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porta a porta

casamonicaSembra proprio che Bruno Vespa l’abbia combinata grossa questa volta, invitando al suo programma di approfondimento serale due componenti del clan Casamonica, che ben si sono prestati a partecipare ad un programma finanziato dalla tv pubblica. La puntata ha infatti ospitato la figlia del boss Casamonica Vera e il nipote Vittorino.

A pochi giorni dal funerale show del boss nella chiesa di Don Bosco al Tuscolano, l’Italia insorge, giustamente, contro una strumentalizzazione del caso che fa male a tutte le persone che vivono nella legalità e che si occupano di combattere le mafie con tutte le loro forze. Molti sono stati, infatti, gli appelli accorati, che invitano la Rai a chiedere scusa e anche a chiudere il programma, come simbolo della lotta contro la illegalità.

Durante la puntata Vera Casamonica ha raccontato la figura di suo padre, dipingendolo come un ‘paciere’, come una persona che ha sempre cercato di mettere d’accoro tutti e ha giustificato la scelta della musica del Padrino in quanto era la canzone preferita dal padre. Le persone per bene insorgono, i partiti politici fanno lo stesso e la gente comune si domanda a che punto siamo arrivati. L’unica persona contenta sembra essere il conduttore Bruno Vespa, che ha registrato con questa puntata uno share galattico, molto maggiore rispetto alla puntata nella quale ospitava il presidente del consiglio Renzi.

Secondo i partiti è inaccettabile che il servizio pubblico spenda il denaro delle persone ospitando persone sospettate di essere legate ad associazioni mafiose, in quanto il messaggio che passa alla popolazione è quello di lassismo. Il problema della mafia nella capitale richiede invece di non strumentalizzare questi terribili episodi, che hanno fatto il giro del mondo e che dipingono l’Italia come il paese della malavita, quasi come una macchietta che in realtà copre la gravità del problema. Vespa corre un po’ ai ripari e nella puntata di questa sera ospiterà l’assessore alla legalità del Campidoglio. Gesto mediatico? Sicuramente sì, ma la messa in onda della trasmissione ha in ogni caso generato una delle pagine più tristi della televisione italiana fin dalla sua nascita.

bruno-vespa-a-porta-a-porta-638x425Bruno Vespa compie 70anni sempre sulla cresta del successo sia come conduttore di Porta a Porta che come autore di libri.

Nasce all’Aquila il 27 maggio 1944, già a 15anni inizia a collaborare con i giornali locali, a 16 incomincia a scrivere di sport sul Tempo della redazione aquilana. Dal 1962 prende il via una collaborazione con la Rai. Si laurea e nel 1968 vince un concorso per radio cronisti bandito dalla Rai e inizia a fare il telegiornale.

In televisione dal 1977 parte da praticante in una galoppata vincente arriva a essere il direttore del tg1, è inviato e conduttore di eventi speciali. Dal 1996 è autore e conduttore di Porta a Porta, un programma di informazione politica, culturale e di attualità, ancora seguitissimo a tutt’oggi. Anche in questa tornata elettorale  c’è stato un gran via vai di politici.

Vespa compie 70anni ma non sembra intenzionato ad andare in pensione, a chi gli cita  David Letterman più giovane di lui di tre anni che ha dichiarato che nel 2015 si ritirerà dalla tv dove il suo show primeggia dal 1980, Vespa risponde che “Letterman ha lasciato dopo 24 anni perché i suoi ascolti erano in caduta libera e la concorrenza aveva conduttori di appeal maggiore. Io sono appena al diciottesimo anno e anche recentemente ‘Porta a porta’ ha dimostrato la sua centralità nel panorama informativo nazionale e ha consolidato la leadership nella sua fascia oraria”..

Vespa è prolifico anche come scrittore, nella sua carriera di scrittore sono ben 27 i titoli dei suoi libri ma come conferma lo stesso autore c’è ne già un’altro in cantiere, a i libri già pubblicati “sono più affezionato a ‘Telecamera con vista’ del ‘93: nessuno ci credeva ed ebbe un successo che ha aperto poi addirittura la collana Mondadori ‘I libri di Bruno Vespa’, dice poi Vespa che quanto ai risultati conseguiti come scrittore ricorda che “hanno venduto 300mila copie ‘Storia d’Italia da Mussolini a Berlusconi’, ‘Amore e potere’ e ‘Donne di cuori’.

Vespa infine, liquida con un fastidio mitigato dal tempo la chiacchera che lo perseguita da anni, secondo la quale sarebbe figlio naturale di Benito Mussolini, concepito quando il Duce era prigioniero a Campo Imperatore: “E’ una tale bufala, i tempi e le circostanze, al di là della onorabilità di mia madre, che non meritava nemmeno una smentita. Ma ho dovuto fronteggiare l’ignoranza con il sorriso”.

Pentimenti e buoni propositi per i suoi 70 anni? “Pentimenti e buoni propositi ce ne sono sempre. Ma sono stato fortunatissimo e spero che la Provvidenza non mi abbandoni”, risponde Vespa. Auguri.