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Monthly Archives: Giugno 2011

La Nazionale di Prandelli venerdì scorso ha vinto facilmente contro l’Estonia, con un punteggio rotondo, 3 a 0, contro un avversario nel complesso inconsistente, ma che avrebbe potuto riservare delle sorprese. Ha vinto puntando sulla qualità, con una coppia d’attacco, Pepito Rossi e Cassano, leggera ma creativa, che ha divertito il pubblico di Modena.
L’Italia si avvicina così, con sicurezza, all’obbiettivo della qualificazione ai prossimi Europei, giocando in modo propositivo e mostrando incoraggianti progressi. Una bella soddisfazione, davvero.
E qui finisce, ahimè, l’analisi del calcio giocato.
Ben altra partita si sta infatti giocando sul versante del nuovo scandalo delle scommesse. I fatti che gli organi inquirenti stanno portando alla luce potrebbero mettere a serio rischio la promozione dell’Atalanta in serie A, ma gettano ombre oscure anche su alcune partite della massima serie.

Molto critica è stata definita la posizione della squadra bergamasca, a causa del coinvolgimento del trequartista Cristiano Doni.

Secondo l’accusa, il capitano dell’Atalanta sarebbe stato contattato dall’ex calciatore Parlato, tramite il calciatore Gervasoni, per condizionare il risultato dell’incontro Atalanta-Piacenza, mentre Buffone, direttore sportivo del Ravenna calcio, avrebbe cercato di entrare in contatto con Doni, grazie all’intermediazione di Nicola Santoni, allo scopo di manipolare il risultato della partita Ascoli-Atalanta. Insomma, un intreccio micidiale che dal punto di vista del direttore sportivo del Ravenna avrebbe anche un giustificazione, diciamo così, nobile: difendere la squadra dal tracollo finanziario. Il Ravenna, infatti, sarebbe stato più volte sul punto di affogare nei debiti e Buffone si sarebbe deciso a scommettere per il bene della squadra.

Intreccio micidiale, dicevo, che nasconde molto probabilmente una sorta di supercupola. Gli inquirenti parlano infatti sempre più spesso dell’esistenza di un “gruppo di Bologna”, un gruppo di scommettitori molto vicini all’ambiente del calcio, che avrebbero favorito la corruzione scommettendo sulle partite “taroccate”. All’interno di questo gruppo ci sarebbe Beppe Signori, il cui nome non compare mai esplicitamente nelle intercettazioni, ma che viene sempre indicato con pseudonimi di vario tipo, come “Beppe nazionale” o “colui che ha segnato 200 goal in serie A”. Signori, pur essendo grande esperto di calcio, avrebbe spesso scommesso sulle partite truccate, che a volte, tuttavia, avrebbero riservato amare sorprese; per questo si sarebbe trovato a perdere cifre colossali, quantificabili in centinaia di migliaia di euro, cosa che lo avrebbe spinto a perseverare nel “vizietto”.

Si tratta di un bel pasticcio, di cui il nostro calcio avrebbe potuto veramente fare a meno. In ogni caso, a giudizio di Oliviero Beha, questo nuovo scandalo non deve sorprendere nessuno. In un sistema, infatti, in cui conta solo il denaro, nelle serie minori i calciatori che non riescono a percepire uno stipendo si arrangiano con le scommesse, senza vergogna e senza che la Lega prenda provvedimenti seri. A giudizio del giornalista questo nuovo pasticcio non è altro che un’altra faccia di quel prisma malato che, per molti aspetti, è diventata l’Italia.

E chi può dargli torto?

 

Berlusconi parla di nuovo e dice la sua sui referendum. Li definisce, senza mezzi termini, inutili, soprattutto quello sul nucleare, in cui gli italiani saranno chiamati a votare per abrogare qualcosa che è già stato abrogato, e quello sull’acqua, ritenuto totalmente demagogico. Non si pronuncia invece sul quesito sul legittimo impedimento.

Il premier e il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, malgrado queste opinioni, hanno tuttavia abbandonato l’iniziale appoggio all’astensionismo in nome di un’ampia libertà per elettori e militanti. E non hanno rinunciato ad attaccare il centrosinistra, accusato di voler fare dei referendum il punto di partenza di un’altra crociata con il Presidente del Consiglio, attacco a cui ha fatto seguito la puntuale replica di Bersani, che nega di voler strumentalizzare la consultazione referendaria allo scopo di farne lo strumento di una nuova campagna contro Berlusconi.

Qualcosa però nel centrodestra, come si è visto, sta lentamente cambiando.

All’investitura già certa di Alfano a segretario politico del partito, già questa una grande novità, si affianca un’altra novità: l’apertura alle primarie.
Relativamente alla nomina di Alfano, il Guardasigilli si dimetterà dal suo incarico istituzionale solo quando sarà perfezionato il percorso che lo condurrà a diventare segretario politico del PdL e solo dopo aver portato a termine l’iter di approvazione di alcuni importanti provvedimenti, come la riforma del processo civile; sarà tuttavia investito di notevoli poteri decisionali, primo fra tutti quello di assegnare ai tre coordinatori, Bondi, La Russa e Verdini, i compiti che riterrà più opportuno conferire loro.

Per quanto riguarda invece l’ipotesi di aprire alle primarie, il premier si è dichiarato possibilista, ma ha precisato che dovranno avvenire sulla base di un meccanismo che dia la certezza che i votanti siano veri sostenitori del PdL e non “infiltrati” della sinistra e che preveda, ad esempio, l’istituzione di una sorta di registro di tutti coloro che, di sicura fede berlusconiana, vogliono partecipare alla consultazione.

La proposta di ricorrere al metodo utilizzato dal PD e dal centrosinistra era già venuta dal governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, e dal Ministro degli Esteri, Franco Frattini, ed è sostenuta ora da molti esponenti del PdL, primo fra tutti Gaetano
Quagliariello, che propone addirittura un’istituzionalizzazione, anche se solo facoltativa, di tale forma di consultazione, che cesserebbe di essere una kermesse “fatta in casa”, e, cosa ben più importante, non sarebbe più patrimonio esclusivo della sinistra.

Di fronte a tali posizioni interne alla sua stessa coalizione, il premier non ha potuto fare a meno di dichiararsi favorevole, attratto probabilmente anche dall’idea di riallacciare il rapporto con i cittadini, ora apparentemente offuscato, e di riavvicinarli per coinvolgerli maggiormente nelle scelte del partito.

Anche il PdL, quindi, cesserà di essere un partito “liquido” e pare destinato a diventare un partito “solido”, con una classe dirigente strutturata e meccanismi interni definiti.

 

Ancora pochi giorni e anche la televisione andrà in vacanza. Ecco che cosa hanno preparato per noi Rai e Mediaset.

Con l’arrivo dell’estate e la conclusione dei principali programmi televisivi, i palinsesti Rai, poveri di idee e a corto di denaro, si popolano di serie TV prodotte in Germania; si tratta di una vera e propria invasione di programmi tedeschi, tale da trasformare le reti RAI in vere e proprie succursali delle TV tedesche ARD o ZDF. Rai1, il mattino alle 10.50, dal lunedì al venerdì, proporrà “Un ciclone in convento”, una serie che racconta le avventure del sindaco di Kaltenthal, Wolfgang Wöller (Fritz Wepper) e di suor Jutta Speidel (Lotte Albers). Si tratterà delle repliche dalla quarta all’ottava serie, in attesa degli episodi delle serie più recenti, non ancora giunte in Italia. Su Rai2, tutti i giorni alle 11,20, verrà trasmesso “Il nostro amico Charly”, serie ambientata a Berlino, che vede come protagonista lo scimpanzè Charly; da questo telefilm, trasmesso in Germania dal 1995, è stata ricavata una nuova serie, “La nostra amica Robbie”, che ha per protagonista un simpatico e mansueto leone marino e che sarà trasmessa, sempre su Rai2  fino a settembre, per un totale di circa 80 episodi. Rai1, all’ora di pranzo, continuerà a proporre gli episodi de “La signora in giallo” e le vicende de “La casa del guardaboschi”, serie, ancora tedesca, in onda tutti i giorni alle 11.50.

Rai3 proporrà, per tutta l’estate, dal lunedì al venerdì alle 13.10, la soap “La strada per la felicità” e, sempre in tema di soap, Rai1 proporrà dal lunedì al venerdì alle 14.55, i film tv del ciclo “La nave dei sogni”, ispirati alla celebre serie “Love Boat”. Non mancheranno inoltre gli episodi de “Il Commissario Rex”, che saranno riproposti alle 17.55 tutti i giorni, tranne il sabato, a partire dal primissimo episodio.

L’invasione teutonica non mancherà nemmeno in prima serata. Su Rai2, al mercoledì alle 21.10, proseguiranno gli episodi di “Squadra speciale Cobra 11”, seguita  alle  21.50 dalla seconda ed ultima stagione di “Lasko”.
Su Canale 5, la rete di punta della Mediaset, solo Pomeriggio Cinque ci accompagnerà per buona parte dell’estate e andrà in onda fino al 29 luglio; per tutte le altre trasmissioni è il momento dei saluti. La rete di punta di Mediaset proporrà cicli “classici” di film in prima serata, come “Primissima”, “Estate d’amore”, “Film Dossier” e “Alta Tensione”, a cui si affiancherà, nella seconda serata del martedì, il ciclo “Il coraggio delle donne”, una serie di pellicole che racconteranno storie di donne e che si aprirà, martedì 7 giugno, con “La custode di mia sorella”, toccante e bellissimo film di Nick Cassavetes con Cameron Diaz ed Alec Baldwin.

Il mercoledì sarà ancora destinato alla fiction: terminata la serie de “I Liceali 3”, Canale 5 ritenterà di far passare nuovamente la serie “Due Mamme di troppo”, soppressa a novembre per scarsi ascolti, che verrà proposta con un nuovo titolo: “L’amore non basta”.

Il giovedì invece sarà un pout pourri di novità.  Il 16 giugno inizierà “Top Star Chef”, un reality culinario, che vedrà coinvolti vip e non famosi e che sarà condotto da un team inedito ed insolito, Vanessa Incontrada e Alfonso Signorini. Dopo tre puntate di “prova”, questo format lascerà il posto a “Extreme Makeover Home Edition”, affidato alla conduzione di Federica Panicucci. Si tratta della versione italiana di un programma televisivo molto noto e amato negli USA,  prodotto dalla Endemol e da ABC e giunto ormai a 170 episodi. L’idea centrale del programma è quella di consentire la ristrutturazione o la ricostruzione completa, in soli 7 giorni, di abitazioni di famiglie in difficoltà, ma con “storie” particolarmente significative e simboliche: madri single, coppie che adottano bambini, famiglie con bambini ammalati e bisognosi di ambienti sani…

Dopo questa prima ventata di novità, a Canale 5 ricompariranno le repliche di “Io canto”, “L’Onore e il Rispetto 2”, “Ciao Darwin 6”, “Lo Show dei Record”.

Novità invece su Italia 1, che proporrà il programma “Tamarreide” con Fiammetta Cicogna. Si tratta di un reality che seguirà da vicino un gruppo di otto “tamarri”, quattro uomini e quattro donne, costretti alla convivenza forzata su un camper pacchiano e appariscente e mandati a spasso per i luoghi più belli e rappresentativi del nostro paese, Roma, ma anche Firenze, Torino e Capri, con il compito di esprimere al massimo la loro cafonaggine. La programmazione di Italia 1 prevede anche “Tabloid”, programma, simile a “Lucignolo”, incentrato sulla cronaca rosa e nera e frutto della collaborazione fra  Claudio Brachino e lo staff di “Studio aperto”, e una nuova edizione di “Invincibili”, format dedicato a storie di persone eccezionali che hanno saputo rinascere dalle proprie ceneri, condotto da Marco Berry.

Rete 4 punta invece sul cinema con una serie di film in prima visione TV e ripropone alcune miniserie, come “Il capo dei Capi” e “Il Giudice e il Commissario”.

Insomma, buona visione!

 

In un interessante articolo di Ernesto Galli Della Loggia, pubblicato sul Corriere della Sera di oggi, 3 giugno 2011, viene sviluppata un’analisi apparentemente semplice, ma molto precisa e puntuale sulle ragioni e soprattutto sulle conseguenze della sconfitta elettorale subita dal PdL nelle recenti elezioni amministrative.

Ciò che ha ucciso il PdL, a giudizio di Galli Della Loggia, è stato quello che lui stesso definisce il veleno dell’obbedienza, quella dovuta cioè al “capo”, che, con il suo carisma e il suo peso mediatico, appariva fonte sicura e certa di voti e di un sicuro successo elettorale.

Di fronte a ciò, sostiene Galli Della Loggia, bisognava sempre tacere e dare sempre ragione, a costo di apparire incapaci e senza idee. E paradossalmente più si obbediva meno si contava e meno si contava più si finiva per dover obbedire e ciò ha costretto il PdL a pagare un prezzo altissimo: la totale disgregazione e disintegrazione della stessa idea di partito.

Ora, visti i risultati elettorali e venuta meno l’infallibilità del capo, l’obbedienza sembra non essere più un valore e sembra essere venuto il momento, per tutti i membri del PdL, di alzare la testa. Anche Giuliano Ferrara appare condividere le tesi di Ernesto Galli Della Loggia, ma,  a suo parere, la consapevolezza dell’errore dell’obbedienza cieca può rappresentare un punto di svolta, l’inizio di un nuovo corso; per questo ha organizzato, per mercoledì 8 giugno alle 10 presso il teatro Capranica di Roma, un’adunata di cosiddetti “servi liberi e forti”, servi perchè fino a questo momento asserviti a Berlusconi, ma forti perchè capaci di criticarlo; l’emergere di nuove e diverse voci potrà essere, a suo parere, un passo decisivo per riportare il Cavaliere  all’originalità del pensiero del ‘94 e per costruire, finalmente, un vero partito delle libertà.

Il Riformista mostra invece un’immagine diversa del premier, più vicina a quella degli ultimi periodi della campagna elettorale. L’editoriale di Marcello Del Bosco mostra un Berlusconi sempre più ossessionato dalla persecuzione dei giornali e dei media non amici, ossessione che lo avrebbe indotto addirittura a cercare un confronto con i consiglieri RAI di maggioranza per individuare non ben precisati provvedimenti da adottare contro i giornalisti non allineati.

Si tratta di un gesto molto discutibile, quasi scandaloso, che mette però in evidenza un fatto incontrovertibile: il premier non ha ancora compreso che è compito dei giornalisti fare informazione, tentando di interpretare i idee, strategie e proposte, mentre è compito dei politici agire e fare proposte per convincere l’elettorato.

Insomma, come afferma anche Ferrara, Berlusconi, se vuole sopravvivere politicamente, deve cambiare registro, deve mutare stile, modi, e procedure. Deve quindi rimettersi in gioco, magari dimenticando le sue ossessioni.

 

Il 2011 sarà l’anno dell’intrattenimento: giochi come Skyrim, Hitman, Test Drive Unlimited 2, o la magia dell’ultimo episodio di Harry Potter o… semplicemente le foto delle ultime vacanze. Il nuovo monitor 27 pollici è la risposta giusta: con il Full HD,  la tecnologia LED e un tempo di risposta pari a un solo millesimo di secondo, è in grado di affascinare gli spettatori più esigenti, grazie alla qualità e alla nitidezza delle foto che fanno vivere una straordinaria esperienza visiva. Il nuovo monitor è ora disponibile nei principali negozi al prezzo di Euro 349, Iva inclusa.

Un divertimento di qualità ha bisogno di immagini di qualità. Con una risoluzione di 1920×1080 e connettività HDMI, il monitor Philips LED 273E3L Full HD ricrea le immagini mettendo insieme diverse funzioni intelligenti: la tecnologia LED che garantisce colori naturali, il rapporto di contrasto di 20,000,000:1 che rivela dettagli inediti nelle scene particolarmente buie e un tempo di risposta di un solo millesimo di secondo che garantisce immagini prive di sfarfallio, in qualsiasi occasione: sia che l’utente utilizzi il monitor per giocare sia per la visione di un video.

Queste sono le principali caratteristiche del nuovo monitor Philips LED 273E3L:

–  Ottima qualità dell’immagine

SmartResponse, Smart Contrast e Smart Image, tecnologie proprietarie di Philips, offrono un’ottima qualità dello schermo LCD. Il display LCD Full HD ha una risoluzione di 1920 x 1080 pixel.

–  Design elegante, perfetto per il salotto digitale

Il monitor di color carbone ha una rifinitura attraente ed è costruito con la moderna tecnologia touch – i tasti sporgenti poco eleganti sono stati sostituiti da icone sensibili al tocco e ciò permette all’utente di personalizzare lo schermo e le impostazioni audio senza alcuno sforzo.

–  Multimedialità

Grazie allo Smart Control Lite le impostazioni del monitor possono essere comodamente regolate in base a differenti formati multimediali. ll dispositivo è “HDMI-ready”: ciò significa che può ricevere segnali audio e video di alta qualità su un unico cavo da PC o altre sorgenti AV, come set-top box e lettori DVD. Utilizzando i pratici controlli dello schermo, è possibile passare con facilità dal formato wide screen al 4:3. Il monitor offre infine altoparlanti integrati con ottima qualità audio.

Il monitor Philips 273E3L è disponibile nei negozi al prezzo di 349€ (IVA Inclusa) Per ulteriori informazioni visitare il sito

 

Dopo la più o meno riconosciuta batosta elettorale subita dal PdL, c’è aria di restyling.

La prima grande novità è che anche la formazione creata da Berlusconi diventerà un partito nel senso tradizionale del termine. Non sarà quindi più un “partito leggero”, nuovo, senza gerarchie e tutto incentrato sul carisma del suo leader e fondatore, ma diventerà qualcosa di diverso, con linee d’azione e prospettive politiche definite a livello centrale e condivise da tutti i suoi membri. Una vera novità, pertanto, nella storia del PdL, motivata forse dalla volontà di evitare l’impatto negativo delle voci fuori dal coro, all’origine di importanti defezioni, e dall’imbarazzo nei confronti di un premier, che pare aver perso un po’ il controllo di sè e delle sue stesse parole.

Primo importante segnale di questo cambiamento è la nomina di Angelino Alfano a segretario politico nazionale del nuovo partito, investitura che gli imporrà le dimissioni dal suo ruolo attuale di Ministro della Giustizia. Alfano ha già dichiarato di essere pronto ad abbandonare il suo attuale incarico, non prima però di aver visto la sua nomina sarà ratificata dal Consiglio Nazionale e di aver condotto in porto alcuni importanti provvedimenti legislativi, in particolare il decreto sul codice antimafia e la semplificazione dei processi civili.

Altre novità saranno il probabile passaggio alla Giustizia di Cicchitto, che ha però dichiarato di preferire il suo attuale impegno alla Camera, o forse di Castelli, Lupi o forse Elio Vito, oltre alla nomina di alcuni coordinatori, che saranno Denis Verdini, a cui  toccherà l’organizzazione, Ignazio La Russa, a cui andrà il compito di coordinare gli eventi e la propaganda, e Sandro Bondi che coordinerà le iniziative culturali e i valori del partito.

Berlusconi non ha inoltre rinunciato a riflettere sulle ragioni della sconfitta elettorale, individuate certamente nella crisi economica, che ha provocato la sconfitta delle coalizioni di governo in tutta Europa, nella lotta contro l’evasione fiscale, nell’uscita di alcune componenti importanti, ma soprattutto nella battaglia denigratoria perpetrata ai suoi danni da tutti i media. Il premier ha infatti dichiarato di aver avuto dalla sua parte soltanto Mediaset e di aver dovuto subire una vera e propria lapidazione mediatica da parte di varie reti televisive, La7 e Rai in testa. Ha definito, inoltre, “Annozero” come una trasmissione micidiale, colpevole di aver dato una visione distorta della realtà di Milano e delle città in cui si votava, ragione che lo obbligherà, da questo momento in poi, a battersi in Parlamento affinchè ciò non debba più accadere. Il premier, inoltre, non trascura di menzionare gli scandali, a suo giudizio assurdi e costruiti su falsità e menzogne, ma che hanno inevitabilmente danneggiato la sua immagine.

La riorganizzazione interna al PdL, che ha come obiettivo la vittoria alle elezioni del 2013, ha suscitato varie reazioni. Italo Bocchino, di Futuro e Libertà, ha parlato di provvedimento tardivo, che si riduce alla classica “toppa nel buco”, mentre Frattini, impegnato con il Capo dello Stato nell’organizzazione delle celebrazioni della Festa della Repubblica, si è congratulato con Alfano e ha espresso tutto il suo sostegno. La posizione più critica sembra essere quella di Alessandra Mussolini, che, in un’intervista rilasciata a Radio24, ha commentato: “Alfano? Penso che così litigheranno in quattro. Serviva un atto di coraggio per cambiare veramente. Così ne sposti uno e ne scontenti cento. O si faceva un unico coordinatore oppure così è una babele. La batosta presa non ci ha insegnato niente, resta tutto così com’è.”

Chi avrà ragione?

Il mercato delle auto italiano si rialza dopo ben 13 mesi – Maggio è stato un mese molto importante per quanto riguarda il mercato automobilistico.

Le vendite, infatti, sono salite del 13 % rispetto agli scorsi mesi e anche Fiat, la nota casa automobilistica italiana, ha subito un incremento per quanto riguarda le nuove immatricolazioni.

I volumi di Fiat Group infatti sono saliti del 4,6%, a 51.342 immatricolazioni; la quota avanza al 30,1% dal 29,8% di maggio 2010.

Se il brand Fiat e’ ancora in lieve calo di vendite (-0,8%), Panda, Punto e 500 restano comunque le vetture piu’ vendute nel mese e la quota del 21,5% e’ al top dell’anno, cosi’ come Lancia che raggiunge il 5%, miglior risultato da ottobre 2009 (e +8,9% di vendite). Non si arresta la corsa di Alfa Romeo che anche a maggio aumenta le vendite del 43,9%, a 6.134 immatricolazioni, con una quota al 3,6% in crescita di un punto percentuale nel confronto con l’anno scorso.

Ma come mai questo calo? Sarà perchè ci sono troppe spese che gravano sulla testa degli automobilisti?

L’eco del più recente scandalo di “Calciopoli” di Moggi & co. non si è ancora esaurito ed ecco esplodere un nuovo caso nel mondo del calcio. Questa volta la colossale truffa si sarebbe svolta in modo veramente fantasioso, con modalità che ricordano i migliori film di spionaggio.

Tutto è emerso in occasione dell’incontro Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010. Al termine della partita cinque giocatori accusarono malesseri e la società decise di far eseguire delle analisi al Policlinico San Matteo di Pavia, da cui si appurò che nelle urine dei calciatori erano rilevabili tracce di Lormetazepam, un benzodiazepinico utilizzato, di norma, per la cura dell’ansia e dei disturbi del sonno. Da qui furono avviate delle indagini, da cui emersero in modo molto chiaro la costante propensione del portiere della Cremonese Paoloni a fare scommesse, con l’intermediazione di altri colleghi, e la sua diretta responsabilità nell’”avvelenamento” dei colleghi.

Uno dei sicuri responsabili dello scandalo è sicuramente Paoloni, ma sono coinvolti nella vicenda nomi grandi del calcio, primo fra tutti lo storico calciatore della Lazio, del Bologna e della Nazionale Beppe Signori, il calciatore dell’Atalanta Cristiano Doni e l’ex calciatore del Siena e ora co-conduttore del noto programma “Quelli che il calcio…” Stefano Bettarini, non nuovo ad inchieste di questo genere.

Dalle intercettazioni utilizzate nell’inchiesta partita da Cremona è emerso che esistevano giocatori fissi su cui venivano effettuate le puntate, organizzate sulla base di una precisa tariffa, con le partite di serie B pagate a 120 e quelle di A la pagate 60. Non sempre tutto funzionava a dovere, soprattutto nelle partite di serie A. Paoloni, infatti, in occasione dell’incontro Inter-Lecce, invitò a puntare sul Lecce, ma alla fine l’incontro si concluse con il punteggio di 1 rete a 0 a favore dell’Inter e Paoloni si trovò in un mare di guai. Più frequentemente, però, la macchinazione andava a buon fine e riusciva a garantire un rendimento sicuro di decine di migliaia di euro ad incontro.

Tale scandalo ora getta un’ombra minacciosa su tutti i campionati, non solo quello di serie A, ma soprattutto su quello di serie B e sulla stessa promozione nella massima serie di Siena e Atalanta. Anche Ascoli è sotto choc, per le partite contro il Livorno e la stessa Atalanta, probabilmente falsate nel risultato finale dalla truffa, ma il capo della Squadra Mobile della città ritiene la società del tutto estranea alla vicenda.

Dietro questo nuovo scandalo si cela quindi un “affare” dal rendimento di 4 milioni di euro, che, per le modalità di realizzazione e per l’intreccio, ha stupito persino l’imputato eccellente di Calciopoli, Luciano Moggi. In un’intervista ha infatti dichiarato: “Fino ai sonniferi non ero arrivato nemmeno io. Non ci credo!” e non ha rinunciato a parlare del processo che lo vede coinvolto, definendolo un procedimento giudiziario basato sulle chiacchiere e promettendo di scoprire molto presto le proprie carte. “Ci sono squadre che si sono vendute i punti di Coppa dei Campioni in cambio di giocatori”, ha dichiarato l’ex dirigente della Juventus, e promette di presentare presto le prove.

Per il momento i nomi sicuramente coinvolti nella nuova grande truffa sono  Beppe Signori, che è agli arresti domiciliari e che si è limitato a dichiarare: “Abbiate pietà!”, Vittorio Micolucci, Vincenzo Sommese e Cristiano Doni, ma la questione promette di potersi allargare a macchia d’olio. Vedremo…

Unica nota divertente in questa imbarazzante vicenda è la battuta di Gene Gnocchi, che apre il suo articolo pubblicato sulla Gazzetta dello Sport di oggi. Beppe Signori, si legge nell’articolo, si sente tranquillo sul suo rinvio a giudizio: lo dà a 3,40.

Meglio sorridere un po’…