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ali condanna a morteAnonymous, collettivo di hacker internazionale, si è scagliato contro la scelta del governo saudita di condannare a morte il giovane Ali Mohammed al-Nimr, colpevole secondo lo Stato di aver partecipato alle manifestazioni della primavera araba e di aver incitato gli amici e i conoscenti a partecipare alla rivolta mediante l’impiego di messaggi di testo. Il giovane, al tempo dei fatti sedicenne, è stato condannato alla pena di morte per crocifissione e al taglio della testa, un rituale particolarmente cruento che in questi giorni sta tenendo col fiato sospeso milioni di persone in tutto il mondo.

Il collettivo Anonymous ha quindi scelto di intervenire, e nel fine settimana passato ha dato il via ad una serie di attacchi hacker ai siti del governo saudita. La promessa è chiara, perché Anonymous ha dichiarato che non si fermerà fino a che non sarà ritirata la condanna a morte del giovane saudita e ha minacciato di colpire le infrastrutture del paese attraverso attacchi informatici di grande portata.

La condanna a morte del giovane Ali aveva già mosso molte persone, con la petizione su Avaaz intrapresa da un italiano e la richiesta da parte del governo di Cameron di bloccare questa inaudita barbarie. Anche Anonymous ha scelto di unirsi alla battaglia, pubblicando due video, uno in data 22 settembre e uno in data 26, nei quali afferma che migliaia di persone muoiono ogni anno per mano del governo saudita e per questo motivo esso sarà punito. ‘Noi non perdoniamo, noi non dimentichiamo, aspettateci’ è la chiusura del collettivo, che promette un attacco in grande stile se la notizia dell’avvenuta decapitazione sarà confermata. Il collettivo di hacker si prepara quindi a colpire una serie di obiettivi prefissati, dopo aver attaccato ben venti siti governativi e aver oscurato momentaneamente la Banca dello Sviluppo del paese, un piccolo assaggio di ciò che potrebbe accadere se l’esecuzione del giovane Ali si tramutasse in realtà.

montecitorioNon è uno scherzo, i protagonisti dell’Hackathon sono proprio entrati a Montecitorio invitati dalla presidente Laura Boldrini.

Sono centocinquanta sviluppatori di software e grafici web, passeranno tre giorni alla Camera mettendo a disposizione di tutta la comunità i loro talenti per trasformare in concreta risorsa i dati accessibili resi disponibili dalla Camera  già dal 2011.

Dopo una breve formazione gli hacker hanno già fatto i «pitch» (le proposte): può partire la maratona Hackathon sugli Open Data, individuale o a gruppi. I migliori tre saranno premiati con gadget informatici. Bisognava farlo, visto che dal 19 marzo 2013 anche tutti i dati e documenti delle pubbliche amministrazioni senza l’espressa adozione di una licenza d’uso si intendono rilasciati come dati aperti “Open data by default”. Ognuno può usare questi dati: significa che chi avesse intuito le genialità avrebbe una fonte ricchissima d’informazioni per sviluppare applicazioni, sicuramente utili alla comunità, ma anche capaci di produrre reddito al suo inventore. Chiunque può attingere al catalogo, che è su www.dati.gov.it e che al momento contiene 8541 «dataset» di 72 amministrazioni.  

Ecco un esempio guardando i dataset  pubblicati,  la Regione Friuli Venezia Giulia rende fruibile la lista delle strutture di tipologia “Affittacamere certificate”. Se in quella regione ci fosse un nerd particolarmente capace  e intenzionato a sviluppare un’app per smartphone, utile per esempio a studenti fuori sede, o a particolari flussi turistici, avrebbe a disposizione, e gratuitamente, un flusso di dati da cui iniziare a progettare.  

Degli studenti d’informatica di un istituto di Cuneo hanno lavorato sugli open data di un consorzio di trasporti locale e hanno realizzato un’app che permette di pianificare il viaggio in autobus nella loro provincia.

E’ certamente un’ottima idea riunire tutti questi cervelli, menti giovani che sanno spaziare verso nuovi orizzonti della tecnologia e trovare forse proprio loro la ” killer application”.

 

 

anonymousAttacco Hacker – La procura di Roma ha spiegato i 4 arresti degli scorsi giorni aprendo un fascicolo. Stiamo ovviamente parlando dell’attacco hacker che ha causato il blocco del sito del Tribunale di Roma negli scorsi giorni, attacco che è poi stato rivendicato da Anonymous, gruppo di attivisti che da anni terrorizza il mondo con i suoi attacchi.

Anonymous – indaga la polizia postale

La procura di Roma ha aperto così un fascicolo. Il procuratore aggiungo Giancarlo Capaldo, una volta ricevuta la denuncia, ha dato l’incarico alla polizia postale di Roma di effettuare tutti gli accertamenti del caso per risalire ai colpevoli. Oltre agli atti della denuncia, è stata allegata al fascicolo anche la rivendicazione di Anonymous.

george hotz professione hackerMeglio conosciuto come Geohot, il vero nome è George Hotz, diventato famoso a soli 17 anni per aver trovato il metodo per sbloccare l’hardware dell’ iPhone, prosegue la sua carriera con l’exploit sulla Playstation 3, attirandosi l’ira della Sony.

George Hotz è per un vero o per l’altro, unico nel suo campo e come tanti adolescenti ha sperimentato un po’ di tutto dalle droghe alla voglia di rivalsa contro le autorità, ma nel 2011 precisamente l’11 gennaio è stato citato in giudizio dalla Sony, attirando così l’ira di tutta la comunità degli hacker, in primis il famoso LulzSec, che hanno protestato a modo loro.

Adesso George Hotz è diventato un manifesto hacker, un portabandiera degli hacker attivisti e ha ispirato addirittura un movimento che sta crescendo e che, checchè se ne dica, attualmente è fuori controllo.