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Ghirelli Tommaso_1Il vescovo di Imola, Tommaso Ghirelli, ha affidato il suo pensiero a una lettera pubblicata questa settimana sul Nuovo diario messaggero. Ma alcune sue frasi hanno destato turbamento. Il vescovo infatti chiede una presa di posizione pubblica, di condanna, da parte degli islamici nei confronti delle notizie che ogni giorno arrivano dai Paesi Arabi. E nel farlo, lancia come un ultimatum: se non lo fanno, gli islamici dovrebbero avere il coraggio di andarsene da Imola e dall’Italia.

Prima di tutto, per monsignor Ghirelli, viene il “dovere di proteggere la vita e la libertà delle persone, ed è per questo motivo che i musulmani presenti tra noi devono esprimersi contro le persecuzioni e gli atti di crudeltà in certe aree del mondo. Altrimenti dovrebbero avere il coraggio di allontanarsi dalle nostre terre, perché nessuno vuole avere nemici in casa”.

Nella sua lettera, il vescovo di Imola si rivolge ai politici: “Avete il dovere di proteggere e difendere non la supremazia, ma la vita e la libertà delle persone, altrimenti pagherete caro ogni silenzio ed atteggiamento di viltà. E noi cittadini finiamola di prendercela in blocco con gli stranieri.

Chiediamo piuttosto agli islamici presenti tra noi di dimostrarsi uomini d’onore, di prendere posizione pubblicamente contro le persecuzioni e gli atti di crudeltà. Sappiamo – conclude – che sono intimoriti dagli integralisti ma è arrivato il momento di rompere il circolo vizioso dei soprusi, superando sia il buonismo sia l’intolleranza”.

Non si registrano al momento prese di posizione ufficiali della Comunità islamica, ma il presidente della Casa della Cultura, Mohamed Sabir, avrebbe in animo di affrontare queste argomentazioni l’11 settembre in occasione della cerimonia per commemorare la strage nelle torri gemelle di New York

raoul-bova-rocio-645Questa è la lettera scritta dall’avvocato Annamaria Bernardini de Pace sulle pagine de Il Giornale e indirizzata all’ex genero Raoul Bova, separato da pochi mesi con la figlia Chiara Giordano.

Una lettera intrisa di dissenso e risentimento, nella quale finalmente porta alla luce la sua verità sopraggiunta come un fulmine a ciel sereno quando il noto attore ha deciso di vivere alla luce del sole la storia d’amore con Rocío Muñoz Morales.

“Caro genero, mi sai indicare il momento in cui da genero devoto sei diventato degenero? Forse quando hai giurato sulla tua bambina che non avevi tradito mia figlia, o quando, molto tempo prima, in segreto, l’avevi già tradita? O giorno per giorno, progressivamente, quando hai cominciato a snocciolare bugie, a trascurare la famiglia, a lamentarti di ogni cosa, a fingere una crisi esistenziale? O ancora prima, quando hai deciso di sposarti senza conoscerne le responsabilità? La verità soprattutto, per piacere

“Lo so che ti sto sui nervi perché sono diventata un occhio giudicante, come ami dire per difenderti e attaccarmi insieme. Ma ti pare che io, la mamma di tua moglie, la nonna della mia adorata nipotina, la persona che vi ha curato la bimba ogni giorno finché tu non hai guadagnato abbastanza da permetterti finalmente una tata, non abbia il diritto di ragionare, criticare e mettere in ordine ciò che è successo? […] Tu e mia figlia vi siete conosciuti, piaciuti, poi sposati, diventati soci nella vita e in qualche modo nel lavoro. Poi arriva un’altra e la vita di tutti e tre cambia. […]

Mi sembra di sentire a questo punto le tue eccezioni e contestazioni: «Che importanza ha? È successo e basta. E quando io ho conosciuto l’altra, la storia con mia moglie era finita, perché litigavamo sempre. Lei è prepotente e pretenziosa, io sono mite. E poi, la verità è irraggiungibile e comunque soggettiva. La verità è ciò che ciascuno percepisce degli accadimenti. È indimostrabile, ha sempre un’altra faccia. Non esiste di per sé. Se la verità di mia moglie è un’altra, è altrettanto indimostrabile».Tutte cazzate. Quelle che tu diresti in proposito, e che hai già avuto modo di elencare.

Menzogne opportunistiche che dimostrano anche la tua irriconoscenza verso tua moglie: grazie a chi sei diventato direttore da semplice impiegato? Ai tuoi meriti inesistenti, o alle capacità di una moglie impegnata a organizzarti cene, incontri, modo di vestirti, lezioni di francese? Lei sì è stata responsabile di te e della Vostra famiglia. Tu lo sei stato? Prima di slacciarti i pantaloni fuori dalla tua casa, hai pensato che impatto avrebbe avuto questa patetica scena nella vita della tua famiglia? Raccontarsi la verità, in questo caso l’altra faccia di quello che slealmente stavi facendo in quel momento, avrebbe dato un senso alla tua fragilità, agli errori che avevi fatto e stavi per compiere, al dubbio, all’ansia di vivere, al bisogno di capire.

E allora dimmi: se questo è quanto emerge da un procedimento logico semplicissimo (fatti obiettivi, comportamenti soggettivi, conseguenze per entrambi) come possiamo tutti sopportare le tue fantasiose accuse e la tua lagna ostinata? Cioè che hai sempre amato tua moglie, ma lei è cambiata; che vostra figlia è stata messa da lei contro di te; che è triste lavorare solo per mantenere i loro capricci e intanto vivere lontano dalla famiglia, che l’altra non c’entra con la separazione?

Queste affermazioni non sono la verità obiettiva, sulla quale potrei anche ragionare, riconoscendo errori e pregiudizi. Posso anche concederti che mia figlia è rigida. Ma non basterebbe. Dovresti riflettere che lei è umiliata, incredula, confusa, abbattuta dal dolore, indignata dalle tue non qualità. Impossibilitata ad avere con te un atteggiamento generoso. Perdonare? «Per donare», cioè; farti un regalo: Perché? Perché l’hai tradita? Perché hai abbandonato vostra figlia? Sarebbe folle e masochista, non invece coerente e onesta com’è

Posso anche prevedere che tu finalmente un giorno giudicherai uno sbaglio quello che hai fatto. Ma dovrai completare questo tuo giudizio osservando che la ripetizione ottusa dello sbaglio suggerisce la presunzione o l’idiozia di chi ci ha messo tanto a capire il proprio errore. Posso accettare, con un po’ d’imbarazzo, che tu abbia deciso di estraniarti dalla tua vita, dalla tua famiglia, e dal tuo modo di essere per una tipa dalla quale sei stato soggiogato in modo indecente.

Ma questa circostanza, il fatto cioè che tu da irresponsabile, egoista e sleale, non ci abbia pensato prima di combinare il disastro, non depone a favore dei valori e dell’onestà mentale di cui ti accreditavo un tempo. E mia figlia non può accontentarsi di un uomo che nasconde il nulla sotto uno spesso strato di vigliaccheria.

E tua figlia adolescente, che ha sei anni meno della tua complice nel tradimento familiare, non può stimare un padre che si è giocato la famiglia. Perdendo. In cambio soltanto di un corpo giovane, come il suo. Sono certissima invece che tu non vivrai mai più sereno senza la famiglia che hai svenduto ai tuoi capricci.

Senza la devozione, la sincerità, l’allegria, persino le polemiche furiose di tua moglie, con le quali avete dato un’impronta irripetibile e gustosa alla vostra vita insieme. Senza l’ammirazione incondizionata della tua bambina, ormai signorinetta, e i suoi racconti quotidiani, sarai infelice, non avrai più fiducia nell’altra giovane donna; avvertirai la precarietà e il vuoto.

Capirai, infine: ci sarà in quel momento la percezione della mancanza dell’amore. Dell’amore della tua famiglia, dopotutto. È l’unica verità cui arriverai da solo, dopo aver sgombrato il campo da tutti gli errori e le menzogne che hai prodotto inesorabilmente.
L’ultima verità te la dico io, perché tu non abbia ripensamenti: l’amore di tua moglie per te è morto. Ammazzato da te, dalle bugie, dalla viltà, dai dolori generosamente inferti come colpi di maglio su di un bambino allegro e giocoso.

Piangilo pure, per sempre, questo bimbo che hai prima ucciso e poi preso a calci, pensando stoltamente che forse sarebbe potuto risorgere, prima o poi. Non ti resta, infatti, che la verità. Per sua natura, inesorabile. Ma non so proprio se tu avrai mai il coraggio di guardarla. Hai tanto predicato il senso della famiglia e ora hai lasciato a tua figlia solo il bruciante senso dell’abbandono. Non hai né fegato né cuore, mio caro genero, o degenero per meglio dire. La tua forza, anche sessuale, dura per il tempo di uno spot. Sei un uomo a breve termine di conservazione. Scaduto!

fabrizio-corona-carcereNella serata di ieri sulla 7 nel programma “in Onda” si è parlato di Fabrizio Corona, durante il collegamento ha raccontato le condizione di Fabrizio.
“È in un momento down. È stata rifiutata un’istanza che hanno fatto gli avvocati per una possibilità di affidamento. Tutto questo lo ha fatto cadere in una grave depressione.

Fabrizio è stato colui che ha pagato per l’intero sistema del berlusconismo. Sicuramente su di lui sono stati dati giudizi morali che sono stati confusi con quella che è stata la pena, assolutamente ingiusta rispetto alle cose che ha fatto.
La sinistra sicuramente non ha parlato di lui, perché lui rappresenta questo. La destra non l’ha difeso, perché lui non è uno che appartiene alla Casta. Sono schifata”.

E’ intervenuto anche Marco Travaglio, che nei giorni scorsi aveva chiesto la grazia per Fabrizio Corona. Il giornalista è tornato a ribadire la sua posizione rispetto a questo caso:

“Fabrizio Corona è un caso di una persona molto famosa, ma non potente. Per le persone non potenti in questo anno è stata cambiata la giustizia. A rigore di norma c’è una giustizia per i potenti molto molto molto blanda, tendenzialmente depenalizzata, e per le persone non potenti una giustizia assolutamente inflessibile. Mi è venuto in mente il caso di Corona quando hanno assolto Berlusconi.

Non sussiste un’intimidazione di un Presidente del consiglio per rilasciare una minorenne arrestata. Mi chiedo che intimidazione ci sia allora per un agente di paparazzi, quando un calciatore gli dà 25.000 euro che guadagnava in 20 minuti. C’è un signore che sta riscrivendo la Costituzione e un signore che deve farsi 13 anni di reclusione e non può accedere a un percorso terapeutico e rieducativo, restando in carcere in compagnia di boss mafiosi. E’ chiaro che c’è una sproporzione. A rigor di legge è chiaro che è un’estorsione andare da un uno minacciandolo con delle foto. Ma in passato è stata data la grazia a personaggi ben più pericolosi”.

Gabriella ha letto alcuni stralci di una lettera che Fabrizio le ha scritto dal carcere di massima sicurezza in cui si trova:

“Che cosa mi hanno fatto? Cosa sono riusciti a farmi? Non è giusto, è allucinante, è incredibile, è schifoso. Sono quasi due settimane che non esco più dalla cella, che non dormo più, che non vado più all’aria, che non partecipo più a nessuna attività, che non parlo più con nessuno.

A malapena mangio, ho lo sguardo fisso e perso nel vuoto. Ho fatto da incensurato 107 giorni di carcere preventivo in regime di massima sicurezza. Quell’incarcerazione mi ha rovinato la vita. Non sono uno stinco di santo, è vero, mi sono preso le mie responsabilità, mi sono fatto la galera. […]
“Soltanto una settimana fa mi hanno aumentato la pena in appello da 3 anni e 4 mesi a 5 anni, e condannato con un’aggravante che si dà ai criminali pericolosi. […] La vita è una sola e non si può morire marcire dentro una cella costretto a non fare nulla solo perché sei antipatico o hai pestato i piedi a qualcuno troppo potente. Non mi possono anche vietare di rieducarmi. Non è giusto. E io ora dico basta. Voglio giustizia e sono pronto a sacrificare tutto. Anche la mia vita”.

michael-schumacher-e-Corinna-Betsch-638x425Corinna Schumacher in occasione del gran premio d Germania parla al cuore delle tante persone che in questi mesi hanno mostrato il loro sostegno nei confronti di Michael.

La moglie dell’ex ferrarista dopo l’incidente di Michael aveva preferito restare lontana dai media per dedicarsi completamente al marito, lasciando alla portavoce Sabine Kehm, le comunicazioni ufficiali sullo stato di salute di Schumi.

Corinna aveva rotto il riserbo solo qualche settimana fa, quando per la prima volta aveva parlato delle condizioni del marito.

Tornata a sorridere nei recenti scatti pubblicati dalla rivista Bild, Corinna ha voluto ringraziare tutti coloro che sono stati vicino al Campione tedesco attraverso una lettera aperta pubblicata sulla rivista ufficiale del GP di Germania.

La lettera di Corinna
“Cari amici sportivi, questo messaggio è per tutti voi che avete vissuto con passione e insieme a lui gli anni di Michael nel motorsport, e che l’avete supportato negli ultimi sei mesi al di fuori della pista.
Il GP di Germania mi dà l’opportunità di ringraziarvi tutti per gli auguri e l’energia positiva che avete continuato a inviare a Michael. Devo dire che la vostra partecipazione ci ha letteralmente travolti! È bello sapere che insieme stiamo affrontando il periodo più difficile!
Adesso ci troviamo ad affrontare una fase che presumibilmente richiederà molto tempo. Crediamo che, al pari di tanti anni in Formula 1, il tempo sarà alleato di Michael in questa battaglia. Fino ad allora, voglio augurare a voi e le vostre famiglie tutto il meglio possibile.
Auf Wiedersehen,
Corinna Schumacher