Salvatore Parolisi è stato condannato dal Gup di Teramo alla pena massima dell’ergastolo per l’omicidio della moglie e madre di sua figlia Melania Rea. Ieri il giudice ha finalmente depositato le motivazioni e tanti sono i particolari che emergono dalla ricostruzione fatta dagli inquirenti.
Salvatore Parolisi in quei giorni quando venne ritrovato il corpo della giovane donna, si confidò con lo zio di Melania, Gennaro Rea, quasi a voler incosciamente giustificare ciò che aveva fatto, affermò che ormai era diverso tempo che lui e sua moglie non avevano rapporti intimi, – che lei gli negava – sostenendo che Melania Rea con il suo atteggiamento lo umiliasse.
Secondo il Gup, la personalità dominante della coppia era proprio Melania, e Salvatore Parolisi stanco si subire questa dominanza psicologica in un raptus di follia ha ucciso la povera donna, oltretutto oltraggiandone il corpo tant’è che proprio il vilipendio del cadavere ha fatto si che la pena inflittagli raggiugesse il massimo.
Per quanto riguarda l’amante Ludovica, e le dinamiche interne alla caserma, secondo il giudice Salvatore non l’amava e mai avrebbe lasciato sua moglie Melania Rea per lei o per un’altra donna, anche per ragioni economiche.




















Secondo le dichiarazioni rilasciate dall’Avvocato Walter Biscotti legale di Salvatore Parolisi, unico colpevole dell’omicidio della moglie Melania Rea condannato venerdì scoro all’ergastolo, parla di una testimonianza di un collaboratore di giustizia sulla quale non sono state fatte ulteriori indagini, avendo scelto il rito abbreviato.
La sentenza arriva alle ore 19.55. Ergastolo per il caporalmaggiore Salvatore Parolisi, marito di Melania Rea, la donna uccisa il 18 aprile del 2011.
Sabato 29 settembre riprenderà il processo nel Tribunale di Teramo, per l’assassinio di Melania Rea, in cui l’unico indagato è il marito Salvatore Parolisi. Il corpo di Melania è stato rinvenuto nel Bosco di Ripe della Civitella, il 20 aprile del 2011. Parolisi resta in carcere dal luglio 2011. La superperizia è stata depositata in questi giorni, ma i periti, Gianluca Bruno e la genetista Sara Gino, non sono riusciti a chiarire l’orario del decesso. Il giorno del decesso di Melania, è stato fissato al 18 aprile con certezza, ma non altrettanto certa è l’ora. Non si conosce l’ora dell’ultimo pasto della mamma di Somma Vesuviana, né la dose di caffeina assorbita. In base alla caffeina Antonio Tagliabracci, anatomopatologo, aveva fissato l’ora tra le 14,30 e le 14,50 del 18 aprile. La caffeina è assorbita al massimo in 45 minuti, è dunque un ottimo indicatore. Ma non è nota la quantità di caffeina assunta.
Un anno fa Melania Rea, che era andata a fare una gita a Colle San Marco (Ascoli Piceno), con il marito, Salvatore Parolisi, e la figlioletta Vittoria, è stata uccisa; il suo corpo martoriato da trentacinque coltellate.


















