Apple è nell’occhio del ciclone dopo che un suo cliente, Adam Gregory Catanzarite, ha scoperto quello che un commesso di uno store di Portland ha scritto sul suo scontrino lo scorso 8 luglio, dopo che l’uomo aveva acquistato delle cuffiette.
Sotto il suo nome, al posto dell’indirizzo e-mail che l’uomo si era rifiutato di fornire, c’era scritto f@g.com, un indirizzo inesistente, un dotcom preceduto da un insulto omofobo. Il ragazzo ha ritirato lo scontrino, ma sono passate alcune settimane prima che gli tornasse fra le mani. Una volta scoperta la cosa, l’uomo ha deciso di condividere la sua storia sui social network.
La sensazione che ho provato vedendo il f@g.com sulla mia ricevuta mi ha provocato una sensazione di grande delusione per quello che è successo e mi ha fatto sentire che anche un’azione banale come andare in un negozio può diventare un’attività a rischio” ha detto Catanzarite.
Quando la vittima dello scontrino omofobo si è recata nuovamente nell’Apple store, il responsabile del punto vendita gli ha offerto un rimborso per le cuffie acquistate e una carta dono, ma Catanzarite ha detto di non avere più alcun interesse nell’acquistare in un posto simile.
Sul suo profilo Facebook, Catanzarite ha poi aggiunto che “il dipendente che ha digitato f@g.com non dovrebbe essere licenziato, ma dovrebbe essergli data l’opportunità di comprendere l’impatto che l’uso della parola ‘frocio’ e di altre simili hanno avuto su individui oppressi a causa di questo. Apple dovrebbe dare a questo dipendente la possibilità di ottenere le risorse necessarie per servire meglio i propri clienti”.
Catanzarite è uno specialista nella prevenzione dell’HIV e, in ambito professionale, è venuto a contatto con molte storie di discriminazione, venendo a conoscenza dell’impatto devastante che certe espressioni omofobe possono avere sulla vita dei gay.
Proprio in virtù delle sue competenze, si è reso disponibile per fornire ad Apple la sua esperienza: “Se Apple ha intenzione di impegnarsi nei confronti dei suoi dipendenti dichiaratamente ‘queer’ e dei clienti, allora questa è l’occasione perfetta per farlo”.
E dopo aver ringraziato per gli attestati di stima e per la solidarietà ricevuta da tutto il mondo Catanzarite lascia un indirizzo ad hoc al quale contattarlo riguardo questa vicenda. Con una nota carica di ironia alla fine del suo status: “prego notare che il mio indirizzo e-mail non è f@g.com”.
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Facebook – Scorpacciata di cancelletti. Dopo Twitter, anche Facebook ha lanciato il tanto vociferato e famigerato hashtag. Attraverso un comunicato reso noto sul blog di Facebook-Studio, il social network ha così dato l’annuncio: “Ogni giorno più di 4,75 miliardi di contenuti sono condivisi su Facebook, in molti casi queste conversazioni riguardano marchi, prodotti, personaggi pubblici o business locali. Oggi lanciamo gli hashtag per permettere alle persone e a chi lavora in quei settori di scoprire e introdursi in queste conversazioni”.
Per prevenire le malattie è molto importante promuovere la vita sana e la salute, così le interazioni umane, come quelle che avvengono attraverso i social network, potrebbero essere sfruttate proprio per questo.
Marco Camisani Calzolari, imprenditore digitale e noto sul web per aver realizzato il network Forzasilvio.it, con la sua società Speakage, ha puntato il dito contro l’acquisto di pacchetti di seguaci sui Social Network sostenendo che circa l’ottanta per cento dei fan e dei follower delle aziende italiane è finto.


















