Spesso la cronaca giornaliera si concentra su avvenimenti internazionali, legati alla politica del paese o ai fatti più cruenti. Non va dimenticata però la regionalità, ovvero i problemi che possono realmente ‘mettere in ginocchio’ una regione, una provincia o una città, perché possono essere emblematici dello stato di salute dell’intero paese. Ecco che a causa del forte maltempo e della frana che ha colpito la zona di FiumeFreddo, la città di Messina si trova ad essere senza acqua da ben sei giorni. Si tratta di un periodo di tempo lungo, forse eterno per chi lo sta vivendo, in quanto l’acqua è vita, è l’elemento base per cucinare, lavarsi, bere e anche per svolgere tante altre operazioni quotidiane.
Non ci si accorge di quanto importante sia l’acqua fino a che essa non manca, e gli abitanti della città sicula stanno facendo questa esperienza sulla loro pelle. Si tratta di un’emergenza che non può essere sanata in tempi brevi e ciò significa che la città e il suo hinterland rimarranno privi del servizio idrico ancora per altri giorni. La ragione, secondo le spiegazioni fornite da Luigi La Rosa, direttore di Amam, Azienda Meridionale Acque di Messina va ricercata nei continui smottamenti che la zona sta registrando, i quali rendono impossibile la manutenzione in loco e quindi il ripristino della rete idrica.
Ciò che colpisce è la diffusione virale del problema, che da nord a sud ha registrato la solidarietà di tutta la penisola, a riprova che la mancanza di acqua è un tema scottante, che merita di essere condiviso da tutta la popolazione. Con l’hashtag #messinasenzaacqua il popolo del web si è scatenato, fra ilarità e denuncia sociale, evidenziando il malfunzionamento del sistema idrico e anche il fatto che una frana sta mettendo in ginocchio un’intera città.



















Misteriosa, avvincente e decisamente innovativa è la scoperta comunicata ieri dai vertici Nasa, secondo la quale il pianeta rosso Marte sarebbe attraversato da fiumi di acqua salata. La presenza di acqua si registrerebbe solamente nelle stagioni estive, ma lascerebbe intravedere la presenza di una specie di vita microbica su Marte. Sappiamo bene che dove c’è acqua c’è vita, quindi le ricerche che da anni proseguono sul pianeta rosso potrebbero essere giunte ad un bivio decisivo.
Incredibile scoperta da parte dei ricercatori italiani: è stato creato Wow, un nuovo macchinario in grado di depurare l’acqua radioattiva. Il sistema, creato da un ingegnere padovano, Aldo Marin, è la prima macchina al mondo che trasforma le scorie radioattive – ma non solo – in acqua pura, senza l’utilizzo di filtri. La scoperta è tutta italiana: oltre a Marin si sono impegnati in essa anche il professor Massimo Oddone, chimico dell’Università di Pavia, e dieci ingegneri.


















