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tarantola johnny cashNon di rado la scienza ‘gioca’ ad affibbiare nomi curiosi alle sue invenzioni, ma questa volta si tratta di una questione un po’ diversa, perché sembra proprio che i ricercatori statunitensi si stiano sbizzarrendo a dare nomi di cantanti e personaggi famosi del presente e del passato alle nuove specie di animali che vengono scoperte. Si tratta di nomi molto curiosi, che meritano attenzione e che possono strappare un sorriso, perché il più delle volte sono legati alle caratteristiche della star di riferimento.

Ecco quindi arrivare la tarantola Johnny Cash, che come simpaticamente affermano gli scienziati che l’hanno scoperta non sa né cantare né ballare, ma ha un animo folk molto forte. Il tributo, in questo caso, è stato fatto perché il pericoloso esemplare è stato trovato nei pressi del carcere di Folson, dove il cantante tenne il suo famoso concerto per i detenuti alla fine degli anni ‘60.

E ancora, gli appassionati di scienze non si saranno fatti scappare la scoperta del coleottero che grazie alle sue fattezze è stato ribattezzato con il nome del più grande villain della storia del cinema di fantascienza, ovvero il comandante Lord Vader. Si tratta solo di alcuni esempi di animali nuovi, che sono stati catalogati dai ricercatori e i cui nomi sono evocativi di personaggi che hanno in comune con loro fattezze speciali e molto spesso la bellezza.

E’ il caso di una specie di vespa solitaria, che è stata chiamata Greta Garbo vista la riluttanza dell’attrice nei confronti del matrimonio e delle relazioni fisse. E mentre l’attore Harrison Ford ha come omonima una bella formica, il fondatore di playboy Hugh Hefner non poteva che dare il nome a una specie di coniglio nano.

E’ interessante sapere che ben tre politici degli Stati Uniti hanno visto affibbiare il loro nome a tre tipologie di scarafaggi diversi. Si tratta in ordine dell’ex presidente Bush e dei politici Cheney e Rumsfeld. E la carrellata può completarsi con una specie davvero molto bella e particolare, che da oggi porterà il nome della bella attrice Kate Winslet. Il coleottero Agra Katewinsletae è infatti un vero omaggio ai colori e alla grazia della natura.

animali umoristiSembra proprio che ridere e godere dell’umorismo non sia una prerogativa dell’homo sapiens, in quanto molti animali amano ridere e gustarsi i momenti di gioia, nonché provare delle sensazioni e dei sentimenti che si pensavano appannaggio del solo essere umano.

Gli animali sono quindi dotati del cosiddetto ‘sense of humor’? Stando a quanto pubblicato dalla Global Animals nella sua ultima ricerca pare proprio di sì. La riposta affermativa è frutto di decennali ricerche che non hanno solo coinvolto le risate animali, ma anche la genesi del ridere umano. La risata dell’uomo sembra infatti essere un retaggio di un comportamento adottato dalle scimmie che manifesta relax e divertimento, una sorta di raschiamento legato al respiro, che nei secoli di evoluzioni si è trasformato nella nostra risata attuale.

Le scimmie sono l’esempio di animale che più sa divertirsi, in quanto non solo le scimmiette se la ridono di gusto, ma sanno anche fare battute e associazioni di tipologia umoristica. Prova ne è la comprensione della gestualità e la comunicazione che avviene con gli esseri umani negli esemplari che sono stati parzialmente addomesticati. Anche i ratti possiedono il loro sense of humor, come afferma il ricercatore dell’università del Colorado Marc Bekoff, il quale ha redatto il volume The Emotional Lives of Animals, La vita emozionale degli animali, dove spiega come gli animali siano portati a ridere e anche a scherzare con particolari fatti della vita di ogni giorno.

Secondo Bekoff tutti gli animali mammiferi sono dotati di un loro speciale umorismo. Quando i topi giocano e si divertono emettono, infatti, uno squittio molto speciale, che non è udibile dall’uomo in quanto posizionato attorno ai 50 kiloheartz. Molte ricerche hanno altresì dimostrato che le api tendono ad essere pessimiste, che i cani comprendono le ingiustizie e che molti ragni dimostrano forti emozioni con cambiamenti di comportamento. Gli animali sono quindi emozionali, molto più di quanto possiamo aspettarci. Come riconoscerlo è tutt’altra questione, in quanto ogni specie si comporta e manifesta i sentimenti a suo modo, con comportamenti e movenze spesso incomprensibili all’essere umano.

391228_10150375573304828_805819827_8300275_57599954_nNascere e crescere in un ambiente rurale, magari in una fattoria con tanti animali, diminuisce sensibilmente il rischio di contrarre malattie infiammatorie intestinali fastidiosissime e croniche, come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn.

Lo rivela una ricerca – “Place of upbringing in early childhood as related to inflammatory bowel diseases in adulthood: a population-based cohort study in Northern Europe” (Il luogo dove si cresce nella prima infanzia correlato a malattie infiammatorie croniche intestinali in età adulta: uno studio di coorte sulla popolazione nel Nord Europa) – svolta presso l’Università di Aarhus, in Danimarca, pubblicata dallo “European Journal of Epidemiology”.

Lo studio, condotto dalla dottoranda Signe Timm per il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università di Aarhus, si è basato su un campione molto vasto: 10864 persone – provenienti da Danimarca, Norvegia, Svezia, Islanda ed Estonia – nate nel periodo 1945-1971.
Ai partecipanti è stato somministrato un questionario per conoscere il luogo nel quale avevano trascorso i primi cinque anni di vita; i ricercatori hanno poi confrontato i risultati con quelli delle persone che avevano trascorso la loro prima infanzia in un ambiente urbano.

I risultati Visto l’aumento della patologie sulle quali stiamo indagando possiamo dire che ci sia “una correlazione tra tale fenomeno e la crescente urbanizzazione, dato che sempre più bambini crescono in ambienti urbani”, ha spiegato la dottoressa Timm. Le persone nate dopo il 1952 che hanno trascorso i primi cinque anni della loro vita in una fattoria con animali d’allevamento sono risultate molto meglio protette contro le malattie infiammatorie croniche intestinali più comuni rispetto alle persone nate precedentemente.

Il discrimine temporale si spiega facilmente: molto probabilmente, nelle generazioni precedenti, non c’erano grandi differenze tra il crescere in una città o in un paese rurale. Spiegazioni Lo sviluppo del sistema immunitario si perfeziona proprio durante i primi anni di vita: logico pensare che le influenze ambientali abbiano un effetto determinante nel processo.

In realtà lo studio dell’Università di Aarhus non rivela le ragioni eziologiche delle differenze registrate tra i “rurali” e i “cittadini”. Però, a questo proposito, i ricercatori hanno sviluppato una teoria secondo la quale l’esposizione a un’ampia varietà di microrganismi permetterebbe un più compiuto sviluppo del sistema immunitario. Proprio come è stato appurato per patologie respiratorie come l’asma o per le tante allergie che affliggono l’umanità industrializzata.

“L’ambiente microbico, tra città e campagna, si è molto differenziato nel corso del XX Secolo – conclude la dottoressa Timm – oggi siamo tutti esposti a molti meno batteri differenti negli ambienti urbani. Ciò potrebbe in parte spiegare i nostri risultati”.

veginromeDal 13 al 15 giugno a Roma si terrà la prima edizione del Festival Vegano, un’occasione per tutti, non solo per chi ha già intrapreso questo stile di vita,  fondato su un’alimentazione priva di animali e dai derivati dal loro sfruttamento
Un appuntamento per conoscere lo stile di vita vegano e apprezzare le molte specialità culinarie preparate in un clima di festa con eventi dedicati ai bambini, musica dal vivo, dibattiti, conferenze e anche corsi.
Ecco la locandina dell’evento:
All’interno di un’area riscattata dal suo passato, dal 13 al 15 giugno 2014, presso la
Città dell’Altra Economia – ex mattatoio di Testaccio, si terrà la prima edizione delVEGinROMEil festival Vegano di Roma.
Con quest’evento si vuole portare nella città eterna una testimonianza concreta della cultura vegana ed antispecista, un’ideologia proiettata verso un mondo libero da ogni sfruttamento, discriminazione ed uccisione di esseri viventi, senza alcuna distinzione di specie.
Un’occasione speciale d’incontro e di condivisione per tutti, non solamente per chi ha già abbracciato questa filosofia di vita fondata su un’alimentazione priva di animali e derivati dal loro sfruttamento, in una continua ricerca di armonia ed equilibrio con tutte le altre forme di vita presenti sul nostro pianeta.
Perché il veganismo non è una rinuncia bensì una conquista, una scelta consapevole, un arricchimento della propria dieta alimentare, con benefici per la salute ma, soprattutto, è il raggiungimento di una più ampia visione della vita, degli orizzonti di percezione e considerazione del mondo, con tutti i suoi abitanti.
Il VEGinROME sarà quindi anche un’occasione per tutti coloro che vogliono conoscere gli aspetti di una nuova cultura che si sta diffondendo nella nostra società, apprezzandone le varietà culinarie nei diversi punti ristoro, tra stand informativi, vendita di prodotti cruelty-free, corsi, mostre, conferenze, dibattiti, intrattenimenti (anche per i piccini) ed ottima musica dal vivo…
…il tutto, in un clima di aggregazione e di festa.
Vi aspettiamo al VEGinROME.