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Aids

-Se ieri ancora c’era qualche speranza per l’infermiera di Madrid colpita dall’ebola, oggi le sue condizioni sono date in peggioramento. E sono altri i casi sospetti in tutto il mondo, perfino in Australia. Un’epidemia che si sta lentamente diffondendo in tutto il mondo, e sta diventando pandemia. Il terrore intanto dilaga, e a New York gli addetti alle pulizie degli aeroporti hanno persino incrociato le braccia per paura del virus.

In Gran Bretagna sono stati introdotti controlli rafforzati dei viaggiatori provenienti da Liberia, Sierra Leone e Guinea in aeroporto, e anche in alcune stazioni ferroviarie. Pare che in Macedonia sia deceduto un cittadino britannico sospettato di aver contratto l’Ebola, ma si devono attendere analisi più certe in merito, probabilmente dopo l’autopsia.

Casi di Ebola, o almeno sospetti per ora, sono stati registrati anche in Francia, dove un edificio dell’assistenza sociale a Cergy-Pontoise è stato completamente isolato, dopo che una persona ha mostrato sintomi simili a quelli di chi ha contratto Ebola.

In Italia è in osservazione un medico di Emergency rientrato dalla Sierra Leone; si parla solo di precauzioni, però, per il momento. E una voce autorevole come quella di Thomas Frieden, direttore dei Centri americani per il Controllo e la Prevenzione della Malattia (Cdc), ci riporta che “in trent’anni di lavoro nella sanità pubblica, l’unica situazione simile a questa è stata quella con l’Aids“. Infatti il ritmo di diffusione della malattia è simile a quello della fase iniziale dell’AIDS. E per ora, non c’è nessuna cura. Molti centri internazionali si stanno adoperando per trovare un vaccino, ma ad oggi nulla ci difende da questo terribile virus.

Tornando in Spagna, emergono altri dati inquietanti sulle misure di sicurezza piuttosto lasse. Ad esempio, pare che le maniche della tuta protettiva fossero troppo corte, l’ambulanza con cui ha viaggiato Teresa non aveva strumenti necessari per il contenimento del virus, e dunque, potenzialmente, altre persone potrebbero essere state infettate.

Colorful-condoms-Yeko-Photo-Studio-537x358Il nuovo preservativo che incorpora un Gel è una barriera contro le malattie sessualmente trasmissibili.

Il prodotto antivirale, VivaGel, è stato sviluppato dall’australiana Starpharma ed è incorporato nel lubrificante del condom. Ora i preservativi “trattati” hanno ricevuto il Conformity Assessment Certification dalla australiana Therapeutic Goods Administration, responsabile della regolazione di tutti i prodotti con usi terapeutici.
Il profilattico potrà così essere lanciato sul mercato tra qualche mese in Australia; il condom VivaGel ha già ottenuto una certificazione in Giappone e le richieste sono state presentate per diversi altri mercati.

Una doppia protezione – una “barriera” fisica e una sostanza antivirale – contro le malattie sessualmente trasmissibili. è quello che promette un nuovo condom: incorpora un gel che, nei test di laboratorio, ha mostrato di inattivare più del 99% dei virus come l’Hiv, responsabile dell’Aids, l’Herpes simplex che causa l’herpes genitale, e il virus del papilloma umano.

L’obiettivo del gel, dicono i rappresentanti della Starpharma, è ridurre il numero di particelle virali a cui la persona è potenzialmente esposta e quindi ridurre ulteriormente le possibilità di infezione: una difesa in più oltre al preservativo, che nonostante sia la migliore protezione dalle malattie a trasmissione sessuale non elimina al 100% ogni rischio (per esempio a causa di uso scorretto o microlesioni).

L’EPIDEMIA RALLENTA. Uno studio condotto negli Stati Uniti, pubblicato sul Journal of the American Medical Association prima della conferenza mondiale sull’Aids di Melbourne, evidenzia un rallentamento dell’epidemia negli Usa: le infezioni diagnosticate sono arrivate a 16,1 casi su 100 mila persone nel 2011 dai 24,1 nel 2002.