Si tratta di una tragedia di portata epocale quella che questi giorni si sta consumando negli stati dell’Unione Europa, dove sempre più migranti stanno arrivando. E’ di ieri, infatti, la notizia che moltissimi migranti sono stati trovati soffocati e privi di vita in un tir in territorio austriaco. La notizia è stata data per prima dal giornale austriaco Kronen Zeitung ed è subito rimbalzata sui quotidiani e periodici di tutto il mondo. Inizialmente le vittime dovevano essere 50, ma in realtà di tratta di un numero di corpi molto più elevato, settanta e oltre.
Il mezzo dove viaggiavano gli uomini è stato ritrovato al confine fra la Slovacchia e l’Ungheria e ben sette persone, sempre secondo le fonti del quotidiano Kronen Zeitung, sono state finora arrestate in quanto accusate di avere concorso alla carneficina. Gli inquirenti hanno dichiarato che l’indagine si sta muovendo nel mondo delle costruzioni legate alla Slovacchia e all’Ungheria, in quanto tutto conduce ad imprese di questa tipologia.
L’Austria, dal canto suo, ha creato un gabinetto di emergenza e ha rafforzato tutti i controlli alle frontiere per incarcerare i responsabili di questo atroce delitto di massa, che si aggiunge alla già problematica situazione che i profughi stanno vivendo in questi giorni così caldi. La polizia di Budapest sta portando avanti le ricerche dell’autista del camion, che pochi giorni prima era stato avvistato a sud della capitale ungherese e smentisce il fatto che alla guida vi fosse stato un cittadino romeno, anche se il camion era in uso ad un cittadino di questa nazionalità. Secondo la polizia le vittime erano già decedute una volta che il camion ha varcato il confine austriaco e ora tutte le forze dell’ordine dei diversi paesi stanno collaborando per accertare le cause e catturare i responsabili di questo terribile massacro.



















E ci risiamo, ancora una grande tragedia al largo della Libia, un barcone con a bordo circa 400 persone è affondato, sono circa 240 i migranti tratti in salvo ma il resto dei naufraghi risulta disperso. La Marina Militare avrebbe avvistato e recuperato 14 corpi nei pressi del naufragio, le operazioni di salvataggio sono ancora in corso. Il Comandante della Capitaneria di Porto di Lampedusa, Giuseppe Cannarile spiega “Non si sa ancora precisamente quante fossero le persone a bordo, ma i superstiti dicono che fossero centinaia. Siamo sul posto e stiamo lavorando senza sosta”. Le autorità hanno dirottato sul posto del naufragio anche alcuni mercantili per soccorrere i migranti in difficoltà. E’ il secondo naufragio in pochi giorni, INACCETTABILE, solo martedì scorso un’altro barcone carico di disperati è affondato al largo delle coste di Tripoli, i morti sono stati almeno 40 secondo quando ha dichiarato il governo libico, 51 i naufraghi salvati. Con questa ultima tragedia al largo delle coste libiche riprende il dibattito sulla necessità di avere una risposta comune di tutta l’Europa al problema degli sbarchi. Il presidente del Parlamento europeo si dice “scioccato” da quanto accaduto “l’Europa deve urgentemente prendersi le sue responsabilità per mettere fine a questa catastrofe. Non possiamo continuare a girarci dall’altro lato lasciando l’Italia, la Spagna, la Grecia o Malta affrontare da sole queste situazioni drammatiche. Ogni vita persa nel Mediterraneo è una macchia sulla nostra civilizzazione. La gestione delle nostre frontiere è una questione Europea. Da Bruxelles il ministro degli esteri Federica Mogherini fa sapere di aver trattato il problema con i 28 colleghi e aggiunge ” La priorità resta salvare vite umane” invitando a non strumentalizzare l’accaduto a fini elettorali”.

Il naufragio del barcone è avvenuto poche miglia ad ovest di Lampedusa, ha coinvolto 150 persone, sono stati recuperati solo 54 migranti. A Lampione, isolotto vicino Lampedusa, sono stati trovati alcuni naufraghi, che avevano raggiunto a nuoto lo scoglio. Mancano ancora tante persone disperse. In nottata sono stati salvati i primi uomini, e 14 all’alba.


















