
Credit Suisse finisce ancora una volta nel mirino della magistratura. La banca svizzera è stata indagata Milano in merito alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, che sarebbe stata messa in atto mediante un raffinato sistema di false polizze assicurative. La Guardia di Finanza sta tuttora effettuando verifiche e i clienti interessati dalla frode fiscale sarebbero in totale 14.000 italiani, che nel corso degli anni avrebbero portato all’estero un capitale pari a 14 miliardi di euro.
Se la vicenda venisse confermata si tratterebbe di una questione decisamente ragguardevole, molto più imponente rispetto alla precedente che ha interessato gli Stati Uniti d’America, quando 22.000 contribuenti sottrassero al fisco statunitense circa 10 miliardi di euro, parcheggiandoli nelle banche svizzere.
Alla base della truffa gli inquirenti hanno stabilito un gioco che coinvolge una sezione della Credit Suisse, la Life&Pension, e la manovra per attuare l’illecito sarebbe decisamente ‘classica’ nella sua esecuzione. L’intenzione e lo scopo sarebbero ancora una volta quelli di portare i soldi oltre il confine italiano, per non dichiarare al fisco quanto dovuto ai fini della tassazione contributiva nel nostro paese.
Il procuratore aggiunto di Milano e il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza stanno quindi indagando sulla questione, che si baserebbe su un imponente giro di false polizze assicurative e che coinvolgerebbe delle raffinate operazioni economiche effettuate fra lo Stato del Liechtenstein e le isole Bermuda, risaputi e conosciuti paradisi fiscali ai quali i contribuenti che non hanno nessuna intenzione di pagare le tasse si rivolgono dalla notte dei tempi.
L’inchiesta non è ancora conclusa, perché la Guardia di Finanza sta ancora effettuando degli accertamenti. L’ipotesi di reato è la frode fiscale, nonché di aver ostacolato le attività di vigilanza sull’antiriciclaggio e l’abusivismo finanziario. Lo stesso gruppo bancario sarà indagato in merito alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti che risale 2011.
Da dove è partita l’indagine? Tutto è iniziato nel 2014, con l’acquisizione di documenti e con il sequestro di carte ‘scottanti’ nelle sedi milanesi di Credit Suisse Italia. Gli investigatori hanno ipotizzato che il sistema di frode interesserebbe la promozione di false polizze assicurative, le quali sarebbero state rivolte a clienti italiani, senza però essere inserite nella contabilità ufficiale dell’istituto di credito, che per far girare le carte senza destare sospetti avrebbe impiegato la sua branca Life&Pension. Si prospettano tempi duri quindi per i clienti ‘furbetti’, ma anche per lo stesso Istituto di Credito, chiamato a rispondere di reati decisamente gravi contro la legge italiana.



















Un giro di affari di 50 miliardi, che coinvolge il paese da nord a sud. Si tratta di uno scandalo che sta uscendo allo scoperto a poco a poco, e che secondo il magistrato Di Pietro assomiglia moltissimo all’operazione Mani Pulite, che negli anni ’90 tenne con il fiato sospeso l’intero paese.
Accordo tra Ezio Greggio e l’Agenzia delle Entrate per gli arretrati non pagati al fisco durante il decennio (dal 2001 al 2010) in cui l’attore e conduttore tv ha vissuto a Montecarlo.
La Guardia di Finanza sta effettuando controlli di massa in tutta Italia degli scontrini e delle ricevute fiscali emesse. Da ciò è risultato che uno su tre, di oltre ventimila controlli, evade il fisco. I controlli sono cominciati nei primi mesi del 2012 in diverse città, come Cortina e Capri, ma anche a Milano, Roma, Napoli, Palermo e la riviera romagnola.
La tributaria della Guardia di Finanza di Cagliari ha disposto dei controlli fiscali sul cantante Marco Carta e sul calciatore del Cagliari, Joaquin Larrivey, e sul campione di poker Filippo Candio.


















