Il Tribunale di Bologna ha respinto la richiesta di Annamaria Franzoni degli arresti domiciliari . La Franzoni è stata condannata a 16 anni di carcere per aver ucciso suo figlio Samuele. È la seconda volta che la donna chiede un permesso, negato; in questo caso gli arresti domiciliari. A luglio infatti, la Cassazione le nega i permessi premio per quattro anni, come dettano le leggi nei confronti di detenuti pericolosi.
La decisione del tribunale, in quest’ultimo caso, viene motivata con il fatto che la Franzoni non possiede la potestà genitoriale. L’avvocato della Franzoni, Paola Savio, precisa: non è un rifiuto, ma una declaratoria di inammissibilità, emessa su un presupposto inesistente. La richiesta da parte della Franzoni non è stata basata su problemi di salute dei suoi bambini.



















Per Annamaria Franzoni nessun permesso premio per lasciare il carcere per tre giorni al mese e trascorrere le sue giornate con la famiglia, il marito Stefano ed i figli, come aveva richiesto. La Cassazione ha stabilito, rigettando il ricorso della Franzoni, che non ci sarà nessun permesso per lei. La donna è stata condannata a 16 anni di reclusione per aver ucciso nel 2002 suo figlio Samuele di appena tre anni, mentre dormiva. La pena scontata dalla donna è pari ad un terzo del tempo ed in virtù di ciò, il suo avvocato ha effettuato la richiesta di permesso. È in carcere dal 2008.


















