In cambio di 3000 euro le gestanti bulgare vendevano il proprio neonato. Quando le donne erano in procinto di partorire, circa un mese prima del parto, partivano dal proprio paese, per arrivare preferibilmente a Napoli. Nella città un boss rom bulgaro, connazionale delle donne, di nome Giako, gestiva il traffico di neonati. Le donne sono originarie di Veliko Tarnovo, che si trova al centro della Bulgaria, ed i soldi guadagnati servono loro per mantenere le proprie famiglie.
Il boss, che aveva un passato lavorativo nella città partenopea, si occupa di trovare le donne che vogliono poi partorire in Italia, se sono piacenti, la scelta è quella di renderle gravide egli stesse.
La tratta dei neonati è attiva da circa un anno, la cifra di 3000 euro per la quale il neonato viene venduto, corrisponde a circa 300 euro mensili che nel paesino di Veliko Tarnovo, sono tanti.



















A Marsiglia, un gruppo rom che viveva nei dintorni della città, dopo essere stato allontanato dal quartiere di Saint-Louis, viene cacciato con la forza. Il loro accampamento viene bruciato. La polizia arrivata sul luogo ha cercato di separare gli abitanti arrabbiati che si sono scagliati contro i rom, che a loro volta cercavano di opporsi invano. Le famiglie Rom sono dovute andare via con i loro caravan ed automobili. Successivamente le loro cose, sono state incendiate.


















