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cambo euro dollaroEuro debolissimo nella giornata odierna: attualmente la moneta unica europea ha un cambio di 1,2607 rispetto al dollaro e il trend sembra ancora al ribasso. Tenendo conto che fino a pochi mesi fa il cambio viaggiava su 1,40 ci si rende conto della velocità con cui l’euro si è indebolito. Ad un’analisi più approfondita, però, non possiamo dire che l’euro si sia indebolito nelle ultime settimane, quanto piuttosto che è stato tenuto su livelli eccessivamente alti per i mesi precedenti. In effetti il cambio euro / dollaro, quando viaggiava a valori superiori a 1,40, non aveva alcun fondamento macroeconomico.

Il problema di fondo, allora, era il quantitative easing della FED. Questa politica monetaria, i cui effetti sul lungo periodo possono essere devastanti, è stata messa in atto dalla FED prima in modo virtuoso (perché ha salvato l’economia mondiale da un tracollo senza uscita) ma poi è stata continuata anche quando l’emergenza era ormai finita e quindi non c’era più ragione. Detto per inciso, la continuazione delle politiche monetarie espansive è stato uno dei trucchi utizzato dal presidente americano Barack Hussein Obama per garantirsi la rielezione.

Ora la situazione sembra invertirsi: da una parte la FED ha cominciato timidamente a ridurre il QE (troppo tardi secondo gli analisti indipendenti) dall’altra la BCE ha annunciato recentemente un piano di politica monetaria fortemente espansiva, basata su 2 punti: la riduzione praticamente a zero dei tassi a breve e l’avvio di una politica di acquisto di ABS, detto in italiano cartolarizzazioni.

In pratica le banche avranno la possibilità di impacchettare i prestiti erogati a privati (e solo a privati, i prestiti agli Stati sono per fortuna esclusi) e potranno venderli alla BCE. Nelle dichiarazioni di Mario Draghi dovrebbe trattarsi esclusivamente di prestiti di facile solvibilità e dovrà essere garantita la massima trasparenza. Ora, il fatto stesso che questa dichiarazione sia stata fatta ha indebolito fortemente l’euro. Dopo tutto l’euro stesso è stato salvato, qualche anno fa, dal famoso discorso di Mario Draghi in cui diceva che avrebbe fatto qualunque cosa pur di salvarlo. Ma poi, come si è visto, alle parole non sono seguite i fatti.

E anche questa volta si rischia seriamente che si tratti di un semplice annuncio. Per prima cosa, la Germania ha fatto sapere che si opporrà con tutte le sue forze alla politica di acquisto degli ABS. In secondo luogo,  se questo acquisto di ABS avverrà, genererà una serie impressionante di problemi legali perché le banche tenderanno soprattutto a cedere alla BCE crediti deteriorati o inesigibili, mentre si terranno ben stretti i crediti di qualità. Se invece saranno ceduti alla BCE crediti di qualità, l’effetto positivo sulle banche sarà praticamente nullo e quindi il provvedimento sarà inutile.

L’euro comunque resterà debole, a detta di tutti gli analisti, proprio perché è debole l’eurozona. Gli stati meno virtuosi continuano ad appensantire con i loro debiti e i loro deficit l’Europa intera e i tedeschi sono stanchi di pagare sempre per tutti.