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Maxxi

10563143_732148650190664_7050757988055492386_nL’opera, esposta al Maxxi di Roma, ha provocato le proteste dell’Osservatorio sui diritti dei minori, perchè ritenuta pedopornografica. Attraverso il suo presidente, Antonio Marziale, l’Osservatorio ha segnalato al ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, la presenza della scultura, chiedendo garanzie affinché “non venga mai più esposta”.

I fratelli Chapman sono noti per le loro opere provocatorie e dissacranti, che, oltre a far il giro del mondo, hanno raggiunto quotazioni da capogiro. La scultura in questione raffigura due ragazzine nude, una delle quali adagiata sulle spalle dell’altra, dalla cui bocca fuoriesce un membro maschile, la creazione denominata “Piggyback”, ospitata al Maxxi di Roma, è finita nel mirino dell’Osservatorio sui Diritti dei minori, che ne ha chiesto la rimozione.

L’Osservatorio ha segnalato la presenza dell’opera al ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, definendola pedopornografica
“Non vogliamo attentare alla libertà di espressione artistica – ha spiegato il presidente dell’associazione, Antonio Marziale -, ma evitare che dietro il paravento dell’arte si promuovano raffigurazioni a chiaro sfondo pedopornografico. Tutti dovremmo essere concordi nel promuovere una cultura antitetica alla pedofilia – ha proseguito Marziale -, senza provocazioni di sorta, per questo chiediamo garanzie che la presunta opera non verrà mai più esposta”.

All’Osservatorio ha risposto Anna Mattirolo, direttore del Maxxi Arte: “La crudezza fa parte del lavoro dei Chapman, da sempre caratterizzati da opere che denunciano una realtà malata, che mettono in discussione la falsa moralità e vogliono suscitare dibattito e crediamo fermamente e sosteniamo la libertà di espressione degli artisti”.
Il museo, ricordando che l’opera dei fratelli Chapman “è sempre stata segnalata con avvisi esposti in biglietteria, al punto informativo, e dal personale di sala istruito per informare le famiglie in visita con minori”, ha comunque deciso di anticipare di qualche giorno la sostituzione dell’opera, che rientra in una turnazione espositiva.

“Si tratta di una soluzione parziale che non ci sentiamo di condividere”, ha replicato Marziale ribadendo la necessità di non esporre più la scultura.