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l43-marò-girone-latorre-140220185717_bigMassimiliano Latorre, il fuciliere di Marina, trattenuto in India da due anni e mezzo insieme a Salvatore Girone,  ha accusato un malore a New Delhi che ne ha reso necessario il ricovero nel dipartimento di neurologia di un ospedale di New Delhi, ove tuttora è trattenuto in osservazione».

Massimiliano Latorre sta meglio e ha ripreso conoscenza, «i sanitari si sono dichiarati soddisfatti di come ha reagito alle prime cure». È ricoverato nel reparto di neurologia di un ospedale a New Delhi ed è assistito dalla famiglia e dai funzionari dell’ambasciata italiana in Indià» lo riferisce Nicola Latorre, presidente della commissione Difesa del Senato, dopo aver parlato al telefono con Salvatore Girone, l’altro marò detenuto in India che ha seguito da vicino l’evolversi della situazione.

«I medici italiani che seguiranno Latorre stanno arrivando a New Delhi insieme al ministro Pinotti – continua – e la situazione sembra essere sotto controllo. Questa ingiusta detenzione in India, che loro sopportano con grande senso di responsabilità, è sempre più fonte di malessere. Auguriamo al nostro fuciliere di rimettersi al più presto e, consapevoli che questo non sia il momento delle polemiche, continueremo a percorrere ogni strada diplomatica già attivata dal Governo per riportarli in Italia».

Durissimo il commento su Facebook di Giulia Latorre, figlia di Massimiliano:
“Si è vero mio padre sta in ospedale xk nn sta bene ed ha avuto una mancanza. Ma voi Italia di **** fateli restare li un altro po’ ! Vi preoccupate di portare qui gli immigrati che bucano le ruote xk vogliono soldi e nn vi preoccupate dei vostri fratelli che combattono per voi, e alcuni perdono la vita. Complimenti Italia, ci state portando alla morte per tante cose!”. Lo ha scritto su Facebook Giulia Latorre, la figlia del marò ricoverato in ospedale in India. Poi il post è stato cancellato

Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, si è recata immediatamente in India «per accertarsi di persona delle condizioni di salute di Latorre ed essere vicina ai nostri fucilieri di Marina e alle loro famiglie».

Ciampi10_352-288Il presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in seguito al miglioramento e alla stabilizzazione delle condizioni cliniche generali, ha lasciato l’Ospedale civile centrale San Maurizio di Bolzano. Lo comunica l’ospedale in una nota spiegando che un’ambulanza della Croce Bianca ha condotto il presidente all’aeroporto di Bolzano da dove raggiungerà Roma per il proseguimento delle cure.

Ciampi, 93 anni compiuti, presidente della Repubblica dal 18 maggio 1999 al 15 maggio 2006, lo scorso 11 luglio aveva accusato un malessere mentre si trovava presso ‘Villa Ausserer’, residenza dell’Esercito immersa nel verde nella zona di Siusi ai piedi dello Sciliar.

Poi era stato trasportato in elicottero nell’ospedale di Bolzano. Una prima diagnosi era stata quella di “ipotensione arteriosa”. L’ex presidente è stato sottoposto anche a un’appendicectomia.

La prognosi era rimasta riservata per alcune settimane ed era stata poi sciolta il 29 luglio.Venerdì 25 luglio, il presidente emerito Ciampi aveva ricevuto la visita del suo successore Giorgio Napolitano che si era recato in ospedale appena giunto a Bolzano prima di iniziare un periodo di vacanza in Val Fiscalina tra le Dolomiti di Sesto.

La direzione del Comprensorio sanitario di Bolzano, il chirurgo dott. Federico Martin, l’anestesista dott. Franco Auricchio, il personale medico e infermieristico dell’Anestesia, diretta dal dott. Peter Zanon e della Pneumologia, diretta dal dott. Giulio Donazzan, ringraziano “la moglie del presidente signora Franca ed i figli Claudio e Gabriella, per la fiducia accordata ed il continuo apprezzamento”.

“Un ringraziamento – aggiunge l’ospedale – va al personale medico di fiducia, Colonnello medico Pietro Dacquino e al dott. Mario Manolfi. Si ringrazia inoltre il personale di scorta, che con discrezione e grande professionalità ha garantito la sicurezza del presidente senza ostacolare le normali attività ospedaliere.

Veneto: Referendum; Zaia, il Consiglio è sovranoAll’ospedale Ca’ Foncello di Treviso è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive un paziente affetto da lebbra.
Il paziente è un uomo di 37 anni di nazionalità bengalese residente in Italia da otto anni,  vive a Quinto con la famiglia.

Le persone che convivono con lui sono state già controllate. Come spiegano i medici, i tempi perché la lebbra si presenti sono compatibili con il trasferimento del cittadino bengalese: “Pensiamo che possa averla contratta in patria. Solitamente, infatti, l’incubazione di questa malattia dura dai 6 agli 8 anni”.

l governatore del Veneto, Luca Zaia, non appena informato dal direttore generale dell’Ulss 9 Giorgio Roberti e dal direttore generale della sanità veneta Domenico Mantoan, ha incaricato quest’ultimo di “alzare al massimo livello la sorveglianza sanitaria, la prevenzione e la profilassi su tutto il territorio, sia a livello ospedaliero che territoriale”.

Il Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 9 ha attivato i protocolli del caso che prevedono la visita dermatologica sulle 5 persone conviventi con il paziente.

“Si tratta di un segnale molto brutto – sottolinea Zaia – che testimonia come purtroppo le nostre preoccupazioni sulla ricomparsa di malattie da tempo debellate fossero fondate.

Una giovane donna morta di Tbc poco tempo fa, oggi questo caso di lebbra – aggiunge Zaia – sono elementi che provano il ritorno di patologie, perlopiù infettive, che qui erano scomparse da 200 anni, nei confronti delle quali l’attenzione del nostro sistema sanitario è e sarà massima.

Il nostro primo obiettivo – prosegue il governatore – è quello di salvaguardare la salute pubblica e quella di ogni singolo cittadino Veneto e lo faremo mettendo in campo tutte le elevate professionalità dei nostri medici e l’intera organizzazione sanitaria ospedaliera e territoriale”.

Liam Payne, uno dei 5 membri della boy band più famosa del momento, i One Direction, è stato portato d’urgenza in ospedale dopo che lo scoppio di una stufetta all’interno del suo appartamento.

La stufetta si trovava al di fuori di un balcone della  casa londinese del One Direction Liam Payne. Si sa che la casa era piena di amici giunti per festeggiare il suo compleanno. Non si conoscono le cause che abbiano portato allo scoppio della stufetta. ciò che è certo è che Liam Payne non era presente sul balcone al momento dello scoppio e al successivo svilupparsi dell’incendio.

Sul posto oltre alle ambulanze che hanno soccorso i feriti, tra cui un amico del giovane cantante Liam Payne, che ha riportato ustioni a mani e viso, sono sopraggiunti oltre 35 pompieri per domare l’incendio che ha totalmente il balcone della lussuosa casa del membro dei One Direction.

Per quanto riguarda Liam Payne pare che non abbia riportato danni fisici ma è stato comunque accompagnato in ospedale per accertamenti preventivi.

Al momento non ci sono dichiarazioni né del management dei One Direction né dello stesso Liam Payne.

 

Sara Tommasi rientrata da Milano ieri sera in compagnia del suo fidanzato Stefano Ieradi, con il quale è ritornata insieme da poco, ha dato segno di non stare bene a causa di repentini sbalzi d’umore che la facevano passare da uno stato di euforia alla depressione.

Ospedale San Martino – Morte inaspettata ieri a Genova, dove una donna di 60 anni è morta in sala operatoria mentre i medici le stavano sostituendo un impianto defibrillatorio sottocutaneo. Poco dopo la morte, la Procura ha aperto immediatamente un’inchiesta per chiarire i fatti e stabilire se ci sia stata qualche negligenza durante l’intervento. Ad indagare sulla morte della 60enne è il pubblico ministero Vittorio Ranieri Miniati.

Genova – fascicolo per omicidio colposo contro ignoti

Il tutto è accaduto nella giornata di ieri all’ospedale San Martino di Genova. La paziente era in buone condizioni, ma ad un tratto le cose si sono complicate. Il pm ha così aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti e ha inoltre sequestrato la cartella clinica della paziente. Ad avvisare il magistrato in merito al decesso è stato lo stesso ospedale. Domani verrà eseguita l’autopsia per stabilire di cosa sia morta la donna 60enne.

  Ancona: falso allarme bomba a ospedale. Pochi minuti dopo le 6 e 30 di questa mattina, una telefonata anonima al 115, numero dei vigili del fuoco, per segnalare la presenza di un ordigno nel reparto di neurologia dell’ospedale di Torrette di Ancona. L’allarme bomba è rientrato intorno alle ore 9 dopo che le ricerche di polizia e carabinieri nel reparto indicato nella telefonata non hanno portato al ritrovamento di alcun tipo di ordigno. Falso allarme quindi, le forze dell’ordine indagheranno sulla telefonata ricevuta dai vigili del fuoco.

La stessa struttura, negli anni passati, era stata protagonista di altri episodi: ad esempio un principio di incendio, probabilmente per cause accidentali, e nel 2000 una serie di roghi dolosi.

  Staminali: raccolta firme a Brescia. E’ in corso in questo momento, davanti agli Spedali Civili di Brescia, la raccolta firme una raccolta firme per una petizione popolare a favore del ricorso alle cure compassionevoli con cellule staminali adulte secondo il metodo della Stamina Foundation. La raccolta si muove quindi contro il decreto Balduzzi, il ministro della Salute. All’iniziativa stanno partecipando tra i tanti anche molti genitori di bambini malati, soddisfatto anche il promotore della petizione, Manuele Bozzoni, che ha dichiarato: “Sentivo di dover fare qualcosa per questi bimbi. Vorrei che la gente lottasse con noi”.