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maynard4“Farò gli auguri a mio marito” poi Brittany Maynard morirà. Si tratta di una giovane donna di 29 anni che ha deciso il giorno della sua morte, con l’eutanasia. Brittany ha un tumore al cervello, incurabile. I medici le hanno diagnosticato la malattia a gennaio, Brittany ha iniziato le cure ma ad aprile i sanitari le hanno annunciato che le rimanevano solo sei mesi di vita. La malattia andava peggiorando e le condizioni delle donne avrebbero subito bruschi e dolorosi peggioramenti.

Allora Brittany ha preso la decisione più difficile ma anche la più dignitosa per lei, decidere il giorno della propria morte. Il 1° novembre, il giorno dopo il compleanno del marito. Con tutta la sua famiglia, Brittany da Portland si è trasferita in Oregon, dove è permesso somministrare i farmaci che conducono alla dolce morte. L’Oregon è uno degli stati americani che permette di effettuare l’eutanasia.

Nell’attesa del 1° novembre, Brittany dà sostegno alle associazioni che si occupano di assistenza ai malati di tumore e promuove la campagna “morte con dognità”, a sostegno di coloro che scelgono l‘eutanasia piuttosto che lasciarsi trascinare dalla malattia degenerativa e che non hanno le stesse opportunità che ha lei, con la famiglia che ha cambiato residenza, lavoro, trovando una nuova casa in Oregon.

FRANCE-FILM-FESTIVAL-CANNESMichael Douglas dopo due anni difficili segnati da scandali e da un tumore, rinasce a nuova vita, anche sua moglie Catherine Zeta-Jones, è tornata al suo fianco dopo mesi di separazione.

Dopo aver sconfitto il cancro è tornato al cinema  coprotagonista insieme a Diane Keaton di “Mai così vicini” una commedia romantica.

In una lunga intervista a repubblica l’attore settantenne si racconta:

È bello ritrovarla in forma, sereno, e in un film semi-indipendente.

“Oggi è difficile fare questi film, il grosso dell’industria si concentra sulla tv. Le storie vere, come questa che parla della forza dell’amore e della possibilità di innamorarsi a ogni età, sono un prodotto per pochi. È stato anche comodo, si girava in Connecticut, impiegavo solo quaranta minuti per arrivare sul set da New York, dove vivo. Non ho dovuto lasciare la mia famiglia troppo a lungo”.

Che rapporto ha con il cinema?
“Mi vergogno a dirlo ma ci vado poco, di recente ho visto  in aereo. Vado con i miei figli a vedere i film in Imax 3D, Godzilla. Oggi è dura mandare la gente nelle sale, il grosso si consuma a casa grazie a internet”.A proposito di famiglia: il momento di crisi con sua moglie è finito.”Ne sono felice. Catherine tornerà a lavorare, in autunno girerà un film in Inghilterra. I ragazzi sono tranquilli. Posso finalmente rilassarmi. Per l’estate abbiamo deciso di fare una bella vacanza in Italia, siamo appassionati di archeologia. Niente festival né glamour, solo mare, sole e storia antica”.Sta parlando della Sicilia?”È nei nostri programmi ma eviteremo i luoghi turistici”.

Sarà protagonista di Ant-Man. C’entrano qualcosa i suoi figli?

“Con una figlia di 11 anni e un figlio di 13 è difficile non conoscere il loro mondo, anche se non sempre riesco a stare al passo. Sono loro a rendermi giovane, e sono i più eccitati per questo film. Io non sono tipo da fantascienza, è un’esperienza del tutto nuova, green screen, effetti speciali, costumi… Comunque, diciamola tutta, sono film che pagano molto bene e in genere hanno dei sequel, quindi ben vengano”.

Com’è cambiata la sua vita dopo la malattia?

“Fra pochi giorni interverrò a un congresso di specialisti a New York, mi hanno invitato a raccontare la mia esperienza. Spiegherò quanto sia importante la ricerca e quanti soldi vengano sprecati in altri ambiti. Ora che sono diventato un testimonial del tumore, vorrei aiutare chi non ha le mie possibilità affinché tutti possano avere diagnosi tempestive e cure. Quando mi è stato diagnosticato, da tempo sentivo che qualcosa non andava ma il mio dottore non riusciva a capire cosa. Se avesse avuto ogni mezzo disponibile, l’avrebbe capito quand’eravamo nella seconda fase e non, come è successo, nella quarta, la più grave”.

Ha deciso di non operarsi

.”Mi sono curato con la chemio e la radioterapia, se mi fossi operato la mia carriera sarebbe stata compromessa, mi avrebbero dovuto asportare la mascella e parte della lingua. Per fortuna non ce n’è stato bisogno. Nel male, una benedizione. Quand’esci da una cosa del genere ringrazi ogni giorno di essere vivo. È la mia seconda vita, una nuova energia che scorre nel corpo. È un momento di rinascita su ogni fronte: salute, carriera, amore”.

Che cosa serve per ridar vita a una relazione?

“Essere più rispettosi, attenti alle esigenze di chi hai accanto. È importante superare insieme i momenti difficili, restituisce vigore al rapporto. In tanti si preoccupano di quel che pensano gli altri, ma gli altri sono degli estranei. Quel che conta, è sapere cosa vuole da noi chi amiamo davvero”.

31257_ppl“Resurrection” è l’ultimo album di Anastacia, la cantante americana ne parla ricordando i momenti difficili che recentemente ha dovuto e saputo superare.

“Quando stavo preparando questo album sentivo che rappresentava la mia resurrezione – ha detto -. Sono contenta di essere tornata”.Sono passati oramai sei anni dall’ultimo album, ma l’amore dei suoi fan è rimasto immenso.”Vi guardo negli occhi e lo ripeto oggi come dieci anni fa – afferma -. Siete la mia famiglia, vi sono molto grata per come mi avete accettata”.

“Resurrection” ha molti significati, due dei quali sono intrecciati a filo doppio con il privato di Anastacia. “Intanto tempo fa mi è stato detto che nella mitologia greca il mio nome significava ‘resurrezione’ – spiega -. Inoltre venivo da un periodo durissimo, difficoltà personali e poi l’anno scorso, quando stavo lavorando all’album, il cancro. Quindi non sapevo cosa mi avrebbe aspettato ma sentivo che questo sarebbe stato il lavoro della mia rinascita”.

“Sono forte ma i momenti difficili arrivano anche per me – dice -. Non è sempre facile. Quando sono stata male ho voluto che non si sapesse tutto quello che avevo passato e non girassero foto di me in ospedale per non turbare chi mi segue e mi vuole bene. Ma ora è importante parlarne perché voglio dire che si può lottare e vincere”.

Il 1 Giugno all’Arena di Verona, Anastacia sarà protagonista di una serata evento organizzata per festeggiare i “100 anni d’Opera + 1”. Per Anastacia è la prima esibizione nello storico anfiteatro, sarà accompagnata dall’orchestra e coro dell’Arena.

Dopo il calvario con  la recidiva del tumore al seno che l’aveva colpita anni fa, la cantante è stata sottoposta a una doppia mastectomia. Adesso è guarita ed è rinata,  lei utlizza la sua storia per dare coraggio agli altri. “Il mese della consapevolezza del cancro al seno offre a tutti quelli che stanno affrontando questo male un possibilità di ottenere forza e supportarsi l’un con l’altro – ha detto in un messaggio -. La diagnosi precoce mi ha salvato la vita due volte. Continuerò la battaglia e a diffondere la mia voce in ogni modo che potrò”.

E’ una donna veramente grande, grande, grande.

OLYMPUS DIGITAL CAMERALa ricerca ha fatto un’altro significativo passo avanti per capire come inizia un tumore, ovvero il primo evento molecolare all’origine della formazione delle metastasi. Il risultato è stato ottenuto da un team di scienziati dell’Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University di New York, coordinato da Louis Hodgson, pubblicata poi sulla rivista Nature Cell Biology.

A livello molecolare le metastasi sono originate dall’azione di una proteina la “Rac1, gli scienziati usando una proteina-biosensore  fluorescente, che avevano sviluppato, hanno potuto osservare questo fenomeno. Per staccarsi dal tumore primario la cellula tumorale deve prima invadere il tessuto connettivo circostante, detto ECM, extra cellulare, questo avviene attraverso dei filamenti detti “Invadopodia”, simili a dei piccoli piedi permettono alle cellule tumorali di spostarsi. Le “invadopodia” rilasciano degli enzimi in grado di distruggere il tessuto e permettere così alle cellule tumorali di entrare nel flusso sanguigno e raggiungere così altre parti del corpo.

”Sapevamo che le invadopodia erano guidate da filamenti di proteine, l’actina – spiega Hodgson – ma non era chiaro che cosa regolasse esattamente l’actina in queste protrusioni”. Altri studi  avevano conferito alla proteina Rac1 un ruolo primario in questo processo, constatandone livelli elevati in relazione ad una maggior invasività delle cellule tumorali. Tuttavia finora non era mai avvenuta un’osservazione diretta di questo fenomeno.

Questa scoperta apre nuovi orizzonti e nuove speranze nella battaglia contro il cancro, tuttavia sono necessari altri studi e ricerche per capire come inibire la proteina Rac1 in modo sicuro, ”Inibitori dell’Rac1 sono stati sviluppati – spiega infine Hodgson – ma non sono abbastanza sicuri. Rac1 serve anche alle cellule sane. Bisogna spegnere questi segnali solo nelle cellule tumorali”.

med-pancreasPer una diagnosi precoce del tumore al pancreas, i ricercatori della San Diego University, hanno fatto una sensazionale scoperta il tumore al pancreas si potrà diagnosticare con un semplice test della saliva. Infatti secondo una ricerca  presentata alla American Society for Microbiology , i malati di tumore al pancreas hanno nella saliva alcuni batteri che non si trovano nella saliva dei non malati, o dei malati di altre malattie pancreatiche e o di altri tumori.Con questo test si potrebbe  finalmente avere una diagnosi tempestiva del cancro al pancreas consentendo un aumento della percentuale di sopravvivenza alla malattia.

In Italia, secondo i dati del Registro tumori italiano 2012,  ogni anno sono oltre 10.000 le persone colpite, negli Stati Uniti  muoiono ogni anno a causa di adenocarcinoma pancreatico 40.000 persone.

La percentuale di malati aumenta dopo i 40 anni e la prevalenza è fra i 60 e gli 80 anni. Alcune ricerche hanno dimostrato che il rischio aumenta se  si  è obesi o in chi fuma, è stata inoltre dimostrata una relazione con il diabete. 

Se diagnosticato nelle prime fasi, il cancro del pancreas ha un tasso di sopravvivenza a 5 anni del 21,5%, il difficile è che questo tumore del pancreas viene quasi sempre diagnosticato quando è già in fase avanzata rendendo le cure inefficaci.

“I nostri studi suggeriscono che i rapporti di particolari tipi di batteri che si trovano nella saliva possono essere indicativi del cancro del pancreas”, spiega Pedro Torres della San Diego State University che ha presentato la ricerca. “I nostri risultati suggeriscono la presenza di un profilo microbico sempre distinto per il cancro del pancreas”.

L’attore Dustin Hoffman è stato operato per l’asportazione di un tumore allo stadio iniziale, adesso sta bene, è quanto ha fatto sapere un suo portavoce senza specificare il tipo di tumore che ha colpito l’attore.

Dustin Hoffman ora sta bene perchè il tumore era allo stadio iniziale ma dovrà essere sottoposto a delle cure a scopo precauzionale riducendo così la possibilità di una recidiva.

Dustin Hoffman nato a Los Angeles domani 8 agosto compie 76 anni è stato due volte premio Oscar per “Kramer contro Kramer”, nel 1979 e “Rain Man” nell’88  proprio pochi mesi fa ha esordito nel ruolo di regista, dirigendo il film “Quartet” un film sulla terza età dell’uomo. Terza, ma non ultima sul podio della vita.

 

Layla Watt – Da diversi mesi si recava in ospedale per dolori addominali e disturbi gastrointestinali. Dopo averla visitata cinque volte, le continuavano a ripetere che non aveva nulla di grave se non la sindrome dell’intestino irritabile. Per questa diagnosi sbagliata, Layla Watt è morta a 19 anni per un tumore. La diagnosi sbagliata da parte dei medici l’ha costretta a soffrire per parecchi mesi, le cure non funzionavano.

Layla Watt – tumore diagnosticato troppo tardi

I medici non sono stati in grado di diagnosticarle il tumore che l’ha uccisa. Layla Watt “era una ragazza allegra e piena di vita” racconta la madre in un’intervista rilasciata al Daily Mail. Nel mese di aprile la donna ha portato la figlia in un’altra clinica dove, dopo diversi esami d’urgenza, i medici hanno scoperto il tumore: a dieci settimane di distanza Layla Watt è morta.  Era una ragazza forte, come era forte la sua famiglia che dopo questa ingiustizia ha deciso di avviare una raccolta fondi per la ricerca del cancro.