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Macerata, un fermo per l’omicidio dei coniugi

E’ nella caserma di Macerata un uomo di quarant’anni di origine maghrebina, l’uomo è in stato di fermo sospettato di aver ucciso i coniugi Paolo Marconi e Ada Cerquetti trovati barbaramente uccisi domenica mattina nel loro casolare nelle campagne di Montelupone in provincia di Macerata.
I carabinieri sono arrivati al sospettato seguendo delle tracce di pneumatici lasciate dall’omicidio dopo la sua fuga. Il sospettato è stato fermato mentre cercava di buttare via degli abiti sporchi di sangue. Poco distanza dalla sua abitazione è stata ritrovata anche l’arma, un coltello, che forse ha usato per uccidere i coniugi Marconi.
Il maghrebino molto probabilmente non ha agito da solo, ma con un complice che viveva con lui in un casolare poco distante da quello dei coniugi uccisi. L’altro uomo che le forze dell’ordine stanno ricercando è un giovane macedone, che dal giorno del duplice omicidio ha fatto perdere le sue tracce.



















Veneto:c’è stata una sparatoria in una caserma dei Carabinieri in Veneto, dove hanno perso la vita tre persone. Dalle prime ricostruzioni un carabiniere, in servizio presso la caserma dell’Arma di Porto Viro. Un carabiniere in servizio presso la caserma veneta, avrebbe sparato al comandante della locale stazione e a sua moglie e si sarebbe subito dopo tolto la vita. Il Maresciallo Antonino Zingale, questo il nome del carabiniere ucciso, era in servizio nella caserma della località polesana dal 1991.
Toscana: questo gesto ci ha incuriositi, ma non per quello che si potrebbe supporre. Ecco il fatto, un operaio ha trovato un portafogli contenente 45.000 euro, e lo ha portato ad un centrale di Polizia. Massimiliano Poli, 41 anni, risiede a Quiesa, e lavora presso la cooperativa Poseidon, il suo stipendio arriva a circa 900 euro di cui 650 euro sono impiegati per l’affitto. Il Sindaco del paesino, Franco Mungai, si è complimentato con il suo concittadino, sottolineando come sia circondato da persone virtuose ed oneste. L’Amministrazione comunale di Massarosa si congratula con l’uomo che ha trovato casualmente nella zona della rotonda il portafogli.
A Marsiglia, un gruppo rom che viveva nei dintorni della città, dopo essere stato allontanato dal quartiere di Saint-Louis, viene cacciato con la forza. Il loro accampamento viene bruciato. La polizia arrivata sul luogo ha cercato di separare gli abitanti arrabbiati che si sono scagliati contro i rom, che a loro volta cercavano di opporsi invano. Le famiglie Rom sono dovute andare via con i loro caravan ed automobili. Successivamente le loro cose, sono state incendiate.
Il direttore de Il giornale ha scritto il falso nel suo articolo, la Cassazione conferma la condanna a 14 mesi di reclusione per diffamazione. Il ricorso di Alessandro Sallusti è stato rigettato. Inoltre la V Sezione Penale ha condannato Sallusti a pagare le spese processuali, e a pagare 4.500 euro per il giudizio davanti alla Suprema Corte.
Francesco Profumo, ministro dell’Istruzione, questa volta parla dell’ora di religione. Visto che le classi sono sempre più multietniche, propone che anche i programmi scolastici di religione si debbano adeguare.
Una ragazza di 16 anni che si trova in Messico dice di essere Angela Celentano, la bimba scomparsa 16 anni fa a Castellamare di Stabia sul Monte Faito. La piccola Angela è scomparsa a soli tre anni, nell’agosto del 1996. La prima mail inviata da Celeste è datata 25 maggio 2010, e questa ragazza si è riconosciuta nelle foto e nella storia, così scrive alla sua famiglia per non farli preoccupare. Celeste si trova in Messico adottata da una coppia messicana. Dopo la prima mail, Celeste ha continuato a scrivere a sua sorella Rossana, alla quale ha anche inviato delle foto. La ragazza dice: Non potrei separarmi da questa famiglia che ho visto per dodici anni, sono felice, non mi cercate. Aggiunge anche che al compimento del suo 18 anno è disposta a venire in Italia per il riconoscimento attraverso il DNA. La polizia ha cercato dove risiedeva la ragazza, individuando una casa, ma le ricerche sono ancora in corso.
Sono quindicimila i docenti precari che hanno protestano partendo da Piazza dell’Esquilino a Roma contro il concorso, di cui sarà reso noto il bando lunedì 24 settembre. I partecipanti chiedono l’assunzione e non ancora un concorso. Gli insegnanti hanno sfilato nella capitale contro il Miur, contro il Ministro Profumo e contro il concorso. La manifestazione è stata organizzata dal coordinamento dei precari della scuola, con Flc, Cgil, Cobas. Gli slogan più urlai sono stati: ma che concorso, ma quale selezione solo una parola, assunzione. Aspre critiche al Ministro Profumo e frasi urlate, Profumo fuori, te ne devi andar. Le critiche continuano. I docenti precari hanno dimostrato così di essere un numero consistente contro ciò che era stato supposto fino ad oggi.


















