesti per superare la politica che controlla il numero delle nascite nelle famiglie cinesi (controllo delle nascite del figlio unico). Così un parente della donna, ha pubblicato in internet la foto di Feng in ospedale, e vicino a lei si vede il corpo del bambino pieno di sangue. Il controllo delle nascite del regime cinese impone che le famiglie debbano avere solo un figlio, quelle che vivono fuori della città di Pechino, possono averne due, se il primo figlio fosse femmina.
Sul mercato cinese arriveranno tre nuovi smartphone equipaggiati con Android 4.0 Ice Cream Sandwich, alla fine del mese di aprile.


















