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benefici-olio-di-olivaSi tratta molto probabilmente di un compromesso, perché l’Unione Europea ha scelto di dare il via all’incremento di importazione dell’olio di oliva tunisino, adottando però nel testo emanato alcune manovre per tutelare i coltivatori e i produttori nostrani. La volontà è quella di dare una mano a uno Stato che è stato letteralmente messo in ginocchio dai recenti episodi di terrorismo, ma che da sempre è amico dell’Unione e strategico collaboratore nel nord Africa.

Lo scotto da pagare si rivelava all’inizio delle trattative sulla questione molto alto per i produttori locali, già in difficoltà per le crisi di mercato e per la scarsa produzione, quindi l’Unione ha deciso di stilare un testo che potesse permettere di aumentare l’importazione, senza danneggiare profondamente le produzioni locali di olio d’oliva.

L’Europarlamento ha quindi dato il via libera all’import extra di 35mila tonnellate di olio d’oliva per l’anno in corso, limite che sarà mantenuto anche per il 2017. Le condizioni da rispettare sono però due: la prima è che si tratti di una manovra limitata a questo periodo di tempo e non prorogabile in futuro e la seconda interessa la provenienza dell’olio, che dovrà essere esclusiva della Tunisia e non delle regioni vicine. Questa seconda clausola si impone di limitare le truffe, perché i produttori poco trasparenti potrebbero modificare la nazionalità ad oli tunisini che hanno un’origine incerta e spacciarli per olio di oliva greco, spagnolo o italiano.

Il provvedimento è stato quindi approvato ad ampia maggioranza e dovrà ora essere riesaminato dal Consiglio Ue. Secondo i rappresentanti italiani si tratta di modifiche importanti, che riaprono la partita sulla questione dell’olio di oliva tunisino che tanto è stata dibattuta negli ultimi tempi. Il successo è buono per i produttori tunisini, soprattutto per quelli virtuosi che lavorano bene e d’altro canto salvaguarda i produttori locali dall’entrata in mercato di un competitor con il quale sarebbe difficile confrontarsi, almeno nel presente.

Anche Federica Mogherini ha considerato positiva questa scelta, perché secondo la rappresentante UE si tratta di una manovra che può aiutare lo stato tunisino nel breve termine senza danneggiare l’economia europea e locale. In fin dei conti, la questione si è conclusa con il giusto compromesso e ore spetterà ai consumatori scegliere che prodotto acquistare e portare sulle loro tavole.